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	<title>bloGalileo &#187; Web</title>
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	<description>la Scienza che orbita intorno</description>
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		<title>Qui un tempo era tutta biosfera</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 11:14:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anecòico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A oltre 20 anni dalla costruzione, Biosfera 2 non gode di buona salute. Il progetto era nato per replicare la biosfera, quella che consente la vita qui sulla Terra, in un ambiente isolato per verificare la possibilità di ricreare un ecosistema completo e autosufficiente su altri pianeti e per studiare alcuni particolari processi biologici. Una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A oltre 20 anni dalla costruzione, <strong>Biosfera 2 non gode di buona salute</strong>.  Il progetto era nato per replicare la biosfera, quella che consente la vita qui sulla Terra, in un ambiente isolato per verificare la possibilità di ricreare un ecosistema completo e autosufficiente su altri pianeti e per studiare alcuni particolari processi biologici. Una iniziativa ambiziosa e dai trascorsi alquanto travagliati.</p>
<div id="attachment_2428" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://www.noahsheldon.com/biosphere.html"><img class="size-full wp-image-2428   " title="credit: Noah Sheldon" src="http://www.blogalileo.com/wp-content/uploads/2010/01/biosph.jpg" alt="Noah Sheldon" width="480" height="360" /></a><p class="wp-caption-text">credit: Noah Sheldon</p></div>
<p>La struttura di Biosfera 2 occupa uno spazio pari a circa 12.700 metri quadri nei pressi di <a title="Oracle - Google Maps" href="http://tinyurl.com/biosph2">Oracle</a> in Arizona (Stati Uniti). Avviato inizialmente dalla Space Biosphere Ventures, <strong>il progetto è fino a ora costato più di 200 milioni di dollari</strong>, ma non ha portato ai risultati sperati a causa di una gestione poco trasparente sia sul fronte amministrativo che su quello scientifico, con polemiche anche molto accese nel corso degli anni Novanta.<span id="more-2427"></span></p>
<p>Un primo esperimento fu condotto tra il 1991 e il 1993 da un nutrito team di ricercatori, tra i quali spiccava lo specialista in studi sulla longevità <a title="Walford.com" href="http://www.walford.com/">Roy Walford</a>. All&#8217;interno della struttura erano stati ricreati alcuni particolari ambienti comprendenti una barriera corallina, un deserto, un&#8217;area con caratteristiche simili a quelle della savana, zone per la coltivazione e un complesso abitativo e di ricerca. L&#8217;inattesa alta concentrazione di anidride carbonica causata dai batteri ospitati nell&#8217;ecosistema &#8220;in vitro&#8221; <strong>portò alla rapida morte di numerose specie vegetali </strong>alla quale si cercò di sopperire introducendo ossigeno dall&#8217;esterno, vanificando di fatto uno dei principali obiettivi dell&#8217;intera missione.</p>
<p>Le missioni successive non hanno portato a grandi risultati, ma la struttura è stata utilizzata per esperimenti su scala ridotta dalla Columbia University<strong> prima di essere trasformata in una attrazione per i turisti</strong>. Biosfera 2 è ora <a title="Biosphere 2 - UA" href="http://www.b2science.org/">gestita</a> dalla Arizona University, ma al momento i test eseguiti sono distanti dall&#8217;idea originaria nata circa 20 anni fa. Lo <a title="The Sad State of Biosphere 2, Sixteen Years Later" href="http://www.divinecaroline.com/22355/90964-sad-state-biosphere-2#1">stato</a> della struttura è illustrato efficacemente dagli scatti realizzati da <a title="Noah Sheldon: Photography" href="http://www.noahsheldon.com/biosphere.html">Noah Sheldon</a> che raccontano la realtà di un ambiente disabitato e decadente. Una sorta di <em><a title="Il Mondo senza di noi" href="http://www.blogalileo.com/il-mondo-senza-di-noi/">Mondo senza di noi</a></em> in miniatura.</p>
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		<title>L&#8217;Universo conosciuto, in sei minuti</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 09:48:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anecòico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il tempo scorre inesorabile, e non solo sulla Terra dove abbiamo da poco festeggiato l&#8217;inizio di un nuovo anno. Per rendersene conto è sufficiente osservare il magnifico video The Known Universe realizzato con il Digital Universe Atlas curato e costantemente aggiornato dagli astrofisici dell&#8217;American Museum of Natural History di New York. Il filmato, da poco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il tempo scorre inesorabile, e non solo sulla Terra dove abbiamo da poco festeggiato l&#8217;inizio di un nuovo anno.</p>
