Il primo proiettile del Nuovo Mondo

mercoledì, 12 settembre, 2007 8:28

inca_colpoOgni anno, nei soli Stati Uniti d’America, sono 10.000 le vittime da armi da fuoco. Una cifra spaventosa, che riflette in pieno la cultura, in alcuni casi maniacale, per le spitfire degli americani. Ma chi fu ad esplodere il primo colpo nel Nuovo Mondo?

La risposta potrebbe provenire dalla recente scoperta, in Perù, dei resti della più antica vittima da arma da fuoco conosciuta. Scavando in un cimitero Inca nei pressi di Lima, un gruppo di archeologi ha portato alla luce lo scheletro di un nativo con il cranio perforato in due punti. Dopo un’attenta analisi, un gruppo di medici legali del Connecticut ha confermato la compatibilità dei due fori con una ferita da pallettone, i proiettili utilizati dai conquistadores spagnoli.

Lo studio delle suppellettili in ceramica rinvenute nelle 72 tombe ha consentito agli archeologi di datare con precisione il periodo storico in cui venne ucciso il primo nativo americano con un’arma da fuoco. Secondo i loro calcoli, gli Inca sepolti nel cimitero altro non erano che guerrieri che combatterono strenuamente contro gli invasori spagnoli tra il 1532 e il 1536. Alcune cronache spagnole, che descrivono con precisione le battaglie contro gli Inca, confermano la ricostruzione degli archeologi. Le armi da fuoco utilizzate dai Conquistadores erano ancora molto rudimentali, ma avevano comunque effetti devastanti sui “nemici” del Nuovo Mondo.

I resti degli altri guerrieri Inca del cimitero nei pressi di Lima testimoniano con estrema chiarezza la ferocia dei combattimenti contro gli invasori. Teste letteralmente sfondante da colpi di inaudita potenza, gambe e braccia rotte, costole fratturate, forti traumi probabilmente causati dai cavalli dei Conquistadores, altro tipo di “arma” sconosciuta ai nativi delle Americhe.

Anche la morte della prima vittima da arma da fuoco del Nuovo Mondo fu estremamente cruenta. Un’analisi al microscopio elettronico ha messo in luce, sui contorni dei due fori del cranio, evidenti tracce di metallo, che testimoniano il rapido passaggio del pallettone dalla nuca alla fronte della vittima. Secondo i calcoli dei medici legali, il colpo mortale fu esploso a 35 metri di distanza uccidendo il povero Inca alle spalle, probabilmente mentre cercava atterrito una via di fuga.

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