Intelligenza vegetariana

lunedì, 10 settembre, 2007 19:51

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ArcimboldiIl premio nobel per la letteratura George Bernard Shaw sosteneva che “una mente del mio calibro non può prendere nutrimento dalle mucche”. La pensavano alla stessa maniera Benjamin Franklin, Pitagora e Leonardo da Vinci, tutti convinti vegetariani. Ad alcuni ricercatori inglesi è nata così la curiosità di verificare possibili legami tra alimentazione e intelligenza.

Lo studio, pubblicato sul prestigioso British Medical Journal, ha preso in esame lo stile di vita di oltre 8.000 persone che, nel 1970, all’età di dieci anni – erano state sottoposte a un meticoloso test per la valutazione del quoziente intellettivo. Di quei bambini, in età adulta quasi quattrocento sono diventati vegetariani, con una predominanza del 70% delle donne.

Chi ha optato per una scelta vegetariana ha mediamente un livello di scolarizzazione più alto, occupa un ampio numero di posti accademici, ma nel complesso guadagna meno rispetto agli onnivori.

Ma la vera sorpresa si registra confrontando il quoziente intellettivo (Qi) rilevato nel 1970 con la scelta alimentare maturata in età adulta. I maschi divenuti vegetariani da bambini avevano un Qi di 106, contro 101 degli onnivori, e lo stesso per le femmine con un Qi di 104 contro 99. Insomma, secondo i risultati di questa curiosa ricerca, i bambini con un quoziente intellettivo più alto hanno maggiori probabilità di diventare vegetariani in età adulta.

L’intelligenza influirebbe dunque anche nella scelta, più o meno inconsapevole, della propria dieta alimentare. Ma, a difesa dei carnivori, lo studio è stato svolto unicamente su cittadini inglesi. Conoscendo i piatti tipici della cucina di sua maestà, non propriamente light, chiunque dotato di un po’ di sale in zucca opterebbe presto per la scelta vegetariana. Dunque, intelligenza o questione di sopravvivenza?

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5 commenti a “Intelligenza vegetariana”

  1. Antonio Cracas dice:

    11 settembre 2007 ore 08:52

    Che dire, sono senza parole, sia per il contenuto, sia per il “contenitore”.

    Ti annuncio che stai diventando il mio mentore!
    :)

    Ciao
    Antonio

  2. anecòico dice:

    11 settembre 2007 ore 11:58

    Grazie, Antonio!
    Troppo buono… diciamo che sono in fase di test, vediamo come va a finire.
    Complimenti per avermi scovato così rapidamente! ;)

    anecòico

  3. ABS dice:

    11 settembre 2007 ore 15:51

    Di solito non credo molto in queste ricerche, ma stavolta, chissà perché, penso abbiano ragione… ;D

    Come fai a portare avanti un altro blog di questo livello? :O Sei inesauribile…

  4. anecòico dice:

    11 settembre 2007 ore 16:36

    ottimizzo i tempi.. finché dura eheh :P

  5. RandaTillDeath dice:

    10 gennaio 2012 ore 12:14

    Di vero c’è senz’altro che i vegetariani hanno una sensibilità molto più alta delle persone che non lo sono, proprio perché non tollerano più l’idea di nutrirsi di un animale morto per costituire il loro cibo …
    P.S. Io ho 20 anni, sono vegetariana da sei mesi, e ho sempre sentito una forte empatia e un forte senso di colpa ogni volta che mangiavo un animale. Soltanto da poco ho avuto però la possibilità di attuare una scelta così importante.
    Le persone che sentono una forte empatia nei confronti degli altri, che riescono ad immedesimarsi in loro e nei loro sentimenti sono notoriamente intelligenti. Se questo si estende poi anche ad altri esseri viventi, non solo ai propri simili, ecco i vegetariani!
    Quanto al QI, il mio è 111 (l’ho misurato tre anni fa però) e a scuola sono sempre andata davvero molto bene …vado a incrementare le statistiche :)

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