<p style="text-align: center;"><p><a href="http://www.blogalileo.com/luniverso-conosciuto-in-sei-minuti/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p>Per rendersene conto è sufficiente osservare il magnifico video <em>The Known Universe</em> realizzato con il Digital Universe Atlas curato e costantemente aggiornato dagli astrofisici dell&#8217;<a title=" American Museum of Natural History" href="http://www.amnh.org/">American Museum of Natural History</a> di New York. Il filmato, da poco diffuso online, <strong>offre un viaggio molto affascinante attraverso il Cosmo</strong> per conoscere e comprendere meglio le distanze e lo scorrere del tempo là fuori, oltre il Pianeta azzurro.</p>
<p>Il viaggio inizia sulle vette dell&#8217;Himalaya e prosegue attraverso l&#8217;atmosfera terrestre, il nostro sistema solare, la Via Lattea e le tracce del Big Bang, ciò che si ipotizza diede vita al tutto in cui siamo immersi. Ogni stella, ogni pianeta e qualsiasi altro corpo celeste è riprodotto nel video<strong> nella giusta scala e nell&#8217;effettiva posizione occupata nello spazio</strong> al di qua dello schermo. Una mappa fedele utile per conoscere meglio il Cosmo e forse anche un po&#8217; noi stessi.</p>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">Buon Anno!</span></h1>
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		<title>L&#8217;ebook degli astronomi</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 14:42:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anecòico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Amedeo Balbi, ricercatore universitario e autore del blog di divulgazione scientifica Keplero, offre agli appassionati di astronomia un ottimo regalo per le festività di quest&#8217;anno. Dopo aver raccontato sul suo blog la vita di numerosi astronomi, Amedeo ha pensato bene di raccogliere le mini-biografie in un pratico libro in formato elettronico. L&#8217;ebook può essere scaricato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2408" title="viteast" src="http://www.blogalileo.com/wp-content/uploads/2009/12/viteast.jpg" alt="viteast" width="300" height="386" /></p>
<p><a title="Amedeo Balbi" href="http://www.fisica.uniroma2.it/~balbi/">Amedeo Balbi</a>, ricercatore universitario e autore del blog di divulgazione scientifica <a title="Keplero.org" href="http://www.keplero.org/">Keplero</a>, <strong>offre agli appassionati di astronomia un ottimo regalo </strong>per le festività di quest&#8217;anno.</p>
<p>Dopo aver raccontato sul suo blog la vita di numerosi astronomi, Amedeo ha pensato bene di <a title="Vite degli astronomi: l'ebook" href="http://www.keplero.org/2009/12/vite-degli-astronomi-lebook.html">raccogliere</a> le mini-biografie in un <strong>pratico libro in formato elettronico</strong>. L&#8217;ebook può essere <a title="Scarica l'ebook gratuito in pdf" href="http://www.fisica.uniroma2.it/~balbi/vitedegliastronomi/">scaricato</a> liberamente a patto di osservare le immancabili regole previste dalla licenza Creative Commons.</p>
<p>Con uno stile divulgativo fresco e piacevole, l&#8217;autore del blog Keplero racconta le vicende e le curiosità che caratterizzarono le vite degli uomini di scienza e degli astronomi Tycho Brahe (Ticone), Keplero, Galileo Galilei, Isaac Newton, James Bradley, William Herschel, Henrietta Leavitt, Edwin Hubble, Georges Lemaître e Fred Hoyle. Un pratico prontuario che non è certo un punto di arrivo per conoscere la vita di questi grandi protagonisti dell&#8217;astronomia, ma semmai un <strong>ottimo punto di partenza</strong> per andare alla ricerca di maggior informazioni sulle storie umane alle spalle delle grandi scoperte che hanno sensibilmente mutato il nostro modo di confrontarci con la vola celeste.</p>
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		<title>Genetica online per tutti</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 17:36:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anecòico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La University of Utah mette a disposizione degli appassionati di scienza un valido sito web per conoscere e sperimentare i segreti della genetica. Il portale contiene notizie molto attendibili e offre un buon livello di interattività, utile per coinvolgere anche i lettori più giovani. Attraverso le schede redatte dai ricercatori e dagli sviluppatori del sito, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2270" title="learngen" src="http://www.blogalileo.com/wp-content/uploads/2009/11/learngen.jpg" alt="learngen" width="480" height="229" /></p>
