Calotta artica in estinzione

martedì, 11 settembre, 2007 15:58

Entro il 2050 la calotta artica si restringerà a una velocità doppia rispetto all’attuale scioglimento dei ghiacci. Questo lo shockante risultato di una recente ricerca del National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) che, partendo dai dati raccolti negli ultimi decenni, ha elaborato un complesso modello matematico per monitorare l’andamento dei ghiacci nell’Artico. Il repentino scioglimento della calotta artica potrebbe aprire, per la prima volta dopo millenni, una nuova strada tra l’Europa e l’Asia.

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Le alte temperature stanno trasformando buona parte dei ghiacci (azzurro) in acqua marina (nero). Photo credit: Jacques DescloitresNASA GSFC

La calotta artica è una delle zone più mutevoli del nostro Pianeta. Le aree glaciali dell’emisfero boreale (la porzione del globo al di sopra dell’equatore) si allargano e restringono ciclicamente mantenendo uno stretto rapporto con i cambiamenti climatici stagionali. Secondo la ricerca del NOAA, l’aumento medio delle temperature sta iniziando a mutare drasticamente questo “effetto fisarmonica” del tutto naturale. Nella loro fase di restringimento, corrispondente alla tarda estate, i ghiacciai dell’Artico mostrano gli evidenti segni di uno scioglimento senza precedenti.

La progressiva diminuzione della calotta artica potrebbe innescare un pericoloso circolo vizioso per l’intero Pianeta. I ghiacci dell’artico, infatti, hanno la straordinaria capacità di riflettere buona parte dei raggi solari che li colpiscono, svolgendo un’importante funzione termo-regolatrice. In assenza di questo enorme specchio, il calore dei raggi solari non verrebbe più riflesso, ma assorbito dalla massa oceanica che vedrebbe aumentare considerevolmente la propria temperatura.

Per arrivare a queste drammatiche conclusioni, James Overland e Muyin Wang, i responsabili del team di ricerca del NOAA, hanno esaminato undici modelli matematici elaborati tra il 1979 e il 1999 per predire l’andamento dei ghiacci nella calotta artica. Incrociando questi dati con le rilevazioni degli ultimi decenni, è stato possibile elaborare un nuovo sistema di previsione molto affidabile in grado di analizzare l’andamento dei ghiacci fino al 2050.

Entro quella data l’estate artica potrebbe arrivare a sciogliere il 40% della calotta polare, liberando dai ghiacci un’enorme area tra Alaska, Canada e Russia. Sempre secondo il modello matematico del NOAA, gli inverni molto più miti della media non sarebbero più in grado di ripristinare completamente i ghiacci discioltisi nel periodo estivo.

Scienziati e climatologi di tutto il mondo guardano con apprensione al progressivo restringimento dell’area artica. È infatti ormai certo che la diminuzione dei ghiacci in quell’area scatenerebbe un pericoloso effetto a catena in grado di aumentare sensibilmente il surriscaldamento globale.

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