Tecnologie promettenti?

martedì, 11 settembre, 2007 8:32

Atom_2Secondo il MIT (Massachussets Institute of Technology) le dieci tecnologie più promettenti del 2007 sono destinate a fare storia e, nel bene e nel male, a cambiare le nostre vite. Vediamo quali sono.

  • Video su reti peer-to-peer
    La possibilità di diffondere contenuti multimediali su network peer-to-peer (P2P) senza la mediazione di un server centrale, sarà secondo il MIT l’unica possibilità per il Web di sopravvivere al crescente sovraccarico di dati causato dal proliferare dei video online. In questa direzione muovono le prime sperimentazioni di Joost, la prima grande televisione P2P di Internet. Il progetto è ancora in fase di beta testing, ma i risultati positivi ottenuti fanno sperare in una rapida apertura allo sterminato pubblico degli internauti.
  • Fisica quantistica ed energia solare
    Secondo il ricercatore Arthur Nozik, i progressi nello studio della fisica quantistica raggiunti nel 2007 consentiranno, negli anni futuri, di mettere a punto pannelli solari più efficienti. Mentre una cellula fotovoltaica al silicio colpita da un fotone di luce (un raggio di sole) rilascia un solo elettrone, una medesima cellula fotovoltaica quantistica è in grado di produrre due o più elettroni. Ci vorranno anni perché questo tipo di tecnologia possa essere completamente sviluppata, ma i ricercatori sono ottimisti. Il sole potrebbe presto diventare la nostra fonte primaria per la produzione di energia elettrica. Pulita e conveniente.
  • Telecomando genetico
    Iniettando una proteina ottenuta da una particolare specie di alga, è possibile rendere i neuroni dei veri e propri interruttori sensibili alla luce. Un fascio luminoso, direzionato con una fibra ottica, è infatti in grado di attivare questa specifica proteina in grado di innescare una reazione elettrica neuronale. Questa nuova tecnologia consentirà, in un futuro non troppo remoto, di disattivare quelle aree del cervello “impazzite”, che non rispondono più correttamente ai normali stimoli elettrici. Tra i moltissimi impieghi di questa scoperta, una terapia non farmacologica dei profondi stati depressivi appare – al momento – la più probabile.
  • Nano guarigione
    Sempre nell’ambito delle scienze mediche, è ormai a un buon punto lo sviluppo di una serie di nanofibre proteiche in grado di fermare istantaneamente emmoragie, anche copiose e – se non trattate con dovuta rapidità – mortali. Si tratta di una particolare soluzione fisiologica in cui è presente un’alta concentrazione di peptidi (i mattoni per creare le proteine) in grado di creare una vera e propria rete proteica intorno ai tessuti danneggiati. Gli stessi peptidi, inoltre, stimolano le cellule del nostro organismo ad accelerare il loro processo di rinnovamento, ricostruendo più rapidamente i tessuti.
  • Super-realtà
    Abbandonando il campo medico, troviamo la geniale intuizione di Markus Kähäri ricercatore della Nokia, uno dei primi produttori mondiali di telefonini. L’idea anche in questo caso è ambiziosa ma, incredibilmente, quasi pronta per la commercializzazione. Si tratta di un normale cellulare dotato di fotocamera, in grado di scansionare l’ambiente in cui ci si trova. Puntato l’obbiettivo del telefonino su un palazzo, un parco, un tipo di pianta, un sofisticato software sarà in grado di riconoscere lo stabile ripreso, indicandone collocazione geografica e centinaia di altre informazioni. Allo stesso modo potrà dare indicazioni sul parco pubblico in cui ci si trova, o una dettagliata descrizione del fiore appena ripreso.
  • Metamateriali
    Questa scoperta ha già fatto scalpore alcune settimane fa. Dopo mesi di studio, i ricercatori della Duke University sono finalmente riusciti a creare la loro prima “cappa dell’invisibilità”. Al momento gli oggetti trattati con questi metmateriali risultano invisibili ai radar, ma non all’occhio umano. Tuttavia, si ipotizza che in un futuro non troppo lontano si potranno creare oggetti invisibili alla vista. Si tratta di trasferire ciò che è stato scoperto per le microonde allo spettro del visibile… ma non è una cosa da poco!
  • Foto-digitali ultracompatte
    Richard Baraniuk e Kevin Kelly stanno lavorando alacremente a un nuovo sistema di sensori per gli strumenti di riproduzione ottica digitale (fotocamere, scanner, macchinari diagnostici). Nello specifico, si tratta di una innovativa combinazione tra un sensore (l’occhio della fotocamera) e il software della macchina fotografica (ciò che materialmente “disegna” l’immagine in un file). Invece di essere convertite in numeri e poi integralmente immagazzinate in un file, come avviene normalmente, le immagini verrebbero registrate in memoria con una sequenza numerica incompleta in grado di essere successivamente ricostruita per la visione del file. Banalizzando, il sistema è molto simile a quello del Sudoku. Avete una tabella parzialmente compilata e un’unica soluzione possibile da ricostruire.
  • Monitor diagnostici
    Tornando al campo medico, secondo il MIT avrà un sicuro successo la ricerca in corso per creare un nuovo monitor diagnostico, in grado di aiutare il medico nell’osservazione dei propri pazienti. Anche in questo caso l’idea è semplice, ma tecnicamente di difficile realizzazione. Lo scopo è quello di creare un computer in grado di raccogliere l’enorme quantità di informazioni che i moderni esami diagnostici possono fornire per ogni paziente. Questi dati, integrati dalla costante registrazione dei segni vitali del paziente, potranno fornire al medico un quadro clinico completo e costantemente aggiornato.
  • Super-DVD
    Utilizzando le nanotecnologie e un po’ di inventiva, Kenneth Crozier e Federico Capasso sono stati in grado di realizzare un DVD in grado di immagazzinare 3.6 terabytes di dati, pari a 750 DVD dei “giorni nostri”. L’implementazione di questa tecnologia consentirà, in tempi apparentemente brevi, di creare processori informatici dotati di una potenza infinitamente superiore ai modelli oggi in circolazione. Un super-computer sulla punta di un dito.
  • Analisi cellulare mirata
    Terminiamo questa rapida carrellata con il laser selettivo, una raffinatissima tecnologia in grado di analizzare con precisione una sola cellula del nostro organismo. Il laser in questione è ancora in fase di miglioramento, allo stadio attuale non è in grado di riconoscere le proteine che caratterizzano la cellula. Tuttavia, attraverso un’analisi comparativa, il sistema è in grado di rilevare comportamenti cellulari anomali, come il progressivo sviluppo di cellule tumorali. Norman Dovichi, il padre di questa nuova tecnologia, è tuttavia ottimista: “tra qualche anno ci guarderemo indietro ricordando a noi stessi che questi erano i primi piccoli passi…”

E secondo voi, qual è la tecnologia più promettente?

[tags] scienza, tecnologie, futuro, ricerca[/tags]

[pubblicato per la prima volta da me su CattivaMaestra]
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1 commento a “Tecnologie promettenti?”

  1. Kalinikos dice:

    24 gennaio 2008 ore 02:40

    Cool.

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