<p>La University of Utah mette a disposizione degli appassionati di scienza un <a title="Learn Genetics" href="http://learn.genetics.utah.edu/">valido sito web</a> per <strong>conoscere e sperimentare i segreti della genetica</strong>. Il portale contiene notizie molto attendibili e offre un buon livello di interattività, utile per coinvolgere anche i lettori più giovani.<span id="more-2269"></span></p>
<p>Attraverso le schede redatte dai ricercatori e dagli sviluppatori del sito, si possono <strong>approfondire numerosi temi </strong>legati al DNA non sempre così facili da comprendere senza una buona base di conoscenze scientifiche. L&#8217;area sulle <a title="Stem cells" href="http://learn.genetics.utah.edu/content/tech/stemcells/">cellule staminali</a>, per esempio, offre alcune divertenti animazioni per comprendere le caratteristiche di una delle frontiere più affascinanti delle scienze legate alle cellula.</p>
<p>Le cellule staminali vengono paragonate a una serie di attori in attesa di realizzare un casting. Ottenuta una parte da recitare,<strong> le cellule si differenziano</strong> divenendo nuovi tessuti, componenti del sangue o parti delle ossa. Un <a title="Cell size and scale" href="http://learn.genetics.utah.edu/content/begin/cells/scale/">particolare zoom </a>consente, inoltre, di compiere un viaggio nelle dimensioni infinitesimali delle cellule e degli atomi, partendo da un chicco di caffè per giungere fino a un atomo di carbonio.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2273" title="learngen2" src="http://www.blogalileo.com/wp-content/uploads/2009/11/learngen2.jpg" alt="learngen2" width="480" height="229" /></p>
<p>Altre sezioni del portale consentono di approfondire le proprie conoscenze sul DNA, sulle <strong>malattie genetiche</strong> e sulle opportunità offerte dalla genetica per la realizzazione di nuovi protocolli di cura.</p>
<p>Il sito web <em>Learn Genetics</em> della University of Utah costituisce un ottimo esempio di buona divulgazione e meriterebbe di essere imitato anche dai nostri atenei, se solo ci fossero le risorse&#8230;</p>
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		<title>Veronesi: più Scienza e meno armi</title>
		<link>http://www.blogalileo.com/veronesi-piu-scienza-e-meno-armi/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 16:58:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anecòico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[AVoiComunicare, il blog coordinato da Telecom Italia per offrire uno spazio di dialogo e confronto tra utenti della Rete e personaggi di spicco della società civile, ha da poco avviato un&#8217;interessante collaborazione con Science for Peace, il progetto nato su iniziativa di Umberto Veronesi per «la nascita di un grande movimento per la pace alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>AVoiComunicare, il blog coordinato da Telecom Italia per offrire uno spazio di dialogo e confronto tra utenti della Rete e personaggi di spicco della società civile, ha da poco avviato un&#8217;interessante <a title=" Umberto Veronesi e Science for Peace " href="http://www.socialmedianews.it/umberto-veronesi-e-science-for-peace">collaborazione</a> con <strong>Science for Peace</strong>, il progetto nato su iniziativa di Umberto Veronesi per «la nascita di un grande movimento per la pace alla cui guida vede impegnato il mondo della scienza».</p>
<p>Punto fondante del nuovo movimento è la proposta di <strong>ridurre le spese per gli armamenti in modo tale da porter dedicare più risorse alla ricerca scientifica</strong>. Un obiettivo ambizioso e difficile da realizzare in tempi brevi, ma che potrebbe portare a una significativa rivoluzione per la ricerca e per la salute di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo.<span id="more-2231"></span></p>
<p>Il piano per la riduzione delle spese militari proposto prevede:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>Richiesta ai governi europei di una <strong>progressiva riduzione delle spese militari</strong>.</li>
<li>Destinare le risorse recuperate dalla riduzione delle spese militari a <strong>urgenze sociali e progetti di ricerca e sviluppo</strong>. Tali risorse confluiranno in un fondo comune che, sotto il controllo dell’ONU, devolverà sostegni finanziari solo a quelle Nazioni che perseguano una politica di disarmo o di progressiva smilitarizzazione.</li>
