Per 16 anni nel cuore della nostra Galassia a caccia di stelle

giovedì, 11 dicembre, 2008 22:40

Il centro della Via Lattea (credit: Credit: ESO/S. Gillessen et al.)

Il centro della Via Lattea (credit: ESO/S. Gillessen et al.)

Spesso la costanza viene ripagata. Lo sanno bene gli astrofisici del Max Planck Institut (Monaco) che hanno condotto studi e rilevazioni per 16 anni su una trentina di stelle situate nell’area centrale della nostra galassia, la Via Lattea. La ricerca ha consentito di affinare le conoscenze sul buco nero “Sagittarius A” e sulle stelle collocate vicino al suo perimetro.

Utilizzando dispositivi di rilevazione basati sull’infrarosso, necessari per penetrare la fitta coltre di polvere interstellare presente in quell’area della Galassia, i ricercatori guidati da Reinhard Genzel sono stati in grado di osservare i movimenti di 28 stelle utili per comprendere e monitorare le caratteristiche di Sagittarius A. Secondo gli astrofisici, i dati raccolti negli anni costituirebbero una chiara dimostrazione empirica dell’esistenza dei buchi neri supermassici, ovvero caratterizzati da una massa di milioni e miliardi di volte superiore a quella del Sole.

Le orbite delle stelle rilevate al centro della Galassia sembrano infatti confermare la presenza di un elemento estremamente massivo, pari a circa 4 milioni di volte la massa del Sole, un indizio sufficiente per concludere che in quell’area della Via Lattea vi sia un buco nero vero e proprio. Le osservazioni hanno inoltre consentito agli astrofisici di misurare con maggiore accuratezza la distanza della Terra del centro della Galassia. Stando alle rilevazioni condotte osservando per 16 anni l’area, il nostro Pianeta dovrebbe trovarsi a circa 27.000 anni luce dal centro della Galassia.

Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica The Astrophysical Journal, è il risultato di numerose osservazioni iniziate nel 1992 grazie ai dati forniti dall’osservatorio de La Silla in Cile. Nel corso degli anni, i ricercatori hanno compiuto ciclicamente le loro rilevazioni durante una cinquantina di notti di intense osservazioni, realizzando uno degli studi più a lungo termine nella storia dell’astrofisica contemporanea. Il loro lavoro ha consentito di affinare di circa sei volte le informazioni sulla posizione delle 28 stelle identificate nell’area intorno a Sagittarius A. Una precione che sfiora i 300 micro-arcosecondi, equivalenti (banalizzando molto) alla possibilità di osservare distintamente una moneta da un Euro collocata a circa 10.000 Km di distanza dal punto di osservazione.

Nonostante i numerosi progressi raggiunti, la natura delle stelle al centro della Galassia rimane ancora un enigma. La maggior parte di quelle stelle ha un’età molto giovane ed è escluso possano essere giunte da altre zone, eppure gli attuali elementi sembrano anche escludere la possibilità che si siano formate nell’area in cui si trovano ora così vicine alla forza di attrazione del buco nero. I ricercatori non si danno però per vinti: alcuni modelli matematici sono già pronti per essere testati e potrebbero fornire qualche risposta in più sul cuore della nostra Galassia. Casa nostra.

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