Legato a un granello di sabbia

venerdì, 6 novembre, 2009 18:12
Scritto in Cosmo

Spirit, il rover della NASA impegnato nell’esplorazione di Marte, è da circa sei mesi imprigionato dalle sabbie marziane. Nel mese di maggio il piccolo robot ha compiuto un passo azzardato e cinque ruote su sei si sono insabbiate, dando vita a un vero e proprio enigma per i responsabili della missione, che a distanza di diversi mesi stanno per avviare una serie di delicati tentativi per rimettere in moto il rover.

Il Rover Spirit [credit: NASA]

Il Rover Spirit (credit: NASA.gov)

Nonostante la determinazione del team della NASA, al momento le certezze sono ben poche specialmente sull’esito dell’operazione. All’arrivo dell’inverno marziano manca ormai poco e la minore quantità di luce lascia meno energie a Spirit, che è alimentato attraverso una serie di pannelli fotovoltaici. I tempi per agire sono dunque stretti e nel corso delle prossime settimane i responsabili del progetto dovranno affrontare non pochi dilemmi.

Sul suolo marziano dal gennaio del 2004, Spirit avrebbe dovuto concludere la propria missione in appena tre mesi. Come spesso avviene con le sonde, valutate le buone condizioni di salute del robot, l’ente spaziale americano ha deciso di estendere la missione e utilizzare a oltranza il rover per carpire ancora qualche segreto al pianeta rosso. Guidato dalla Terra, Spirit ha perlustrato un’ampia zona di Marte intorno all’equatore fino a imbattersi durante lo scorso maggio in un’area scoscesa caratterizzata da un terreno meno compatto del previsto.

Cinque delle sei ruote autonome del rover si sono così insabbiate progressivamente, rendendo il dispositivo prigioniero delle sabbie marziane e senza sufficiente presa per uscirne facilmente. Una condizione aggravata ulteriormente dallo stato di salute non ottimale di Spirit, “zoppo” da oltre tre anni con una ruota completamente fuori servizio.

Il caso Spirit è stato analizzato nel corso degli ultimi mesi da un nutrito gruppo di esperti della NASA ai quali è stato affidato il difficile compito di mettere a punto le migliori strategie per liberare le ruote del robot dalla sabbia. Oltre a consigliare l’avvio delle operazioni di salvataggio il prima possibile per evitare i problemi legati al lungo inverno marziano, gli esperti hanno suggerito di riconsiderare l’ipotesi di modificare la rotta di Spirit, spingendolo lungo il piano inclinato che lo ha tratto in inganno lo scorso maggio. Tale procedura consentirebbe di aggiungere alla potenza dei motori delle cinque ruote funzionanti la forza di gravità per smuovere il rover.

I responsabili della missione reputano, però, molto rischiosa questa opzione. Seguendo il piano inclinato, Spirit potrebbe anche liberarsi, ma si troverebbe poi in un punto di non ritorno in un terreno molto scosceso e pieno di insidie. La manovra ritenuta più sicura rimane dunque quella di una lenta retromarcia per riportare in rotta il rover.

Le operazioni per liberare il robot dovrebbero iniziare il prossimo 11 novembre, ma potrebbero essere necessari mesi prima di ottenere qualche risultato. L’area ritenuta sicura e meno sabbiosa si trova a due metri di distanza alle spalle di Spirit e il rover potrà al massimo muoversi di uno o due centimetri al giorno. Una condizione dettata dalla necessità di verificare a ogni step l’assetto del dispositivo e scongiurare un ulteriore e pericoloso insabbiamento delle ruote. Si teme, inoltre, che una roccia punti sul fondo del robot, se così fosse i movimenti potrebbero essere ancora più difficoltosi poiché solo alcune ruote potrebbero garantire una buona presa sul suolo.

Il team che si occupa della missione non nasconde di temere per le sorti del proprio robot. Tuttavia, nello scenario peggiore possibile, Spirit potrebbe godersi una buona pensione trasformandosi in una valida stazione meteo marziana. Anche stando immobile,  i sensori del rover come la fotocamera panoramica e lo spettrometro potrebbero fornire molte informazioni sul livello di polveri nell’aria, sulle nubi e sulle variazioni della temperatura al suolo. Altri sensori potrebbero anche misurare l’attività sismica in quella zona del pianeta rosso e fornire nuove informazioni sulla composizione del terreno.

Il futuro per Spirit potrebbe essere meno grigio del previsto.

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2 commenti a “Legato a un granello di sabbia”

  1. Piccole grandi manovre su Marte per Spirit | bloGalileo dice:

    20 novembre 2009 ore 10:33

    […] si muove su Marte, ma non si tratta di un marziano. Come annunciato un paio di settimane fa, da alcuni giorni Spirit ha iniziato le sue piccole grandi manovre per […]

  2. Fine dei giochi: la NASA parcheggia Spirit | bloGalileo dice:

    27 gennaio 2010 ore 18:20

    […] La decisione dell’ente spaziale americano giunge a un paio di mesi di distanza dalle prime manovre eseguite per rimettere in moto Spirit. Il Rover Spirit (credit: […]

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