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	<title>bloGalileo &#187; Segnalazioni</title>
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	<description>la Scienza che orbita intorno</description>
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		<title>Genetica online per tutti</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 17:36:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anecòico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La University of Utah mette a disposizione degli appassionati di scienza un valido sito web per conoscere e sperimentare i segreti della genetica. Il portale contiene notizie molto attendibili e offre un buon livello di interattività, utile per coinvolgere anche i lettori più giovani. Attraverso le schede redatte dai ricercatori e dagli sviluppatori del sito, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2270" title="learngen" src="http://www.blogalileo.com/wp-content/uploads/2009/11/learngen.jpg" alt="learngen" width="480" height="229" /></p>
<p>La University of Utah mette a disposizione degli appassionati di scienza un <a title="Learn Genetics" href="http://learn.genetics.utah.edu/">valido sito web</a> per <strong>conoscere e sperimentare i segreti della genetica</strong>. Il portale contiene notizie molto attendibili e offre un buon livello di interattività, utile per coinvolgere anche i lettori più giovani.<span id="more-2269"></span></p>
<p>Attraverso le schede redatte dai ricercatori e dagli sviluppatori del sito, si possono <strong>approfondire numerosi temi </strong>legati al DNA non sempre così facili da comprendere senza una buona base di conoscenze scientifiche. L&#8217;area sulle <a title="Stem cells" href="http://learn.genetics.utah.edu/content/tech/stemcells/">cellule staminali</a>, per esempio, offre alcune divertenti animazioni per comprendere le caratteristiche di una delle frontiere più affascinanti delle scienze legate alle cellula.</p>
<p>Le cellule staminali vengono paragonate a una serie di attori in attesa di realizzare un casting. Ottenuta una parte da recitare,<strong> le cellule si differenziano</strong> divenendo nuovi tessuti, componenti del sangue o parti delle ossa. Un <a title="Cell size and scale" href="http://learn.genetics.utah.edu/content/begin/cells/scale/">particolare zoom </a>consente, inoltre, di compiere un viaggio nelle dimensioni infinitesimali delle cellule e degli atomi, partendo da un chicco di caffè per giungere fino a un atomo di carbonio.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2273" title="learngen2" src="http://www.blogalileo.com/wp-content/uploads/2009/11/learngen2.jpg" alt="learngen2" width="480" height="229" /></p>
<p>Altre sezioni del portale consentono di approfondire le proprie conoscenze sul DNA, sulle <strong>malattie genetiche</strong> e sulle opportunità offerte dalla genetica per la realizzazione di nuovi protocolli di cura.</p>
<p>Il sito web <em>Learn Genetics</em> della University of Utah costituisce un ottimo esempio di buona divulgazione e meriterebbe di essere imitato anche dai nostri atenei, se solo ci fossero le risorse&#8230;</p>
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		<title>Corto magnetico</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 16:48:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anecòico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Fisica]]></category>
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		<category><![CDATA[isff 2009]]></category>
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		<category><![CDATA[sole]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;affascinante cortometraggio Magnetic Movie ha conquistato uno dei premi dell&#8217;Immagine Science Film Festival 2009. Un riconoscimento meritato per un film che ci mostra ciò che solitamente è precluso alla nostra vista. Il breve filmato illustra la natura caotica e in continua mutazione dei campi magnetici. Le immagini sono state girate nei pressi degli Space Sciences [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;affascinante cortometraggio <em>Magnetic Movie</em> ha <a title="Campi magnetici" href="http://www.keplero.org/2009/10/campi-magnetici.html">conquistato</a> uno dei premi dell&#8217;<strong>Immagine Science Film Festival 2009</strong>. Un <a title="ISFF 2009 WINNING FILMS" href="http://www.imaginesciencefilms.com/festival-2/isff-2009-winning-films/">riconoscimento</a> meritato per un film che ci mostra ciò che solitamente è precluso alla nostra vista.</p>