<li>Inserire il <strong>disarmo nucleare </strong>tra le massime priorità della politica internazionale attraverso attività di lobbying e il sostegno alle organizzazioni e ai movimenti già impegnati a raggiungere tale obiettivo.</li>
<li>Creazione di un gruppo di studio europeo formato da uomini politici, di cultura, capi di stato maggiore che saranno invitati a studiare un piano progressivo di riduzione delle spese militari dei singoli Paesi a favore di un <strong>Unico Esercito Europeo di Pace </strong>e della costituzione di un <strong>Corpo Civile di Pace Europeo</strong>.</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Per promuovere la propria iniziativa ed aprire un confronto sulle tematiche legate al rapporto scienza &#8211; pace, Veronesi ha concesso un&#8217;interessante intervista da poco <a title="Video intervista a Umberto Veronesi" href="http://www.avoicomunicare.it/blogpost/video-intervista-umberto-veronesi#1">pubblicata</a> su AVoiComunicare. Nel suo intervento, il celebre oncologo sottolinea la <strong>s</strong><strong>proporzione tra la spesa per le armi nel nostro paese e la spesa per la ricerca scientifica</strong>. Il Parlamento nel 2009 ha investito circa 15 miliardi di Euro in armamenti, mentre per la sola ricerca sul cancro sono stati spesi appena 200 milioni di Euro.</p>
<p style="text-align: center;"><p><a href="http://www.blogalileo.com/veronesi-piu-scienza-e-meno-armi/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p>Sul sito web della Fondazione Veronesi sono disponibili ulteriori <a title="Science for Peace" href="http://www.fondazioneveronesi.it/pagina.php?id=30&amp;nome=Science%20for%20Peace">informazioni</a> e un <a title="Iscrizioni alla Conferenza Mondiale" href="http://www.fondazioneveronesi.it/form_conferenza_s4p.php">modulo</a> per potersi iscrivere alla Conferenza Mondiale di Peace for Science.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Febbre suina: informarsi e conoscere gli effetti del virus senza inutili allarmismi</title>
		<link>http://www.blogalileo.com/febbre-suina-informarsi-e-conoscere-gli-effetti-del-virus-senza-inutili-allarmismi/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 15:52:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anecòico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
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		<description><![CDATA[Desta preoccupazione il diffondersi del virus legato alla febbre suina e l'eccessivo allarmismo dei media non aiuta spesso a fare chiarezza. Fortunatamente sul web si trovano numerose informazioni per conoscere meglio la variante del virus h1n1 e comprendere quanto possa essere pericoloso o prossimo a scatenare una pandemia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1628" title="pigflu" src="http://www.blogalileo.com/wp-content/uploads/2009/04/pigflu.jpg" alt="pigflu" width="140" height="97" />Destano preoccupazione gli attuali focolai di febbre suina in Messico e negli Stati Uniti. L&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità sta <strong>monitorando costantemente l&#8217;evolversi della malattia</strong> e la diffusone del virus nelle altre aree del globo.</p>
<p>La situazione merita la massima attenzione, ma è ancora lontana dall&#8217;essere critica, nonostante i media stiano contribuendo non poco a<strong> instillare un panico al momento del tutto immotivato</strong> specialmente nel vecchio continente. Il virus della febbre suina (una variante del virus <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/H1N1">H1N1</a>) provoca forti episodi febbrili e interessa principalmente l&#8217;apparato respiratorio e può avere dunque un lungo decorso. I numerosi decessi registrati negli ultimi giorni in Messico sono principalmente dovuti proprio a complicazioni di carattere respiratorio e spesso degenerate in gravi polmoniti a causa di una tardiva diagnosi della malattia.<span id="more-1625"></span></p>
<p><strong>L&#8217;incognita maggiore rimane legata al contagio diretto uomo &#8211; uomo</strong> e non più animale &#8211; uomo che potrebbe accelerare considerevolmente la diffusione della malattia, che rimane comunque curabile con i dovuti presidi sanitari. A rischio potrebbero essere i paesi meno sviluppati in cui le condizioni igieniche sono spesso precarie e tali da rendere più semplice il contagio. L&#8217;esperienza messicana sembra esserne una chiara dimostrazione.</p>
