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Scritto da anecòico in Come si fa il 30 Settembre 2007

Fino al diciannovesimo secolo, per produrre la colla si utilizzavano particolari materiali gommosi ricavati dalle piante o sostanze adesive ottenute dalla prolungata cottura di pelli e ossa di animali. Questo tipo di colle impiegava moltissimo tempo per asciugarsi e fare presa sui materiali, offrendo comunque un’aderenza molto bassa.
Utilizzati principalmente per i lavori di falegnameria, i liquidi collosi venivano fatti colare nei pori e nelle venature del legno dove, essiccandosi gradualmente, legavano tra loro i vari pezzi assemblati dall’ebanista.

La supercolla contiene uno stabilizzande acido (rosso) che impedisce alle molecole di legarsi e mantiene liquida la colla [Reader’s Digest ©]A differenza di allora, le colle che utilizziamo oggi sono per la maggior parte di natura sintetica. Dotate di una presa molto forte, le colle di nuova generazione si asciugano rapidamente garantendo un’altissima efficienza e una formidabile tenuta.
Lo stabilizzante è neutralizzato quando viene in contatto con l’umidità (blu) sulla superficie da incollare [Reader’s Digest ©]Le supercolle in grado di asciugarsi e agire in pochi secondi sono i collanti più utilizzati, sopratutto in ambito domestico per piccole e rapide riparazioni. Costituite da una resina acrilica ottenuta da sostanze chimiche derivate dal petrolio, le molecole delle supercolle si “attivano” grazie all’umidità formando macromolecole lunghe e complesse. Questo processo chimico, chiamato polimerizzazione, si verifica solamente all’esterno della confezione in cui è conservata la colla.

Neutralizzato lo stabilizzante, le molecole adesive si uniscono assieme in lunghe catene che assicurano un’ottima presa [Reader’s Digest ©]Quando la colla viene applicata a una superficie, le microscopiche molecole d’acqua presenti nell’aria neutralizzano un particolare stabilizzante acido che impedisce al liquido di polimerizzarsi. È la presenza di ioni d’acqua presenti nell’atmosfera (cioè gruppi di atomi dotati di carica elettrica) a innescare il processo di polimerizzazione rendendo il composto chimico un potentissimo collante.
Essendo l’umidità la chiave per attivare il processo, non è inusuale che le supercolle si attacchino molto rapidamente alla pelle, naturalmente ricca di microscopiche particelle d’acqua. Mentre nei casi più gravi è necessario rivolgersi a una struttura ospedaliera, generalmente per scollare la pelle da una supercolla è sufficiente immergere la parte interessata in acqua tiepida e attendere qualche minuto. Del resto per i “cerotti liquidi” e le suture ospedaliere si utilizzano polimeri molto simili a quelli delle supercolle…

Commenti:
Comicomix - 30 Settembre 2007 alle 16:44 #

Un sorriso incollato
Mister X di Comicomix

anecòico - 7 Ottobre 2007 alle 19:13 #

:D

[...] in cui un gruppo di ricercatori stava effettuando alcuni esperimenti per la creazione di una nuova supercolla. Era il 1968, ma - a dispetto del proprio nome - l’adesivo era invece estremamente debole, [...]

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