Archive for Febbraio, 2008

 
Feb
29
Scritto da anecòico in Animali, Oceani il 29 Febbraio 2008

Come procede uno squalo affamato per trovare del cibo con cui spegnere la propria fame? La domanda sembra banale, eppure nasconde un piccolo universo comportamentale, recentemente indagato da un gruppo di ricercatori. Stando al loro studio, gli squali non andrebbero a zonzo a caso per gli oceani in cerca di cibo, ma seguirebbero una vera e propria strategia di caccia.

Volo di LevySembra che gli squali adottino un particolare modo di muoversi e avanzare nelle profondità marine, un incedere noto come “volo di Levy“, che si adatta perfettamente alla vastità degli oceani in cui il cibo si trova a sprazzi in tante piccole aree isolate. L’utilizzo di questo particolare moto era già stato ipotizzato per alcune specie di albatros, ma i dati raccolti non erano stati sufficienti per elaborare una teoria organica e scientificamente esaustiva.
Il “volo di Levy” è un moto casuale che, ferma restando l’aleatorietà, prevede spostami molto brevi e ravvicinati (spesso involuzioni) cui si alternano talvolta ampi salti con traiettorie costanti per distanze anche molto lunghe. Questa maniera di muoversi, secondo alcuni etologi e comportamentisti animali, costituirebbe la chiave nelle strategie di caccia degli squali. Continua la lettura »



 
Feb
28
Scritto da anecòico in Ricerca, Salute il 28 Febbraio 2008

Che cosa rende una persona ottimista? Vedere quasi sempre le cose sotto il loro aspetto positivo è una semplice dote caratteriale o è legata alla fisiologia della nostra mente?
Secondo uno studio, la tendenza ad elaborare pensieri positivi sarebbe indotta e determinata da due specifiche regioni del nostro cervello.

Un gruppo di neurologi guidati da Elizabeth Phelps, New York University (NYC - USA), ha sfruttato le proprietà della risonanza magnetica funzionale per analizzare il cervello di 15 volontari, stimolati a pensare a vari eventi ipotetici, comprendenti momenti “sì” (come la vincita di un premio) e momenti “no” (come la rottura di un rapporto sentimentale). Per una metà dei test, i ricercatori hanno invitato i soggetti a visualizzare un evento, positivo o negativo, collocato nel futuro; nell’altra metà di test, invece, ai volontari è stato chiesto di immaginare eventi simili, ma riferiti al passato.

L’attività dell’amigdala e della rACC aumenta sensibilmente durante l’elaborazione di pensieri negativi [credit: T. Sharot and E. A. Phelps, via Science]Terminati i test, ai quindici soggetti è stato sottoposto un questionario, in cui i partecipanti hanno dimostrato di essere sufficientemente ottimisti sul loro futuro. Hanno inoltre sottolineato come i pensieri positivi sul loro futuro fossero molto più vividi e suggestivi, rispetto ai pensieri negativi sempre riferiti al domani. Questa sensazione era, in proporzione, molto più forte in quei soggetti che si erano già dimostrati molto ottimisti in una prima fase di test preliminari.
I risultati delle risonanze magnetiche hanno poi suggerito come il cervello possa creare queste attese positive/negative legate al futuro. Le analisi hanno registrato l’attività cerebrale dei soggetti, identificando due aree particolarmente attive - l’amigdala e una specifica area della corteccia cerebrale (rACC) - durante la creazione di pensieri legati a eventi futuri negativi.

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Feb
27
Scritto da anecòico in Salute il 27 Febbraio 2008

Non sono incoraggianti gli ultimi dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sui casi di tubercolosi del tipo MDR-TB resistente agli antibiotici.

Batterio MDRSecondo l’istituzione internazionale, i casi di questo pericoloso tipo di tubercolosi avrebbero raggiunto un livello di parossismo mai registrato prima. La ricerca statistica è basata su un campione di oltre 90.000 pazienti affetti da tubercolosi in 81 Paesi del mondo: il più grande censimento mai realizzato dalla OMS su questa particolare malattia.
Dopo aver analizzato i dati raccolti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha emesso il proprio, inquietante, verdetto [pdf]. I nuovi casi di MDR-TB sono in considerevole aumento in buona parte del Pianeta, l’accelerazione di questi ultimi anni ha spinto l’OMS a rivedere le previsioni di crescita della malattia modificando la stima da 400.000 a 500.000 nuovi casi ogni anno.

Ciò che è maggiormente allarmante del rapporto è l’espansione della malattia, che si presenta ormai in ben 45 Paesi, continente africano e Asia in testa. Secondo l’OMS, per curare i casi riscontrati nel corso di quest’anno sarà necessario un miliardo di dollari: il doppio di quanto era stato previsto appena un anno fa.



 
Feb
27
Scritto da anecòico in Cosmo, Futuribile, Tecnologia il 27 Febbraio 2008

Sorvegliare l’asteroide Apophis con una apposita sonda spaziale. Questa la proposta premiata con 25.000 dollari a un recente concorso scientifico sulle possibile tecniche da adottare per tenere traccia dell’ormai famoso asteroide largo 300 metri che, in una possibilità estremamente remota, potrebbe colpire la Terra nel 2036.

