Quando l’uomo cambiò il ciclo delle piogge

sabato, 15 settembre, 2007 16:45

PioggiaUn gruppo internazionale di scienziati ha dimostrato, sulla base di dati empirici, come le attività umane abbiano dirette e concrete conseguenze sulle precipitazioni atmosferiche. Per giungere a questa terribile conclusione, i ricercatori hanno incrociato i dati relativi agli ultimi 80 anni di precipitazioni con un complesso modello matematico in grado di simulare i cambiamenti climatici sulla base di due parametri fondamentali legati all’attività umana: l’emissione di gas serra e di solfati. I dati così ottenuti sono stati poi “spalmati” sulle diverse latitudini del nostro pianeta, prestando particolare attenzione alle aree tradizionalmente più piovose.
Dopo aver elaborato e confrontato i dati di più di 90 simulazioni, i ricercatori sono giunti a questa sorprendente conclusione: le attività umane hanno sensibilmente alterato l’andamento delle precipitazioni atmosferiche in almeno tre fasce geografiche. A causa dell’uomo le piogge sono aumentate di due terzi nella fascia Canada – Stati Uniti – Europa e Russia a discapito della fascia Messico – Africa sahariana dove le precipitiazioni sono diminuite di un terzo. Nell’area che include Brasile – Sud Africa e Indonesia le precipitazioni sono aumentate quasi di un terzo rispetto alla normale quantità di piogge rilevate nei secoli scorsi.

I sorprendenti risultati di questa ricerca dimostrano ancora una volta la complessità dei cambiamenti climatici che negli ultimi decenni stanno interessando il nostro pianeta. Il modello elaborato dai ricercatori potrà fornire nuovi elementi per studiare il surriscaldamento globale, identificando con più precisione le diverse tipologie di gas serra responsabili dei cambiamenti climatici.
La ricerca ha brillantemente superato i controlli di rito per l’attendibilità scientifica ed è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista Science. Prima ancora di essere data alle stampe, la ricerca condotta dal team del climatologo Francis Zwiers dell’Environment Canada di Toronto è stata aspramente criticata da alcuni ricercatori, sorpresi dalle eccessive responsabilità attribuite alle sole attività umane. Questa pioggia di obiezioni riapre dunque il dibattito nella comunità scientifica. Ma almeno questo genere di “precipitazioni” critiche fa bene alla scienza…

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