<p style="text-align: center;"><p><a href="http://www.blogalileo.com/corto-magnetico/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p>Il breve filmato<strong> illustra la natura caotica e in continua mutazione dei campi magnetici</strong>. Le immagini sono state girate nei pressi degli <a title="Space Sciences Laboratory (SSL) at Berkeley" href="http://www.ssl.berkeley.edu/">Space Sciences Laboratories</a> della NASA (UC Berkeley) e sono accompagnate dalle voci di alcuni ricercatori, intenti a illustrare il frutto delle loro scoperte legate principalmente allo studio del Sole.</p>
<p>Nei laboratori, gli scienziati riproducono in scala e studiano i <strong>devastanti eventi che si verificano sulla nostra stella</strong>, dagli effetti della fotosfera ai potenti venti solari, che reagiscono con il campo magnetico terrestre creando le aurore ai poli.</p>
<p>Gli autori del corto hanno combinato le conoscenze scientifiche con alcuni particolari effetti sonori e visivi molto coinvolgenti e in grado di riprodurre fedelmente le dinamiche dei campi magnetici e di renderle visibili. Un <strong>piccolo capolavoro anche di divulgazione</strong>, che nel corso degli ultimi anni ha calamitato &#8211; è il caso di dirlo &#8211; una <a title="Magnetic Movie" href="http://www.semiconductorfilms.com/root/Magnetic_Movie/Magnetic.htm">considerevole mole</a> di premi.</p>
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		<title>Veronesi: più Scienza e meno armi</title>
		<link>http://www.blogalileo.com/veronesi-piu-scienza-e-meno-armi/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 16:58:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anecòico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[AVoiComunicare, il blog coordinato da Telecom Italia per offrire uno spazio di dialogo e confronto tra utenti della Rete e personaggi di spicco della società civile, ha da poco avviato un&#8217;interessante collaborazione con Science for Peace, il progetto nato su iniziativa di Umberto Veronesi per «la nascita di un grande movimento per la pace alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>AVoiComunicare, il blog coordinato da Telecom Italia per offrire uno spazio di dialogo e confronto tra utenti della Rete e personaggi di spicco della società civile, ha da poco avviato un&#8217;interessante <a title=" Umberto Veronesi e Science for Peace " href="http://www.socialmedianews.it/umberto-veronesi-e-science-for-peace">collaborazione</a> con <strong>Science for Peace</strong>, il progetto nato su iniziativa di Umberto Veronesi per «la nascita di un grande movimento per la pace alla cui guida vede impegnato il mondo della scienza».</p>
<p>Punto fondante del nuovo movimento è la proposta di <strong>ridurre le spese per gli armamenti in modo tale da porter dedicare più risorse alla ricerca scientifica</strong>. Un obiettivo ambizioso e difficile da realizzare in tempi brevi, ma che potrebbe portare a una significativa rivoluzione per la ricerca e per la salute di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo.<span id="more-2231"></span></p>
<p>Il piano per la riduzione delle spese militari proposto prevede:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>Richiesta ai governi europei di una <strong>progressiva riduzione delle spese militari</strong>.</li>
<li>Destinare le risorse recuperate dalla riduzione delle spese militari a <strong>urgenze sociali e progetti di ricerca e sviluppo</strong>. Tali risorse confluiranno in un fondo comune che, sotto il controllo dell’ONU, devolverà sostegni finanziari solo a quelle Nazioni che perseguano una politica di disarmo o di progressiva smilitarizzazione.</li>
<li>Inserire il <strong>disarmo nucleare </strong>tra le massime priorità della politica internazionale attraverso attività di lobbying e il sostegno alle organizzazioni e ai movimenti già impegnati a raggiungere tale obiettivo.</li>
<li>Creazione di un gruppo di studio europeo formato da uomini politici, di cultura, capi di stato maggiore che saranno invitati a studiare un piano progressivo di riduzione delle spese militari dei singoli Paesi a favore di un <strong>Unico Esercito Europeo di Pace </strong>e della costituzione di un <strong>Corpo Civile di Pace Europeo</strong>.</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Per promuovere la propria iniziativa ed aprire un confronto sulle tematiche legate al rapporto scienza &#8211; pace, Veronesi ha concesso un&#8217;interessante intervista da poco <a title="Video intervista a Umberto Veronesi" href="http://www.avoicomunicare.it/blogpost/video-intervista-umberto-veronesi#1">pubblicata</a> su AVoiComunicare. Nel suo intervento, il celebre oncologo sottolinea la <strong>s</strong><strong>proporzione tra la spesa per le armi nel nostro paese e la spesa per la ricerca scientifica</strong>. Il Parlamento nel 2009 ha investito circa 15 miliardi di Euro in armamenti, mentre per la sola ricerca sul cancro sono stati spesi appena 200 milioni di Euro.</p>
