Per le termiti, la sopravvivenza è una questione di famiglia

venerdì, 27 marzo, 2009 18:24

Reticulitermes speratus (credit: harvard.edu)

Reticulitermes speratus (credit: harvard.edu)

Le famiglie reali ci hanno spesso abituato a scandali da antologia, ma le termiti non sono certo da meno. Quando i due regnanti di un termitaio sono al comando da un po’ di tempo, al re viene la voglia di sperimentare qualcosa di nuovo e inizia ad accoppiarsi con le sue figlie per aumentare il numero di individui nella colonia. Un incesto pericoloso, poiché l’incrocio del medesimo DNA potrebbe portare a un indebolimento del termitaio, al quale le regine di una determinata specie di termiti hanno però posto rimedio.

Stando a una recente ricerca, infatti, la regina si riproduce dando vita a una nuova generazione con il suo stesso identico patrimonio genetico. In un certo senso possiamo dunque dire che quando il re del termitaio si accoppia con le sue figlie sta in realtà avendo un rapporto con la regina, per interposta termite.

Per comprendere la portata della scoperta occorre compiere un piccolo passo indietro. Generalmente, una colonia di termiti inizia a formarsi quando un re e una regina si mettono insieme dopo l’annuale lotta per l’accoppiamento e decidono di dar vita a una famiglia. All’inizio, la coppia reale provvedere alla creazione delle termiti operaie e di quelle soldato, che hanno il delicato compito di creare e mantenere in sicurezza il nido. Quando la colonia è sufficientemente grande, la regina e il re iniziano a produrre alcune termiti con le ali, che potranno dunque abbandonare la famiglia per andare a iniziare una nuova colonia per conto loro.

Termitaio

Termitaio

Infine, durante il suo ultimo periodo di vita, la regina depone alcune uova di aspiranti regine destinate a proseguire la monarchia. Le nuove regine iniziano così ad accoppiarsi con il re, producendo nuove termiti soldato e nuove termiti operaie. Quest’ultima fase determina però spesso un indebolimento dell’intera colonia a causa dell’endogamia, ovvero della nascita di nuovi individui frutto dell’accoppiamento tra membri del medesimo ceppo famigliare.

Recentemente, un gruppo di ricerca guidato dall’entomologo Kenji Matsuura della Università di Okoyama (Giappone) ha scoperto che almeno una specie di termiti utilizza una via alternativa per evitare gli svantaggi derivanti dall’endogamia. Stando allo studio da poco pubblicato sulla rivista scientifica Science, le regine delle termiti appartenenti all’ordine Reticulitermes speratus danno origine nell’ultima fase di vita a delle figlie con il loro stesso identico patrimonio genetico. Ciò avviene attraverso la partenogenesi, una particolare forma di riproduzione nella quale non è necessaria la fecondazione.

Giungere a questa importante scoperta non è stato certo semplice. I ricercatori hanno osservato trenta differenti colonie di termiti in cinque aree geografiche diverse tra loro, recuperando per ogni colonia alcuni membri della famiglia reale. Gli entomologi hanno poi analizzato il patrimonio genetico delle regine, dei re e delle altre caste di ogni termitaio, scoprendo così la presenza di numerose termiti operaie provenienti da un’unica regina nonostante nella colonia fossero presenti più aspiranti regine. Alcune analisi successive hanno infine messo in evidenza l’assenza del patrimonio genetico del re nel DNA delle regine, confermando dunque la loro nascita per partenogenesi da un’unica regina.

La strategia adottata da queste termiti consente loro di differenziare la colonia ed evitare l’endogamia anche in presenza dei rapporti incestuosi del re con le sue figlie. La diversità genetica è così preservata e la comunità riesce a sopravvivere più a lungo e ad adattarsi meglio ai cambiamenti dell’ambiente in cui vive. Secondo i ricercatori, numerose specie di insetti adotterebbero una strategia simile per assicurare un futuro alla loro colonia. Ulteriori ricerche confermeranno questa ipotesi, che potrebbe fornire nuovi validi elementi per comprendere la pervasività e la resistenza degli insetti, gli abitanti più numerosi del nostro pianeta.

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