<p>Mantenersi informati attraverso fonti attendibili, possibilmente distanti dal clamore dei media generalisti, rimane il modo migliore per<strong> comprendere come la febbre suina si stia diffondendo sul globo </strong>e quali rischi possa oggettivamente comportare. Le risorse in Rete per tenere a bada il fenomeno fortunatamente non mancano.</p>
<ul>
<li>La rivista scientifica <em><strong>Science</strong> </em>ha dedicato un&#8217;intera <a href="http://blogs.sciencemag.org/scienceinsider/swine-flu/">sezione</a> del suo sito web alla febbre suina. Attraverso gli articoli, costantemente aggiornati, si ottengono informazioni fresche e molto attendibili dal punto di vista scientifico, senza inutili allarmismi.</li>
<li>Anche la pubblicazione &#8220;concorrente&#8221; <strong><em>Nature</em></strong> dedica un&#8217;ampia <a href="http://www.nature.com/news/specials/swineflu/index.html">sezione</a> del suo portale alla febbre suina, con notizie e aggiornamenti sull&#8217;attualità e una interessante scheda su alcune delle più famose pandemie del Novecento.</li>
<li>Il sito web dell&#8217;<strong>Organizzazione Mondiale della Sanità</strong> offre una interessante <acronym title="Frequently Asked Questions">FAQ</acronym> per <a href="http://www.who.int/csr/disease/swineflu/faq/en/index.html">comprendere</a> meglio caratteristiche e pericoli legati alla febbre suina.</li>
<li>Anche il <strong>Ministero della Salute</strong> italiano fornisce una FAQ con le principali <a href="http://www.ministerosalute.it/dettaglio/pdPrimoPianoNew.jsp?id=238&amp;sub=1&amp;lang=it">informazioni</a> per conoscere la febbre suina e i possibili pericoli legati alla mutazione del virus H1N1.</li>
<li>Il portale <strong><a href="http://www.influweb.it/">Influweb</a></strong>, nato per monitorare le influenze stagionali su base volontaria in Italia, si è attivato per seguire in prima linea l&#8217;evolversi della vicenda legata alla febbre suina. Il sito web costituisce un buon punto di partenza per accedere alle notizie nel panorama italiano (alcuni articoli vanno necessariamente scremati dagli alti livelli di ingiustificato allarmismo).</li>
<li>Infine, attraverso <strong>Google Maps</strong> è possibile ottenere una <a href="http://maps.google.com/maps/ms?hl=en&amp;ie=UTF8&amp;msa=0&amp;msid=106484775090296685271.0004681a37b713f6b5950&amp;t=h&amp;source=embed&amp;ll=48.458352,-54.84375&amp;spn=140.704894,344.53125&amp;z=1">mappa</a> costantemente aggiornata sui casi di febbre suina riscontrati su scala globale negli ultimi giorni. La mappa contiene anche i casi sospetti non ancora ufficialmente riconosciuti come legati al ceppo virale dell&#8217;influenza suina.</li>
</ul>
<p>Il progredire del virus non va certamente trascurato, ma al momento gridare alla pandemia e alla tragedia sanitaria appare alquanto prematuro, così come sono fuoriluogo alcuni confronti con epidemie ben più gravi occorse nei primi anni del Novecento. All&#8217;epoca le conoscenze mediche e le possibilità tecniche per monitorare i casi di contagio <strong>erano molto meno sviluppate di adesso</strong>.</p>
<p>Occorre naturalmente essere sempre pronti per il peggio, ma secondo numerosi osservatori un&#8217;azione rapida e intensiva potrebbe spegnere i principali focolai della febbre suina prima che si possa scatenare il contagio su scala globale. C&#8217;è naturalmente da augurarselo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sulle tracce di Charles Darwin</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 17:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anecòico</dc:creator>
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		<category><![CDATA[1809]]></category>
		<category><![CDATA[bicentenario]]></category>
		<category><![CDATA[charles darwin]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[specie]]></category>

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		<description><![CDATA[Charles Darwin nasceva duecento anni fa, nel 1809. In occasione del bicentenario dalla sua nascita tante le opportunità online per conoscere i suoi studi sull'evoluzione delle specie e i suoi viaggi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 12 febbraio di due secoli fa, nella cittadina britannica di Shrewsbury nasceva un uomo destinato a rivoluzionare la nostra visione del mondo. <strong>Quell&#8217;uomo era <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Darwin">Charles Darwin</a></strong>.</p>