<p style="text-align: center;"><p><a href="http://www.blogalileo.com/veronesi-piu-scienza-e-meno-armi/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p>Sul sito web della Fondazione Veronesi sono disponibili ulteriori <a title="Science for Peace" href="http://www.fondazioneveronesi.it/pagina.php?id=30&amp;nome=Science%20for%20Peace">informazioni</a> e un <a title="Iscrizioni alla Conferenza Mondiale" href="http://www.fondazioneveronesi.it/form_conferenza_s4p.php">modulo</a> per potersi iscrivere alla Conferenza Mondiale di Peace for Science.</p>
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		<title>SuperQuark, cenerentola del servizio pubblico</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 15:49:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anecòico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la puntata andata in onda su RaiUno ieri sera, si è conclusa l&#8217;edizione 2009 del programma televisivo SuperQuark condotto e curato da Piero Angela. Per l&#8217;ennesima volta, l&#8217;unica trasmissione di divulgazione scientifica in prima serata del canale principale del servizio pubblico è stata relegata nel palinsesto estivo, periodo dell&#8217;anno in cui la media degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2043" title="superquark" src="http://www.blogalileo.com/wp-content/uploads/2009/08/superquark.jpg" alt="superquark" width="433" height="277" /></p>
<p>Con la puntata andata in onda su RaiUno ieri sera, si è conclusa l&#8217;edizione 2009 del programma televisivo <a href="http://www.superquark.rai.it/R2_HPprogramma/0,,1067172,00.html">SuperQuark</a> condotto e curato da <a href="http://www.blogalileo.com/piero-angela-80-anni-e-una-vita-dedicata-alla-divulgazione/">Piero Angela</a>. Per l&#8217;ennesima volta, l&#8217;unica trasmissione di divulgazione scientifica in prima serata del canale principale del servizio pubblico <strong>è stata relegata nel palinsesto estivo</strong>, periodo dell&#8217;anno in cui la media degli spettatori e degli investimenti pubblicitari cala considerevolmente. Una riserva indiana nella quale i dirigenti Rai provano a ripulirsi un poco la coscienza, dopo mesi di assenza di adeguati spazi per la divulgazione della scienza.<span id="more-2042"></span></p>
<p>Nonostante l&#8217;infelice collocazione, <strong>SuperQuark ha fatto registrare ancora una volta ottima risultati</strong>, dimostrando di avere tutte le potenzialità per tornare nel palinsesto della stagione televisiva &#8220;alta&#8221; (tra autunno e primavera) e rendere il servizio pubblico nuovamente degno di questo nome, per lo meno sul fronte divulgativo. Così è del resto stato per anni, prima che la Rai abdicasse totalmente alle logiche della televisione puramente commerciale. SuperQuark un tempo andava in onda nel periodo invernale, generalmente al giovedì o al venerdì sera, raccogliendo medie molto alte di telespettatori. Dopo una breve pausa primaverile, la trasmissione tornava anche in estate in una versione &#8220;light&#8221; con il titolo<strong> Quark Speciale</strong> principalmente dedicata ai documentari naturalistici.</p>
<p>All&#8217;epoca diversi milioni di spettatori dimostravano di essere interessati alla scienza, contraddicendo il solito luogo comune secondo il quale in televisione la divulgazione non funziona. SuperQuark ha sempre funzionato grazie ai suoi toni pacati,  <strong>lontani dal sensazionalismo</strong> e dalla ricerca a tutti i costi di un mistero o di un enigma per affascinare strumentalmente lo spettatore.</p>
<p>Il lavoro della redazione del programma è inoltre prezioso e costituisce un unicum a livello europeo. Fatta eccezione per il tradizionale documentario naturalistico, tutti i servizi sono prodotti dagli autori del programma e danno spesso spazio non solo ai centri di ricerca stranieri, ma anche alle<strong> scoperte messe in campo dai tanti ricercatori italiani</strong>.</p>
<p>Questi sono solo alcuni dei tanti motivi per i quali spiace vedere una trasmissione autorevole e ben realizzata come SuperQuark relegata  nel periodo dell&#8217;anno meno felice per la televisione. A perderci non è solo la Rai, che potrebbe sfruttare molto meglio gli spazi e gli investimenti pubblicitari del programma, <strong>ma anche tutti quegli spettatori</strong> che per ragioni culturali, di estrazione sociale o banalmente di tempo riescono raramente a seguire le ultime novità che orbitano intorno alla scienza.</p>
