Il parassita che trasforma le formiche in frutta

venerdì, 18 gennaio, 2008 19:22

Sfruttando le risorse degli altri esseri viventi, i parassiti crescono e prosperano alle spese dei loro ospiti, spesso ridotti in una vera e propria schiavitù inconsapevole da cui è estremamente difficile liberarsi. Compiendo una serie di test su una particolare specie di formiche, un gruppo di ricercatori ha scoperto un’ingegnosa strategia messa in atto da alcuni parassiti per garantire la sopravvivenza delle loro generazioni.

credit: Steve YanoviakGli scienziati hanno identificato un microscopico verme in grado di infestare l’apparato digerente della Cephalotes atratus, una particolare specie di formica gigante capace di planare – grazie alla conformazione delle zampe posteriori – in caso di accidentali cadute da tronchi e arbusti. Quando i minuscoli parassiti invadono questi insetti, la parte terminale del loro addome gonfia considerevolmente acquisendo una colorazione che vira al rosso. La trasformazione causata dai piccoli vermi non è certo casuale.

Attirati dal colore rosso, pettirossi ed altri volatili scambiano le formiche affette dai parassiti per delle innocue e gustose bacche e se ne cibano. I microscopici vermi si trasferiscono così nell’apparato digestivo dei volatili, che ne sono però immuni. Terminata la digestione, gli uccelli espellono i parassiti attraverso le loro feci. A questo punto, entrano nuovamente in gioco le formiche, che si cibano spesso degli escrementi dei volatili. Terminato il pasto, gli insetti rimangono vittime dei parassiti e il ciclo ricomincia.
Il fenomeno rilevato dal gruppo di ricercatori, che ha pubblicato lo studio sulla rivista scientifica The American Naturalist, è il primo caso accertato di parassiti in grado di trasformare i loro ospiti in invitanti frutti… rigorosamente falsi. [fonte principale: Science]

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2 commenti a “Il parassita che trasforma le formiche in frutta”

  1. Il parassita che trasforma le formiche in frutta « Re Riccardo dice:

    18 gennaio 2008 ore 22:51

    […] Fonte: blogalileo […]

  2. Pierbacco dice:

    22 gennaio 2008 ore 18:41

    E’ banale affermarlo, ma la natura non finisce mai di stupirci. Grazie per questo pezzo brillante e interessante. Papiro

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