I brillamenti solari scuotono il Sole come una campana

venerdì, 28 marzo, 2008 17:10
Scritto in Cosmo, Fisica

Brillamento solare [credit: http://www.noaanews.noaa.gov]Le eruzioni esplosive solari (brillamenti) fanno vibrare il Sole quanto una campana, almeno secondo i ricercatori Christoffer Karoff e Hans Kjeldsen della Università di Aarhus (Danimarca). Dalle loro ricerche è infatti emerso come i brillamenti sugli strati più esterni della nostra stella causino profonde vibrazioni nell’intero corpo celeste, in modo analogo alla Terra quando viene sconquassata da un potente terremoto.

Un’eventualità del genere fu ventilata per la prima volta già nel 1970, ma solamente in via del tutto teorica. Secondo i ricercatori artefici della scoperta “sul campo”, il fenomeno potrebbe aiutare a comprendere con maggior precisione le leggi fisiche che regolano l’esistenza del Sole, ma anche a elaborare nuovi modelli sui cicli di vita delle stelle esterne al nostro sistema solare. I risultati delle loro importanti osservazioni saranno presto pubblicati sulla rivista scientifica Astrophysical Journal Letters.

L’eliosismologia, ovvero lo studio delle oscillazioni del sole, è una tecnica molto affidabile utilizzata ormai da tempo per studiare la struttura fisica del Sole, come la sua divisione in strati e livelli differenti di gas incandescenti e plasma (gas ionizzati, dotati quindi di carica elettrica totale pari a zero, ovvero nulla). Generalmente, le oscillazioni sono causate dalla natura estremamente turbolenta del Sole, che comporta la risalita di materiale caldo dalla parte centrale dell’astro verso l’esterno. Giunto negli strati più superficiali, il materiale tende a raffreddarsi divenendo quindi più pesante e risprofondando nelle “viscere” del Sole. Questi moti convettivi (simili, banalizzando molto, agli spostamenti dei chicchi di riso in una pentola con l’acqua in ebollizione) creano un vero e proprio rumore di fondo, innescando una vibrazione continua dell’intera stella.

Proprio a causa di questo sommesso, ma continuo, rumore di fondo, non era stato mai possibile registrare con sufficiente precisione gli effetti causati dai brillamenti solari, eventi sporadici causati dall’interazione del plasma con i repentini cambiamenti del campo magnetico solare che sprigionano enormi quantità di energia. Tali fenomeni si verificano con più frequenza intorno alle macchie solari, aree della superficie del Sole in cui la temperatura è più bassa rispetto alla media, con attività cicliche che raggiungono il maggior grado di parossismo all’incirca ogni 11 anni.
Studiando i dati forniti dai principali satelliti deputati all’osservazione del Sole, i dure ricercatori danesi hanno così scoperto che la frequenza di oscillazione dell’intera stella aumenta sensibilmente durante i periodi di maggiore attività dei brillamenti solari, denotando un certo collegamento tra i due fenomeni. L’osservazione delle oscillazioni è stato compiuto, naturalmente, in maniera indiretta valutando specifici cambiamenti (shift) nella luce emessa dal Sole, causati dal movimento della superficie solare e dunque riconducibili agli “scossoni” causati dai brillamenti.

Approfondendo le loro ricerche, Karoff e Kjeldsen intendono ora scoprire come le enormi quantità di energia sprigionate dai brillamenti solari si trasmettano all’intera massa solare. Il fenomeno potrebbe anche essere causato da un funzionamento inverso: le perturbazioni solari potrebbero portare a un numero maggiore di vibrazioni e conseguentemente alla produzione di brillamenti solari. Le nuove ricerche dovranno dipanare questo intricato enigma, che potrebbe però portare i ricercatori a comprendere con maggior precisione il funzionamento della nostra stella, di cui si ignorano ancora numerose proprietà.
Infine, questo filone di studi potrebbe consentire agli astronomi di carpire alle stelle nuovi segreti riguardo ai lori cicli di vita.

Dunque non solo “le stelle stanno a guardare”…

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1 commento a “I brillamenti solari scuotono il Sole come una campana”

  1. Pierbacco dice:

    28 marzo 2008 ore 19:00

    Complimenti agli scienziati di oggi, ma cosa dire degli agguerriti teorici del 1970?
    Pierbacco

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