Il vincitore del concorso è stato il gruppo dello SpaceWorks Engineering di Atlanta (Georgia - USA), che ha proposto una sonda particolarmente essenziale basata su componenti molto diffusi e utilizzati nell’industria aerospaziale. Foresight, questo il suo nome, dovrebbe orbitare intorno ad Apophis inviando informazioni sulla Terra raccolte attraverso una telecamera a infrarossi e alcuni rilevatori laser. La sonda potrebbe essere costruita con appena 140 milioni di dollari.

Schema con la possibile rotta di Apophis [credit: aerospaceweb.org]Le probabilità che l’asteroide possa raggiungere la Terra sono estremamente remote, nell’ordine di una possibilità su 45.000, ma la tecnologia proposta al concorso della Planetary Society potrebbe essere applicata anche per gli altri corpi celesti che, a distanze siderali, fanno rotta verso il nostro Pianeta.
La maggior parte dei grandi telescopi si sono dimostrati un ottimo strumento per rilevare rotta e movimento degli asteroidi, ma le loro ottiche consentono di identificare un corpo celeste “anomalo” quando ormai si trova a circa 15 milioni di chilometri dalla Terra. Non è del resto un caso se gli astrofisici potranno avere maggiore informazioni su Apophis nel 2013, quando l’asteroide passerà proprio a circa 15 milioni di chilometri dal nostro Pianeta. Nel 2029, il corpo celeste passerà ancora più vicino fornendo ulteriori informazioni sulle sue intenzioni. Ma sette anni di preavviso potrebbero non essere sufficienti per approntare una missione, nel caso in cui si rendesse necessario far esplodere l’asteroide, per questo motivo tracciare da subito i movimenti di Apophis potrebbe rivelarsi la scelta vincente per evitare brutte sorprese, sebbene estremamente remote. Continua la lettura »



 
Feb
26
Scritto da anecòico in Salute il 26 Febbraio 2008

I pazienti affetti da acne maggiormente preoccupati per l’aspetto della loro pelle sono generalmente meno disposti a fare attività fisica. È questa la curiosa conclusione cui è giunta una ricerca recentemente condotta alla University of Bath.

atleticaPubblicato sulla rivista scientifica Journal of Health Psychology, lo studio ha coinvolto una cinquantina di individui, sia adolescenti che di mezza età, appartenenti a un gruppo di cura contro l’acne. Oltre a dimostrarsi poco propensi a svolgere una qualsiasi attività fisica, i partecipanti al test hanno espresso il timore di essere giudicati negativamente dal prossimo a causa della condizione della loro pelle. La tendenza a sottostimare il proprio aspetto fisico è stata misurata con livelli praticamente identici sia tra i maschi che tra le donne.

Secondo i ricercatori, l’ansia dovuta alle patologie della pelle è spesso presa in scarsa considerazione dagli studi che si occupano della motivazione verso lo sport di chi tende a non accettare i propri difetti fisici. «La pelle è l’organo più visibile del corpo umano e, come tale, è una parte molto importante per l’immagine della persona» ha dichiarato il ricercatore Martyn Standage. La paura di essere giudicati per una malattia della pelle dagli altri ha spesso enormi implicazioni psicologiche e sociali.
Quando si fa sport, o semplice attività fisica, è spesso impossibile nascondere la propria pelle agli altri. A causa di ciò, gli individui che soffrono di acne sviluppano generalmente forti stati di ansia per il loro aspetto fisico, tali da impedire loro di lasciarsi andare serenamente e partecipare alle attività. Continua la lettura »



 
Feb
25
Scritto da anecòico in Come si fa il 25 Febbraio 2008

Fino a circa metà Ottocento, potersi lavare i denti con prodotti sufficientemente adeguati costituiva un piccolo privilegio, accessibile a poche persone abbienti. Si utilizzavano generalmente delle particolari polveri dentifricie, costituite da corallo, ossi di seppia, gusci d’uovo o porcellana, il tutto macinato finemente. La polvere poteva essere tinta di rosso con la cocciniglia, una sostanza colorante estratta da una specie di insetto che porta il medesimo nome.

Le paste dentifricie di oggi - bianche, colorate o a strisce - contengono generalmente una decina di ingredienti. Alcuni svolgono una funzione di pulizia o di protezione dei denti, mentre altre sostanze vengono utilizzate per conferire alla pasta un sapore gradevole o la giusta consistenza per uscire omogeneamente dal tubetto/dispenser. L’ingrediente principale della parte bianca della pasta è il calcare (carbonato di calcio), finemente polverizzato, o un altro minerale come l’ossido di alluminio. Si tratta di polveri lievemente abrasive in grado di eliminare la pellicola opacizzante depositata sui denti dal cibo e dalle bevande, contenente sostanze in decomposizione che causano la formazione della placca dentaria. Come sbiancante, a volte, si usa l’ossido di titanio. Continua la lettura »



 
Feb
25
Scritto da anecòico in Futuribile, Pianeta, Tecnologia il 25 Febbraio 2008

I batteri non godono spesso di una reputazione molto positiva e sono spesso additati dai “profani” come la principale causa di infezioni e malattie. Alcuni ricercatori della University of Nottingham potrebbero presto invertire questa associazione di idee grazie al loro innovativo filtro, in grado di depurare l’acqua sfruttando le capacità di alcune particolari colonie di batteri.

