Formiche suicide per altruismo

mercoledì, 24 settembre, 2008 16:07
Scritto in Insecta

Forelius pusillus Fino a che punto può giungere l’altruismo? Chi di noi sarebbe disposto a mettere in gioco la propria vita per il bene della comunità in cui vive? Rispondere a queste domande non è semplice, spesso i più grandi slanci di altruismo si registrano in condizioni critiche e non prevedibili in cui si è chiamati ad agire per salvare il proprio prossimo. Eppure, nel regno animale ci sono comunità in cui il sacrificio della propria vita costituisce un passaggio determinante e previsto per la prosecuzione della specie, come dimostra una recente e affascinante scoperta scientifica.

Ogni notte, la formica Forelius pusillus – nativa dell’area Brasile – Paraguay – traduce in pratica il sacrificio estremo per la conservazione della sua comunità. Quando giunge il tramonto, la colonia si protegge sigillando l’unico ingresso al suo nido con sabbia, terra e piccoli detriti. Il lavoro è estremamente faticoso e richiede la presenza all’esterno del formicaio di alcuni individui della colonia, che hanno il delicato compito di occultare l’ingresso alla vista dei possibili predatori. Impossibilitate a rientrare una volta che il cunicolo è completamente otturato, le formiche rimaste all’esterno si allontanano per poi morire poche ore dopo sfinite dallo sforzo che hanno dovuto affrontare.

Il curioso, ed eroico, comportamento di queste piccole formiche (grandi all’incirca 2 mm) è stato scoperto dal prof. Adam Tofilski (Università di Cracovia, Polonia) e dal suo team di ricerca, durante un viaggio di studio in Brasile per studiare il comportamento sociale della F. pusillus. Nel corso delle loro osservazioni, i ricercatori hanno notato lo strano comportamento di alcuni individui della comunità, che rimanevano completamente isolati dalla loro colonia per occultare nel miglior modo possibile l’ingresso del formicaio, lavorando instancabilmente per oltre 50 minuti [video]. Al momento della riapertura del nido, la mattina seguente, delle formica rimaste all’esterno non c’era più traccia.

Incuriositi dal fenomeno, i ricercatori hanno così deciso di isolare le formiche rimaste all’esterno del nido al termine della loro operazione di occultamento della notte successiva. Inserite in un apposito contenitore, che ricreava le condizioni esterne, solamente 6 formiche su 23 sono sopravvissute alla notte, confermando la tesi dei ricercatori sul comportamento suicida per altruismo di questi piccoli insetti.
La scoperta, di prossima pubblicazione sulla rivista scientifica American Naturalist, è tutt’altro che scontata. Fino ad ora, infatti, si pensava che gli insetti sociali (come formiche, api, vespe) sacrificassero la loro vita per il bene della loro colonia solamente dinanzi a un pericolo immediato come un famelico predatore, ma non certo in previsione di un potenziale attacco.

Il comportamento di questa specie di formiche andrà ora approfondito. Secondo Tofilski, infatti, la colonia potrebbe proteggere sé stessa attraverso suicidi estremamente mirati che interessano gli individui più deboli, malati od ormai anziani e poco utili per la comunità. Si tratta al momento di una semplice congettura, poiché in realtà gli individui di F. pusillus sono già di costituzione estremamente deboli e nemmeno i soggetti più giovani potrebbero sempre sopravvivere alla sfiancante opera di occultamento del nido dall’esterno.
Il mistero più grande, infine, rimane legato al nemico dal quale queste formiche cercano di difendersi. Il team di ricerca non è ancora riuscito ad identificarlo con certezza, anche se si presume possano essere altre specie di formiche maggiormente combattive, interessate a colonizzare gli spazi delle F. pusillus. Secondo alcuni entomologi, scoprire il meccanismo istintivo che porta queste formiche a un gesto di altruismo così estremo potrebbe forse fornire nuovi dettagli sull’evoluzione stessa dell’altruismo nel regno animale.

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2 commenti a “Formiche suicide per altruismo”

  1. Pierbacco dice:

    25 settembre 2008 ore 18:23

    Forse, più che di suicidio, si potrebbe parlare di estremo sacrificio. Avrà la percezione di non sopravvivere la formica che morirà di fatica per la comunità? Sarà una sua scelta (suicidio) o, come individuo più debole degli altri, sarà forzatamente tenuta fuori dal piccolo ipogeo dalle formiche più robuste realizzando una selezione naturale?
    Pierbacco

  2. tam dice:

    29 settembre 2008 ore 20:55

    speriamo soltanto che non sia una qualche forma di religione che le spinge a questi comportamenti…
    mi rassicurerà molto scoprire che esiste una vera ragione (a noi e a loro comprensibile) per il rito di chiusura del nido!

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