<div id="attachment_1199" class="wp-caption alignright" style="width: 184px"><img class="size-full wp-image-1199" title="Charles Darwin (1809 - 1882)" src="http://www.blogalileo.com/wp-content/uploads/2009/02/charlesdarwin.jpg" alt="Charles Darwin (1809 - 1882)" width="174" height="192" /><p class="wp-caption-text">Charles Darwin (1809 - 1882)</p></div>
<p>Grazie alle sue intuizioni e alle numerose osservazioni condotte in alcune delle isole più remote del Pianeta, il famoso naturalista giunse alla fine degli anni Cinquanta dell&#8217;Ottocento alla formulazione delle sue teorie sull&#8217;evoluzione e l&#8217;origine delle specie. Darwin, infatti, intuì che <strong>le specie vegetali e animali evolvono per la selezione naturale di alcune mutazioni</strong>, del tutto casuali ed ereditarie, che si rivelano utili per la prosecuzione della specie. Con le sue teorie, Darwin mise profondamente in <a href="http://cattivamaestra.blog.lastampa.it/cattivamaestra/2009/02/darwin-due-seco.html">discussione</a> la Scienza del suo tempo, fornendo nuove evidenze sull&#8217;evoluzione stessa dell&#8217;uomo da un antenato comune anche ai primati e dunque non creato uguale e immutabile da una divinità.</p>
<p>Le iniziative per ricordare e divulgare l&#8217;opera del naturalista britannico a duecento anni dalla sua nascita sono innumerevoli, e naturalmente interessano anche il Web. Ecco<strong> qualche spunto per conoscere e approfondire</strong> il fondamentale apporto alla Scienza fornito da quella mente brillante che fu Charles Darwin.<span id="more-1198"></span></p>
<ul>
<li>Il <a href="http://darwin-online.org.uk/">Darwin Online Project</a>, gestito dalla University of Cambridge, offre la possibilità agli internauti di consultare le versioni originali digitalizzate dei manoscritti di Charles Darwin. Un patrimonio inestimabile messo a disposizione di tutti in libera consultazione, <strong>ben 90.000 pagine nelle quali immergersi </strong>per conoscere direttamente dalla scrittura e dai disegni di Darwin il cammino che portò alla formulazione de <em>L&#8217;Origine delle Specie</em> e delle altre fondamentali opere del famoso naturalista.</li>
<li>La rivista scientifica <em>Nature</em> dedica al bicentenario della nascita di Darwin un ampio <a href="http://www.nature.com/news/specials/darwin/index.html#arts">speciale</a> online, ricco di notizie, curiosità e approfondimenti sulla figura e sull&#8217;opera del naturalista. Non mancano<strong> i rimandi agli articoli riconducibili alla teoria dell&#8217;evoluzione </strong>consultabili online o acquistabili tramite abbonamento.</li>
<li>Liber Liber, il portale dei libri elettronici liberamente consultabili in Rete, offre <strong>le <a href="http://www.liberliber.it/biblioteca/d/darwin/index.htm">principali opere</a> di Darwin in italiano da scaricare</strong> sul proprio pesonal computer. Non manca l&#8217;affascinante <em>Diario di un naturalista giramondo</em>, una cronaca brillante e molto curiosa scritta dal naturalista sui viaggi condotti negli angoli più remoti del Pianeta.</li>
<li>Per chi desidera leggere le opere di Darwin in<strong> lingua originale</strong>, il sito web Classic Literature offre una <a href="http://charles-darwin.classic-literature.co.uk/">buona selezione</a> dei libri principali del naturalista. Anche in questo caso, la consultazione è completamente gratuita.</li>
<li>Interessante l&#8217;offerta del Discovery Channel, che dedica alcuni <a href="http://dsc.discovery.com/earth/wide-angle/darwin-200-years.html">contenuti</a> all&#8217;importante bicentenario. Degno di nota il <strong>curioso test</strong> per valutare il proprio QI alla Darwin.</li>
<li>Il britannico Natural History Museum <strong>dedica al bicentenario un intero sito web</strong>. Consultando le numerose pagine di <a href="http://www.darwin200.org/">Darwin200.org</a> si possono ottenere numerose informazioni di primissima fonte sul naturalista. Il portale tiene anche traccia degli eventi organizzati nel corso del 2009 per ricordare Darwin e anche i 150 anni del suo <em>L&#8217;Origine delle Specie</em>.</li>
</ul>
<p>Le occasioni per approfondire le proprie conoscenze su Charles Darwin non mancano né al di qua né al di là dello schermo. Il modo migliore per onorare la sua opera è conoscerla.</p>
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		<title>I 250 anni dell&#8217;Osservatorio di Torino</title>
		<link>http://www.blogalileo.com/i-250-anni-dellosservatorio-di-torino/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 14:59:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anecòico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[astronomia]]></category>