Batteri coinvolti nel processo di biorimediazioneGli organismi unicellulari isolati dal team di ricerca sono infatti in grado di digerire e rendere innocue numerose sostanze contaminanti disciolte in acqua, grazie a un particolare processo chiamato “biorimediazione”. Terminato il processo, le colonie di batteri vengono separate dal liquido tramite una serie di filtri, che restituiscono così un’acqua completamente purificata e innocua per l’ambiente.
Questa nuova tecnologia potrebbe presto consentire la produzione di filtri estremamente funzionali ed economici per depurare le acque di scarto dei processi industriali, o per rendere l’acqua potabile in quelle aree in cui è più difficile l’approvvigionamento idrico. Continua la lettura »



 
Feb
22
Scritto da anecòico in Alimentazione, Ricerca, Salute il 22 Febbraio 2008

Assumere curcumina, un ingrediente naturale presente nella spezia della curcuma, potrebbe ridurre drasticamente lo sviluppo di patologie cardiache, almeno secondo i ricercatori del Peter Munk Cardiac Centre of the Toronto General Hospital.

CurcumaDa poco pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Clinical Investigation, la ricerca dimostra come il principale ingrediente del curry possa prevenire e curare i casi di ipertrofia al cuore e di malfunzionamento del muscolo cardiaco su alcuni topolini di laboratorio. Le proprietà della curcuma sono del resto molto conosciute nelle culture orientali: la medicina cinese e quella indiana prevedono l’impiego della spezia in numerosi preparati per lenire bruciature e tagli profondi.
A differenza di molti altri composti naturali, i cui effetti sono generalmente blandi, la curcuma agisce direttamente nel nucleo della cellula evitando una produzione abnorme e incontrollata degli apparati proteici. Per fare ciò, la sostanza agisce a livello dei cromosomi, interagendo dunque con la duplicazione cellulare.

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Feb
22
Scritto da anecòico in Animali, Curiosità il 22 Febbraio 2008

L’animale più forte del mondo potrebbe essere la salamandra, almeno secondo un recente studio.

In poche frazioni di secondo, le salamandre riescono a catturare le prede grazie al loro particolare apparato buccale [credit: Stephen M. Deban]Alcune specie di salamandra possono estrarre la lingua con una tale rapidità da fare immaginare ai ricercatori che l’operazione non possa essere svolta utilizzando i soli muscoli dell’animale. Le salamandre utilizzano la loro lingua per catturare gli insetti al volo, per poi ritrarla rapidamente e godere del pasto appena cacciato. Partendo da questo presupposto, i ricercatori della University of South Florida hanno analizzato il comportamento di questi anfibi, rilevando una curiosa particolarità.
Le salamandre devono il loro “colpo di lingua” mortale a un vero e proprio meccanismo balistico, una parabola che consente di lanciare colpi precisi ed estremamente potenti. Banalizzando molto, è come se questi animali possedessero un arco nella loro bocca in grado di lanciare frecce con una precisione estrema. Continua la lettura »



 
Feb
21
Scritto da anecòico in Cosmo, Tecnologia il 21 Febbraio 2008

Il satellite spia americano ormai fuori controllo da alcune settimane, e destinato a schiantarsi sulla Terra, è stato da poco abbattuto dal Pentagono con il lancio di un missile. Alle 4:26 am (ora italiana) di oggi, l’incrociatore USS Lake Erie ha lanciato un missile SM-3 modificato che ha intercettato il satellite ribelle a circa 250 chilometri di altezza nei cieli dell’Oceano Pacifico. Il missile ha impiegato 24 minuti per raggiungere il suo obiettivo e fare esplodere il satellite.

Il Joint Space Operations Center di Vandenberg (California - USA) ha registrato una notevole esplosione nel quadrante dell’impatto, testimonianza indiretta dell’avvenuta disintegrazione del satellite. Obiettivo principale dell’operazione era il serbatoio da 450 chilogrammi della sonda artificiale, pieno di idrazina, una sostanza altamente tossica utilizzata solitamente come combustibile nei satelliti e nei vettori spaziali come lo Space Shuttle.
Una sfera di fuoco è stata osservata da numerose strumentazioni nel previsto luogo dell’impatto, mentre ulteriori rilevazioni con gli spettroscopi hanno evidenziato la presenza di una nube formata da vapori di idrazina. Queste osservazioni sarebbero una ulteriore conferma dell’avvenuta esplosione del pericoloso serbatoio. Secondo i comandi militari, la distruzione del satellite fuori controllo dovrebbe essere certa all’80-90%. Continua la lettura »