<p>Il programma di Piero Angela dovrebbe essere un fiore all&#8217;occhiello del servizio pubblico, non una semplice pecetta per nascondere le vergogne.</p>
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		<title>I 250 anni dell&#8217;Osservatorio di Torino</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 14:59:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anecòico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[250 anni per l'Osservatorio di Torino, Piero Bianucci ne racconta magistralmente la storia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi divulgatori riescono a raccontare l&#8217;affascinante storia della Scienza come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Bianucci">Piero Bianucci</a>. In un ottimo articolo, chiaro e divertente, il papà di <em>Tuttoscienze</em> (l&#8217;inserto scientifico del quotiano <em>La Stampa</em>) racconta la curiosa storia dell&#8217;Osservatorio di Torino, che quest&#8217;anno celebra il suo 250esimo anniversario.</p>
<blockquote><p>Il 2009, Anno Internazionale dell’Astronomia proclamato dalle Nazioni Unite, è per Torino anche il 250° anno dalla nascita dell’Osservatorio astronomico della città. La nascita di questa istituzione risale infatti al 1759, quando Carlo Emanuele III decise di dotare l’Università di Torino di una piccola specola, che fu installata su una torretta di via Po, nel palazzo dove abitava Padre Beccaria, lo scienziato a cui il Savoia aveva affidato la misura del “Gradus Taurinensis”.</p>
<p>L’Osservatorio passò poi nel 1789 sui tetti dell’Accademia delle Scienze e nel 1822 , con la direzione di Giovanni Plana, a Palazzo Madama, dove rimase fino al 1912, quando Padre Giovanni Boccardi inaugurò la sede attuale sulla collina di Pino Torinese.</p>
<p>Una mostra di antichi strumenti dell’Osservatorio celebrerà il compimento dei due secoli e mezzo di questa istituzione scientifica torinese: si inaugurerà a Palazzo Lascaris il 1° ottobre e ci sta lavorando Ester Antonucci, attuale direttrice dell’Osservatorio, con il supporto dell’Inaf, della Regione Piemonte e altre istituzioni.</p></blockquote>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.asp?ID_blog=49&amp;ID_articolo=187&amp;ID_sezione=72&amp;sezione=">continua la lettura&#8230;</a></p>
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		<title>Piero Angela: 80 anni e una vita dedicata alla divulgazione</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 15:32:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anecòico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Piero Angela ha da poco compiuto 80 anni. Uno dei padri della divulgazione scientifica in Italia merita di essere festeggiato per il suo impegno tra televisione, libri e conferenze per raccontare la scienza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1002" class="wp-caption alignright" style="width: 138px"><img class="size-full wp-image-1002" title="Piero Angela" src="http://www.blogalileo.com/wp-content/uploads/2008/12/pieroangela.jpg" alt="Piero Angela" width="128" height="190" /><p class="wp-caption-text">Piero Angela</p></div>
<p>«Se dopo i 60 anni al mattino ti alzi senza qualche doloretto vuol dire che sei morto». Ama dire così Piero Angela, classe 1928, da un giorno oltre la soglia degli 80 anni. Il divulgatore scientifico più famoso d&#8217;Italia merita sicuramente di essere festeggiato e ricordato per aver portato la scienza nei tinelli di milioni di famiglie italiane, scrivendo libri e creando programmi televisivi pacati e obiettivi in grado di spiegare con semplicità l&#8217;incredibile complessità della Scienza.</p>
<p>In pochi paragrafi un altro padre della divulgazione scientifica italiana, Piero Bianucci, <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=5390&amp;ID_sezione=&amp;sezione=">disegna</a> con efficacia il profilo dalle mille sfaccettature di Piero Angela.</p>
<blockquote><p>Migliaia di ore di televisione, 32 libri per tre milioni di copie vendute, il premio dell’Unesco per la divulgazione, otto lauree ad honorem. E’ il mezzo secolo di lavoro che Piero Angela ha dedicato alla diffusione della scienza. Delle otto lauree, una gliel’ha data l’Università di Torino. Bella rivincita per il ragazzo che dopo due anni di Politecnico aveva preferito fare jazz e tentare un concorso da annunciatore alla Rai per poi passare al giornalismo.</p>
<p>Radiocronista, corrispondente da Parigi, conduttore del tg. Anche senza essere ingegnere, Angela fa la sua bella carriera nella Rai degli Anni 50 e 60. Il virus della scienza lo contrae raccontando le imprese spaziali: la corsa alla Luna, le prime sonde sparate verso i pianeti. E’ lì che decide di dedicarsi in modo esclusivo a programmi di divulgazione. Scienza, alla Rai, significa anche libertà, i manovratori politici si occupano di altre cose.</p>