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		<category><![CDATA[osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>

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		<description><![CDATA[250 anni per l'Osservatorio di Torino, Piero Bianucci ne racconta magistralmente la storia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi divulgatori riescono a raccontare l&#8217;affascinante storia della Scienza come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Bianucci">Piero Bianucci</a>. In un ottimo articolo, chiaro e divertente, il papà di <em>Tuttoscienze</em> (l&#8217;inserto scientifico del quotiano <em>La Stampa</em>) racconta la curiosa storia dell&#8217;Osservatorio di Torino, che quest&#8217;anno celebra il suo 250esimo anniversario.</p>
<blockquote><p>Il 2009, Anno Internazionale dell’Astronomia proclamato dalle Nazioni Unite, è per Torino anche il 250° anno dalla nascita dell’Osservatorio astronomico della città. La nascita di questa istituzione risale infatti al 1759, quando Carlo Emanuele III decise di dotare l’Università di Torino di una piccola specola, che fu installata su una torretta di via Po, nel palazzo dove abitava Padre Beccaria, lo scienziato a cui il Savoia aveva affidato la misura del “Gradus Taurinensis”.</p>
<p>L’Osservatorio passò poi nel 1789 sui tetti dell’Accademia delle Scienze e nel 1822 , con la direzione di Giovanni Plana, a Palazzo Madama, dove rimase fino al 1912, quando Padre Giovanni Boccardi inaugurò la sede attuale sulla collina di Pino Torinese.</p>
<p>Una mostra di antichi strumenti dell’Osservatorio celebrerà il compimento dei due secoli e mezzo di questa istituzione scientifica torinese: si inaugurerà a Palazzo Lascaris il 1° ottobre e ci sta lavorando Ester Antonucci, attuale direttrice dell’Osservatorio, con il supporto dell’Inaf, della Regione Piemonte e altre istituzioni.</p></blockquote>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.asp?ID_blog=49&amp;ID_articolo=187&amp;ID_sezione=72&amp;sezione=">continua la lettura&#8230;</a></p>
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		<title>L&#8217;esame del DNA sbarca online con 23andMe</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 16:18:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anecòico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Genetica]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[23andme]]></category>
		<category><![CDATA[23enoi]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[dna]]></category>

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		<description><![CDATA[Fondata circa un anno fa, la società 23andMe permette di effettuare il proprio esame del DNA a prezzi particolarmente vantaggiosi con un sistema sicuro e integrato con la Rete per fornire informazioni, dati e dettagli sul proprio patrimonio genetico. La forte impronta verso il Web di 23andMe è sicuramente data da Google, la società del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fondata circa un anno fa, la società <a href="https://www.23andme.com/">23andMe</a> permette di effettuare il proprio esame del DNA a prezzi particolarmente vantaggiosi con un sistema sicuro e integrato con la Rete per fornire informazioni, dati e dettagli sul proprio patrimonio genetico.</p>
<p>La forte impronta verso il Web di 23andMe è sicuramente data da Google, la società del famoso motore di ricerca che nell&#8217;iniziativa sui test per il DNA ha investito circa 4 milioni di dollari. Un investimento non indifferente che fa intravedere un certo interesse in nuce del colosso delle ricerche online, intenzionato a monetizzare in futuro le analisi del patrimonio genetico dei clienti di 23andMe.</p>
<p>Effettuare l&#8217;esame è semplice quanto depositare un poco di saliva in una provetta, precedentemente inviata dalla società statunitense. Una volta raccolto il campione, il kit viene inviato nuovamente negli Stati Uniti dove 23andMe <a href="http://www.webnews.it/news/leggi/9544/23andme-23enoi/">provvede all&#8217;analisi</a> del DNA e ne comunica i risultati attraverso il suo portale online. Ogni cliente ha dunque la possibilità di consultare i dati sul proprio patrimonio genetico direttamente attraverso il computer, ricevendo aggiornamenti e nuove informazioni sulle ultime scoperte inerenti le sue predisposizioni genetiche. Una nuova frontiera nelle analisi del DNA che, oltre ai numerosi vantaggi per conoscere le possibili patologie cui si potrà andare incontro, solleva numerosi problemi etici e legati alla sicurezza dei dati personali immagazzinati nei database di 23andMe.<span id="more-829"></span></p>
