Come si sopravvive a un fulmine?

lunedì, 14 gennaio, 2008 18:57
Scritto in Come si fa

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FulmineRoy Sullivan, un ranger di un parco nazionale americano, passò alla storia per un primato particolare: fu l’uomo ad essere colpito più volte dai fulmini senza perdere la vita.
Il primo incontro ravvicinato con una saetta avvenne nel lontano 1942 quando Sullivan aveva trent’anni. Il ranger si trovava su una torretta di avvistamento del parco quando un fulmine lo colpì a un piede causandogli la perdita di un’unghia. Nel 1969 fu invece colpito mentre si trovava sulla sua jeep: sopravvisse all’incidente ma perse un sopracciglio. L’anno seguente, lo sfortunato ranger fu preso in pieno da un fulmine alla spalla: se la cavò con una piccola ustione.

Nel 1972, a trent’anni dal primo incontro con una saetta, Sullivan fu colpito alla testa da un fulmine. La forte scarica elettrica mandò a fuoco i suoi capelli. Fortunatamente non ebbe nessuna grave conseguenza, ma da allora il leggendario ranger iniziò a circolare con una boccetta piena d’acqua in tasca. Nel 1973 un nuovo colpo alla testa rischiò quasi di ucciderlo. Nel 1974, Sullivan fu colpito al bacino: se la cavò con un po’ di ossa rotte e un grandissimo spavento. Infine, nel 1977 il ranger fu travolto da una scarica mentre si trovava a pescare. Venne ricoverato con gravi ustioni su gambe e addome, ma se la cavò. L’uomo visse i restanti sei anni della sua vita senza incontri ravvicinati con altri fulmini.

Ma come si può sopravvivere a un fulmine?
Fulmine Un fulmine raggiunge una velocità che oscilla tra i 1.000 e un picco di 10.000 chilometri al secondo. Nel suo rapido passaggio, può generare una temperatura che supera i 15.000 °C, più di una stella di medie dimensioni come il Sole. Sopravvivere a una forza così devastante e inesorabile costituisce quindi un piccolo miracolo degno di nota. Chi non rimane ucciso da un fulmine deve però fare spesso i conti con ustioni estremamente gravi, che in alcuni casi possono risultare invalidanti a vita.
Un fulmine è la rapidissima successione di scariche elettrice causate dalla differenza di potenziale esistente tra le nubi e il suolo. Attraverso quella che definiamo “scarica”, l’energia cerca la via più rapida per giungere a terra. Un parafulmine, o una persona, costituiscono una valida scorciatoia per gli elettroni che viaggiano verso il suolo. Attraversando l’organismo di un malcapitato individuo, come Sullivan, un fulmine produce effetti devastanti non solo sulla cute, ma anche al sistema nervoso centrale e all’apparato muscolare. Se nel suo passaggio il fulmine non passa attraverso il cuore o il midollo spinale, la vittima probabilmente non muore. Spesso è questione di pochi millimetri: una scarica di quella entità può infatti causare l’arresto del muscolo cardiaco e dell’apparato respiratorio, con conseguenze letali per il malcapitato colpito.

Statisticamente, le probabilità di essere colpiti da un fulmine si aggirano intorno a 1:3000. I fulmini più letali sono generalmente quelli scaturiti in assenza di pioggia: l’acqua accelera il processo di scarica a terra, limitando generalmente i danni sull’organismo di chi viene colpito. Quando si viene colti di sorpresa da un temporale in aperta campagna, in montagna o in spiaggia è buona norma cercare un luogo in cui trovare riparo. In assenza di aree idonee, è consigliabile rannicchiarsi a terra e lasciare che la pioggia bagni abbondantemente i vestiti. Occhiali, orologi e anelli vanno sotterrati. [fonte principale: Reader's Digest]

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2 commenti a “Come si sopravvive a un fulmine?”

  1. epode dice:

    4 giugno 2008 ore 03:45

    scientificamente parlando, ci vuole anche una bella dose di CULO per poterlo raccontare, :)

  2. CattivaMaestra dice:

    15 aprile 2009 ore 19:50

    In un lampo…

    Chissà con quale stato d’animo usciva all’aperto Roy Sullivan. Probabilmente si calcava un berretto sulla testa, nascondeva tutti gli oggetti metallici e dopo qualche scongiuro varcava l’uscio, sperando nella buona sorte. Si narra che Roy Sullivan …

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