<p>Così Angela attraversa imperturbabile la grande metamorfosi dal monopolio alla tv commerciale, dalle calze nere delle Kessler agli strip delle casalinghe alle Isole dei famosi. Lui non cambia: sempre con il ginocchio ben accavallato, cravatta, voce da salotto, casa e lavoro, astemio e parco a tavola, un po’ di jazz con gli amici quando càpita. Una longevità biologica unita a quella, ancora più rara, dei primati di share.</p></blockquote>
<p><span id="more-1001"></span>Più di chiunque altro, Piero Angela è riuscito nell&#8217;intento di raccontare la Scienza, strappandola dalle aule accademiche per portarla in mezzo alla gente comune, per farne comprendere pregi e opportunità. Convinto sostenitore della necessità di approfondire sempre più le nostre conoscenze sul mondo che ci circonda, Piero Angela si batte da tempo per riportare la ricerca scientifica al centro dell&#8217;attenzione non solo della ribalta televisiva, ma anche dell&#8217;agone politico ricordando come non ci possa essere vero sviluppo senza innovazione e progresso nelle scienze. Appelli quasi sempre disattesi da una classe politica miope, incapace di essere sufficientemente lungimirante per comprendere la centralità della Scienza nelle esistenze di chi cerca di amministrare.</p>
<p>Con coerenza e determinazione, da decenni Piero Angela mantiene dritta la rotta delle sue trasmissioni, badando al rigore e all&#8217;accuratezza dell&#8217;informazione, senza sbrodolare mai in facili sensazionalismi o nella spettacolarizzazione della parascienza. Una serietà che ormai il pubblico ha imparato a riconoscere e apprezzare, seguendo con interesse il lavoro del divulgatore torinese.</p>
<p>Spiace che la TV pubblica non dedichi sufficiente spazio all&#8217;informazione scientifica, relegando spesso i programmi di divulgazione in fasce orarie poco accessibili o nei momenti di bassa stagione, tradendo così uno dei suoi principali compiti: informare, possibilmente educando. Una nota amara, che però non deve rovinare la festa per gli splendidi 80 anni di un uomo che ha dedicato anima e corpo per diffondere sapere e una maggiore consapevolezza scientifica.</p>
<p>Auguri, Piero.</p>
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		<title>George W. Bush si converte alla Scienza</title>
		<link>http://www.blogalileo.com/george-w-bush-si-converte-alla-scienza/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 16:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anecòico</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Sembrano giovare molto gli ultimi mesi di presidenza a George W. Bush. In un recente incontro con un cospicuo numero di ricercatori al National Center for Biochemical Medicine, il presidente degli Stati Uniti ha annunciato la volontà di innescare una piccola rivoluzione copernicana nei confronti del suo atteggiamento, spesso oscurantista, verso la scienza. «Molti critici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blogs.southflorida.com/citylink_dansweeney/2005-10-2-george-bush.jpg" align="right" height="164" width="126" />Sembrano giovare molto gli ultimi mesi di presidenza a George W. Bush. In un recente incontro con un cospicuo numero di ricercatori al National Center for Biochemical Medicine, il presidente degli Stati Uniti ha annunciato la volontà di innescare una piccola rivoluzione copernicana nei confronti del suo atteggiamento, spesso oscurantista, verso la scienza.</p>
<p>«Molti critici hanno accusato la mia amministrazione di ignorare ciò che la scienza consiglia e di distorcere il senso dei messaggi scientifici per piegarli alla sua agenda politica. Oggi voglio dire una cosa a tutti coloro che fanno parte della comunità scientifica: &#8220;Cerchiamo di essere amici&#8221;».<br />
E l&#8217;amicizia per George W. Bush passa attraverso la concreta donazione di 10 miliardi di dollari per ridare linfa ai <a href="http://www.nih.gov/">National Institutes of Health</a>, i centri di studio nazionali per la ricerca biomedica. Un cambiamento significativo nell&#8217;amministrazione del presidente texano, che in settembre aveva previsto appena un miliardo di dollari per il budget degli NIH. Il presidente ha confessato il proprio errore, dichiarando di aver sottovalutato l&#8217;importanza della ricerca.</p>
