Quando il litio fa la spia

venerdì, 13 novembre, 2009 16:48

credit: NASA.govI livelli di litio presenti nelle stelle simili al Sole possono indicare la presenza o meno di pianeti in orbita intorno a esse. La scoperta potrebbe semplificare e rendere più rapida la ricerca dei pianeti che si trovano al di fuori del nostro sistema solare, gli esopianeti.

Nel corso degli ultimi decenni, numerosi astronomi avevano rilevato livelli relativamente bassi di litio nel Sole se comparati con le quantità identificate in altre stelle con caratteristiche simili. Un vero e proprio enigma forse risolto da uno studio condotto dal ricercatore Garik Israelian, che ha rilevato trend molto differenti nelle quantità di questo elemento chimico tra le stelle con o senza pianeti. Il Sole avrebbe dunque poco litio a causa della presenza dei pianeti.

Per giungere a questa conclusione, Israelian e colleghi hanno studiato circa 500 stelle, 70 delle quali con pianeti, utilizzando lo spettrografo High Accuracy Radial Velocity Planet Searcher (HARPS) dell’ESO (European Southern Observatory) per monitorare i livelli di litio e il loro andamento nel corso di alcuni anni. I ricercatori hanno concentrato la propria attenzione sulle stelle simili al sole, che costituivano il 25% circa dell’intero campione preso in considerazione.

Grazie alle osservazioni e alle rilevazione condotte, Israelian e colleghi hanno scoperto che la maggior parte delle stelle con pianeti che orbitano intorno a esse possiedono appena l’1% della quantità di litio identificata mediamente nelle altre stelle. Gli astri analizzati simili alla nostra stella hanno distrutto buona parte del litio che avevano inizialmente a disposizione, per gli autori della ricerca, indipendentemente dalla loro età superiore al miliardo di anni.

I nuclei di litio sono particolarmente leggeri e non sono prodotti in grandi quantità nelle stelle. Secondo alcune teorie, questo elemento chimico si sarebbe prodotto poco dopo il Big Bang, 13,7 miliardi di anni fa. Buona parte delle stelle sono dunque equipaggiate con le medesime quantità di litio, salvo che questo non sia stato distrutto dagli stessi astri. Tale processo, raccontano i ricercatori nello studio da poco pubblicato su Nature, può essere innescato dai pianeti in orbita intorno a una stella e potrebbe dunque fornire ottimi indizi per identificare gli esopianeti.

Rilevando le quantità di litio custodite da una data stella, gli astronomi potrebbero infatti valutare la probabilità di trovare o meno dei pianeti in orbita intorno all’astro analizzato. Ciò potrebbe consentire di abbattere i costi e di accelerare i tempi nella complessa e meticolosa ricerca degli esopianeti.

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