Mar Nero, di petrolio

venerdì, 16 novembre, 2007 18:50

Ci vorranno dieci anni perché possano rimarginarsi le profonde cicatrici lasciate dall’enorme chiazza di petrolio che ha devastato lo stretto di Kerch nel Mar Nero. Secondo gli specialisti del WWF, le duemila tonnellate riversate in mare avranno conseguenze incalcolabili anche per l’economia locale, basata principalmente sulla pesca.

Il danno ecologico apportato dal riversamento di petrolio in mare potrebbe distruggere definitivamente il delicatissimo ecosistema della zona, in cui vivono almeno undici specie di volatili a rischio, incluso il Pellicano della Dalmazia e una specie di gabbiano comune, nonché numerose specie di uccelli migratori che ogni anno svernano sulle coste dello stretto.
Grazie all’impegno del WWF e di altre associazioni ambientaliste, alcune centinaia di uccelli sono stati tratti in salvo e ripuliti dal colloso oro nero. Tuttavia, iniziative di questo tipo possono solo assicurare la sopravvivenza a un numero risicatissimo di esemplari, migliaia di uccelli sono quindi condannati a morte certa. Un gruppo di soccorso ha identificato e tratto in salvo una coppia di delfini che, ripuliti sulla costa, sono stati condotti in un’area distante dalla gigantesca chiazza di petrolio. Le loro speranze di vita sono comunque molto basse. L’ecosistema in quel tratto del Mar Nero è infatti gravemente compromesso. Ciò significa che numerose specie animali non potranno procacciarsi il cibo e saranno condannate a un’atroce morte di inedia, che fino ad ora ha già causato la scomparsa di oltre 30.000 esemplari.

«Sarà praticamente impossibile rimuovere completamente il danno causato della perdita di petrolio» ha dichiarato sconsolato Igor Chestin, responsabile per il WWF in Russia, «crediamo che per evitare disastri del genere in futuro, dovranno esserci drastici cambiamenti nelle politiche di controllo per il trasporto del petrolio via mare».
Il WWF e altre associazioni ambientaliste hanno firmato un documento, chiedendo esplicitamente alla Russia l’adozione di una serie di misure molto rigorose per il trasporto di petrolio via mare. La flotta di petroliere utilizzate dalla Russia comprende numerose imbarcazioni con tecnologie sorpassate e prive di triplo scafo. Mediamente ognuna di quelle petroliere arriva a trasportare 200.000 tonnellate di petrolio.

La speranza è che il terrificante incidente occorso nel Mar Nero sia una dura lezione per le politiche eccessivamente lassiste applicate dalla Russia. Ciò che rimane una certezza è, purtroppo, la distruzione di un ecosistema unico nel proprio genere, che difficilmente riuscirà a tornare al pieno del proprio fulgore.

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