Genetica applicata… ai gatti

venerdì, 2 novembre, 2007 12:42

Che cosa rende un gatto domestico docile e giocherellone, o introverso e solitario? Secondo alcuni genetisti, la risposta potrebbe trovarsi nel genoma dei gatti, in quella serie di 20.285 geni che costituiscono il libretto delle istruzioni per “costruire” un felino domestico.

Dopo numerosi anni di ricerca, i gatti sono da poco rientrati nella schiera sempre più folta di mammiferi il cui DNA è indagato per essere completamente mappato. Nell’ultimo periodo, l’analisi approfondita del patrimonio genetico di scimpanzé, macachi, topi e cani ha fornito ai ricercatori importanti informazioni sul principio di funzionamento del nostro genoma, inclusa la collocazione e la funzione di numerosi geni. La mappatura del DNA dei gatti potrebbe aiutarci a comprendere ancora meglio le proprietà del nostro patrimonio genetico.
Come è stato riportato sull’ultimo numero della prestigiosa rivista scientifica Science, numerosi gruppi di genetisti si stanno adoperando per completare la mappa del DNA dei gatti. L’ultima sequenza è stata ottenuta analizzando la doppia elica di un gatto abissino di quattro anni. L’analisi appena compiuta è un piccolo passo verso la catalogazione completa dei geni, come è già avvenuto per esseri umani e cani. I professori Stephen O’Brien e Joan Pontius, del National Cancer Institute (Maryland – USA), sostengono di aver già identificato e mappato circa 20.000 geni di gatto, il 95% del completo genoma di questi felini.

dna.jpgTra tutti i tipi di DNA finora analizzati, quello dei gatti è il patrimonio genetico più simile a quello umano tra i genomi non appartenenti ai primati. A differenza di quanto è avvenuto per i geni umani e dei gatti, i frammenti di cromosomi “del cane, del topo e di altre specie hanno subito un numero molto maggiore di trasformazioni” ha dichiarato nel suo studio il prof. O’Brien. La conservazione pressoché integrale del genoma, suggerisce che i gatti dei nostri tempi abbiano molte più cose in comune con i propri antenati, rispetto a quante ne abbiano i cani o altri mammiferi. Lo studio del genoma felino sta inoltre rivelando molti segreti legati ad alcune patologie tipiche dei felini, che potrebbero fornire nuovi elementi per l’identificazione di istruzioni simili anche nel DNA umano.

La sostanziale somiglianza dell’attuale genoma dei gatti con quello dei loro antenati potrebbe, inoltre, fornire nuovi elementi per lo studio dell’evoluzione di numerose specie. A differenza del cane, il gatto è stato addomesticato dall’uomo in tempi relativamente recenti. Un’approfondita conoscenza del DNA di questi felini potrebbe essere la chiave per comprenderne il comportamento e le abitudini alimentari. Lo studio del genoma di altri mammiferi non consente solo di comprenderne qualità e segreti, ma costituisce anche un’ottima palestra per analizzare con crescente precisione le proprietà del nostro DNA.

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