Di corsa, ma a piedi nudi

giovedì, 28 gennaio, 2010 18:21
Scritto in Salute

Le scarpe da corsa alterano la nostra naturale andatura e in alcune circostanze potrebbero creare più danni che benefici all’organismo umano. A rivelarlo è un gruppo di ricercatori che ha da poco condotto un interessante studio sulle differenze tra la corsa a piedi nudi o con le scarpe. I risultati della ricerca potrebbero ora fornire nuovi elementi per comprendere alcuni stadi della nostra evoluzione verso la posizione eretta.

Insieme al proprio team di ricercatori, Daniel Lieberman (Harvard University – USA) ha studiato circa 200 corridori tra gli Stati Uniti e il Kenya creando un campione statistico molto variegato comprendente: volontari cresciuti utilizzando fin da piccoli le scarpe, volontari che hanno iniziato a utilizzare le scarpe solo in età adulta e volontari che non hanno mai indossato un paio di scarpe nella loro vita. Definito il gruppo, Lieberman ha condotto una serie di esperimenti che comprendevano la corsa con le scarpe o a piedi nudi, misurando di volta in volta l’andatura dei volontari e l’impatto della corsa sulle articolazioni.

I test hanno consentito di osservare una importante differenza: la maggior parte dei corridori tende ad atterrare sul tallone mentre corre con le scarpe, mentre a piedi nudi la prima parte che tocca il suolo è l’avampiede. Tale condizione porta a una maggiore flessione dell’arco del piede, della caviglia e del ginocchio e fa lavorare maggiormente i muscoli del piede e del polpaccio, attutendo così l’impatto con il suolo e rendendo la corsa più confortevole. Stando alle misurazioni condotte dal team di Lieberman, su una pista da corsa l’impatto è mediamente equivalente a 0,5 – 0,7 volte il peso del proprio corpo, mentre l’impatto con le scarpe da corsa può raggiungere un delta compreso tra 1,5 e 2 volte il proprio peso.

I risultati della ricerca condotta da Lieberman e colleghi sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature e sono destinati a suscitare un particolare interesse anche per gli esperti di medicina dello sport. Per le scarpe da corsa non è comunque giunto il momento della pensione: le calzature consentono di isolare il piede da numerosi altri pericoli (vetro, asfalto, asperità) durante la corsa, specie in ambiente urbano. Su terreni sicuri gli appassionati del podismo potranno invece provare l’ebbrezza di una corsa senza scarpe, a patto di provvedere a una progressiva transizione per consentire ai muscoli e alle articolazioni di rinforzarsi e adattarsi ai nuovi (o antichi, dipende dai punti di vista) movimenti.

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1 commento a “Di corsa, ma a piedi nudi”

  1. luca dice:

    29 gennaio 2010 ore 12:43

    Per salvare capra e cavoli (corsa a piedi nudi senza farsi male con le asperità) hanno inventato le fivefingers:
    http://www.vibramfivefingers.com/

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