Rilevati bagliori di luce su Giove

mercoledì, 10 ottobre, 2007 17:45

Giove e la sua luna Io, in un magnifico montaggio di immagini colte dalla sonda New Horizons [photo credit: JHU/APL] La sonda spaziale New Horizons, lanciata dalla Nasa nel gennaio del 2006 e in viaggio per raggiungere Plutone, ha fornito negli scorsi mesi nuove e affascinanti immagini del complesso sistema di Giove e della sue numerose lune.
New Horizons ha sfruttato la spinta orbitale di Giove, il più massiccio pianeta del sistema solare, per aumentare la propria velocità e diminuire i tempi di avvicinamento al remoto Plutone. Nonostante Giove fosse stato già osservato da numerose sonde spaziali (Pioneer, Voyager, Ulysses, Galileo, Cassini), la fortunata combinazione di traiettoria, tempistica e innovative tecnologie ha consentito a New Horizons di immortalare ed esplorare dettagli mai osservati prima.

La sonda spaziale ha rilevato numerosi bagliori in prossimità dei due poli di Giove, il ciclo vitale delle gigantesche nubi di triidruro di azoto (ammoniaca) che avvolgono parte del pianeta, gli sciami di rocce che orbitano nei deboli anelli del pianeta, la struttura interna di uno dei vulcani che caratterizzano la luna Io e le particelle del campo magnetico emesso dal gigantesco pianeta.
“Le rilevazioni su Giove sono andate oltre le nostre più rosee aspettative” ha dichiarato Alan Stern, uno dei principali ricercatori alla guida della missione New Horizons. “Non solo ci ha consentito di collaudare sul campo la nostra sonda prima di raggiungere Plutone nel 2015, ma ci ha anche permesso di raccogliere una sterminata varietà di dati molto importanti che nessun’altra sonda aveva mai potuto raccogliere nell’orbita di Giove.”

Bagliori colti nelle regioni polari di Giove [photo credit: JHU/APL]I primi eccezionali risultati ottenuti grazie alla sonda spaziale New Horizons saranno pubblicati sul prossimo numero della rivista scientifica Science.
Da gennaio a giugno, le sofisticate strumentazioni di New Horizons hanno compiuto più di 700 differenti osservazioni del sistema gioviano. La sonda ha fornito numerose informazioni sul complesso sistema meteorologico di Giove. Grazie ai suoi rilevatori è stato possibile registrare con precisione la composizione e la struttura delle dense nubi che, originando dagli strati più bassi dell’atmosfera, avvolgono il pianeta in una densa e impenetrabile “nebbia”.
La sonda ha inoltre registrato numerosi lampi e fulmini indotti dal calore nelle regioni polari di Giove. È la prima volta che questo genere di bagliori polari viene osservato su un pianeta diverso dalla Terra, e dimostra quanto le grandi masse di calore siano implicate nella formazione delle nubi a tutte le latitudini di Giove.
La strumentazione di New Horizons ha inoltre fornito le prime immagini ravvicinate della “Piccola Macchia Rossa”, una tempesta in costante crescita che ha già raggiunto un diametro parti al 70% di quello terrestre.

Immagini ravvicinate della “Piccola Macchia Rossa”, il suo diametro è pari al 70% di quello terrestre [photo credit:New Horizons non ha poi disdegnato un’occhiata a Io, una delle quattro lune più grandi di Giove, caratterizzata da un’intensa attività vulcanica che rilascia tonnellate di detriti e materiali nel sistema gioviano. I sensori della sonda hanno analizzato undici differenti pennacchi di fumo, appartenenti ad altrettante spettacolari eruzioni. L’impressionante sbuffo alto 300km, originato dall’eruzione del vulcano Tvashtar, ha permesso di tracciare con precisione struttura e movimenti di queste enormi colonne costituite da dense coltri di fumo.
La mappatura fornita da New Horizons conferma l’eccezionale attività di Io, che la rende il corpo celeste più attivo dell’intero sistema solare, con oltre 20 cambiamenti geologici dalle ultime osservazioni effettuate nel 2001 dalla sonda Galileo.

Principali cambiamenti geologici rilevati su Io dal 2001 a oggi [photo credit: JHU/APL]La sonda della Nasa pare proprio destinata a superare molti record. Dal suo lancio, effettuato nel gennaio del 2006, New Horizons si è affermata come la sonda spaziale più veloce mai realizzata, in grado di raggiungere Giove in appena 13 mesi. Ora si trova quasi a metà strada tra le orbite del grande pianeta e Saturno, a una distanza di oltre un miliardo di chilometri dalla Terra. Raggiunto Plutone nel luglio del 2015, la sonda continuerà il proprio viaggio nelle profondità del Cosmo oltre i confini del Sistema solare. E noi saremo quaggiù… in attesa di sue notizie.

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