<div align="center"><script type='text/javascript' src='http://common.html.it/bin/player/show_video.js?uid=+m60XOwOhj5K9okHZvaCZWrbj10='></script><object id='html-it-video-player' type='application/x-shockwave-flash' data='http://common.html.it/bin/player/player.swf?external=1&amp;autoplay=0&amp;uid=+m60XOwOhj5K9okHZvaCZWrbj10=' width='420' height='367'><param name='movie' value='http://common.html.it/bin/player/player.swf?external=1&amp;autoplay=0&amp;uid=+m60XOwOhj5K9okHZvaCZWrbj10='/><param name='allowScriptAccess' value='always' /><!-- inserisci contenuto alternativo in assenza del Flash Player --></object></div>
<p>Orientarsi in un tema così ampio e dai mille risvolti può rivelarsi molto difficile, se non impossibile. Eppure, anche in questo caso la Rete può venire in soccorso di chi desidera conoscere e capire, senza fermarsi alla semplice apparenza delle cose. Attraverso la testata online Webnews, Giacomo Dotta ha avviato recentemente un vero e proprio <a href="http://blog.webnews.it/12/11/2008/23enoi-un-tag-per-discutere/">esperimento</a> sul Web per raccogliere pareri, opinioni, considerazioni e nuove segnalazioni.</p>
<p>Chi lo desidera, può partecipare attivamente alla discussione scrivendo commenti sul blog della testata, o magari componendo un post per il proprio weblog contenente il tag &#8220;23eNoi&#8221;, così da fornire un valido strumento per rintracciare rapidamente in Rete chi si sarà occupato di un argomento che in un futuro non troppo lontano potrà riguardare ognuno di noi.</p>
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		<title>L&#8217;Odissea scientifica di Arthur Clarke</title>
		<link>http://www.blogalileo.com/lodissea-scientifica-di-arthur-clarke/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 18:11:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anecòico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono pochi divulgatori scientifici in Italia validi e competenti come Piero Bianucci. Il papà dell&#8217;inserto di divulgazione scientifica Tuttoscienze del quotidiano La Stampa, ricorda in un meraviglioso articolo la mente e il mito di Arthur Clarke. Da poco scomparso, Clarke non è stato semplicemente un romanziere di successo con il suo 2001 Odissea nello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img src="http://popsci.typepad.com/photos/uncategorized/2007/10/16/arthur_c_clarke_portre.jpg" height="300" width="283" /></div>
<p>Ci sono pochi divulgatori scientifici in Italia validi e competenti come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Bianucci">Piero Bianucci</a>. Il <em>papà</em> dell&#8217;inserto di divulgazione scientifica <em>Tuttoscienze</em> del quotidiano <em>La Stampa</em>, ricorda in un meraviglioso <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/Libri/grubrica.asp?ID_blog=54&amp;ID_articolo=1391&amp;ID_sezione=81&amp;sezione=News">articolo</a> la mente e il mito di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arthur_C._Clarke">Arthur Clarke</a>.<br />
Da poco scomparso, Clarke non è stato semplicemente un romanziere di successo con il suo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/2001:_Odissea_nello_spazio_%28romanzo%29"><em>2001 Odissea nello Spazio</em></a>, ma anche un competente e visionario uomo di Scienza&#8230;</p>
<blockquote><p>Quando telefoniamo da un continente all’altro, o vediamo in diretta una gara di Formula 1 che si svolge dall’altra parte del mondo, dovremmo ricordarci di lui. Invece lo conosciamo per un romanzo che nel 1968 il regista Stanley Kubrick trasformò nel più celebrato film di fantascienza, <em>2001: Odissea nello spazio</em>. Arthur Charles Clarke la sua felice odissea di scienziato e scrittore di successo l’ha conclusa ieri a 90 anni nello Sri Lanka, dove si era trasferito fin dal 1956.</p>
<p>L’idea più brillante gli balenò nel 1945: c’è un’orbita intorno alla Terra che un satellite percorre esattamente in 24 ore e con la legge di Newton è facile calcolare che si trova a 35.800 chilometri di altezza, un decimo della distanza della Luna. Un satellite che percorra quell’orbita sopra l’equatore rimarrà fisso sopra un dato luogo come se fosse sulla cima di un altissimo palo. Per questo si chiama orbita geostazionaria, o anche, com’è giusto, «orbita di Clarke». [<a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/Libri/grubrica.asp?ID_blog=54&amp;ID_articolo=1391&amp;ID_sezione=81&amp;sezione=News">continua</a>]</p></blockquote>
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