<p>Sulla scia di Richard Nixon, che nel 1971 aveva inaugurato l&#8217;operazione &#8220;Guerra al cancro&#8221;, Bush ha invitato gli enti di ricerca a utilizzare parte dei finanziamenti per avviare una seconda guerra ai tumori. Con fare belligerante nei confronti della terribile malattia, George W. Bush ha <a href="http://sciencenow.sciencemag.org/cgi/content/full/2008/401/1">ricordato</a> come non tutto il lavoro sia stato compiuto nel corso del primo conflitto sanitario: «Cerchiamo di liberare definitivamente i nostri corpi da queste armi di distruzione di massa».<span id="more-745"></span><!--adsense--></p>
<p><img src="http://inventorspot.com/files/images/test_tubes.img_assist_custom.jpg" align="left" height="107" width="107" />La rivoluzione del presidente USA non passa solo dalla lotta al cancro, ma si interessa anche della ricerca sulle cellule staminali. Nonostante la sua amministrazione abbia bloccato in due occasioni un apparato di leggi che avrebbe consentito di espandere la ricerca sugli embrioni, Bush ha riconosciuto un errore di fondo nelle sue politiche sul delicato argomento. Il presidente si è detto dispiaciuto di aver posto maggior valore intorno a un embrione congelato rispetto a una madre di 30 anni affetta da sclerosi multipla: «Perché aspettare un nuovo presidente? Mettiamo gli embrioni nelle mani degli scienziati che li potranno usare per fare del bene».</p>
<p>George W. Bush si è, inoltre, ripromesso di essere un migliore guardiano del nostro Pianeta: «Non sono mai stato chiaro a sufficienza sui problemi posti dal riscaldamento globale. Col senno di poi, permettere alle lobby del petrolio di modificare i nostri rapporti sul clima non è stata una buona idea».<br />
I segni di ravvedimento nel presidente più chiacchierato, e spesso odiato, degli ultimi decenni hanno lasciato letteralmente a bocca aperta i membri della comunità scientifica americana. La speranza è che alle parole seguano presto i fatti. Dieci miliardi di nuovi finanziamenti sono, comunque, un ottimo inizio.</p>
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		<title>L&#8217;Odissea scientifica di Arthur Clarke</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 18:11:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anecòico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci sono pochi divulgatori scientifici in Italia validi e competenti come Piero Bianucci. Il papà dell&#8217;inserto di divulgazione scientifica Tuttoscienze del quotidiano La Stampa, ricorda in un meraviglioso articolo la mente e il mito di Arthur Clarke. Da poco scomparso, Clarke non è stato semplicemente un romanziere di successo con il suo 2001 Odissea nello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img src="http://popsci.typepad.com/photos/uncategorized/2007/10/16/arthur_c_clarke_portre.jpg" height="300" width="283" /></div>
<p>Ci sono pochi divulgatori scientifici in Italia validi e competenti come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Bianucci">Piero Bianucci</a>. Il <em>papà</em> dell&#8217;inserto di divulgazione scientifica <em>Tuttoscienze</em> del quotidiano <em>La Stampa</em>, ricorda in un meraviglioso <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/Libri/grubrica.asp?ID_blog=54&amp;ID_articolo=1391&amp;ID_sezione=81&amp;sezione=News">articolo</a> la mente e il mito di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arthur_C._Clarke">Arthur Clarke</a>.<br />
Da poco scomparso, Clarke non è stato semplicemente un romanziere di successo con il suo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/2001:_Odissea_nello_spazio_%28romanzo%29"><em>2001 Odissea nello Spazio</em></a>, ma anche un competente e visionario uomo di Scienza&#8230;</p>
<blockquote><p>Quando telefoniamo da un continente all’altro, o vediamo in diretta una gara di Formula 1 che si svolge dall’altra parte del mondo, dovremmo ricordarci di lui. Invece lo conosciamo per un romanzo che nel 1968 il regista Stanley Kubrick trasformò nel più celebrato film di fantascienza, <em>2001: Odissea nello spazio</em>. Arthur Charles Clarke la sua felice odissea di scienziato e scrittore di successo l’ha conclusa ieri a 90 anni nello Sri Lanka, dove si era trasferito fin dal 1956.</p>
<p>L’idea più brillante gli balenò nel 1945: c’è un’orbita intorno alla Terra che un satellite percorre esattamente in 24 ore e con la legge di Newton è facile calcolare che si trova a 35.800 chilometri di altezza, un decimo della distanza della Luna. Un satellite che percorra quell’orbita sopra l’equatore rimarrà fisso sopra un dato luogo come se fosse sulla cima di un altissimo palo. Per questo si chiama orbita geostazionaria, o anche, com’è giusto, «orbita di Clarke». [<a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/Libri/grubrica.asp?ID_blog=54&amp;ID_articolo=1391&amp;ID_sezione=81&amp;sezione=News">continua</a>]</p></blockquote>
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