Un’alga più vecchia del previsto mette in crisi gli evoluzionisti

giovedì, 19 febbraio, 2009 17:41

Volvox aureus

Volvox aureus

L’unione fa la forza, e anche la scienza lo conferma. Se le prime cellule che popolarono il nostro pianeta non avessero iniziato ad unirsi e organizzarsi, dando vita a organismi complessi, non si sarebbe verificata una piena evoluzione e oggi la Terra sarebbe probabilmente una landa desolata come tanti altri corpi celesti.

Una nuova ricerca ha da poco messo in luce come le cellule di una particolare alga, Volvox, abbiano imparato a collaborare tra loro molto prima di quanto ipotizzato fino ad ora. Se così fosse, questi particolari organismi potrebbero comportare una retrodatazione dell’inizio dei processi evolutivi di diversi milioni di anni. La controversa scoperta potrebbe dunque portare a una revisione dell’attuale suddivisione temporale legata all’evoluzione di alcune specie.

L’alga Volvox è oggetto di studio da parte dei ricercatori ormai da diverso tempo. Nel corso degli anni Settanta del secolo scorso, alcuni studi suggerirono come le cellule di questa alga verde si fossero specializzate tra i 50 e i 75 milioni di anni fa. Un processo evolutivo iniziato dunque più di un miliardo di anno dopo la nascita dei primi organismi multicellulari, e dunque un ottimo terreno di studio per comprendere i segreti dell’evoluzione.

dna.jpgGli studi degli anni Settanta, però, erano semplicemente basati sull’analisi di un gene e di una sola gamma di fossili per conferire a Volvox una data di nascita. Ricerche con pochi elementi e tali da lasciare molto sospettoso il ricercatore Matthew Herron della University of Arizona (USA), che ha così deciso di approfondire le conoscenze sulla particolare alga verde per giungere a una datazione più precisa.

Insieme al suo team di ricercatori, Herron ha analizzato il genoma di circa 30 specie di alghe per valutare come la collocazione di alcuni geni abbia potuto causare dei cambiamenti nel corso dei processi evolutivi che portarono gli organismi a diventare sempre più complessi. La distanza tra due geni, dovuta alla loro differente collocazione nel genoma (la mappa di tutti i geni che costiuiscono un organismo), può infatti suggerire l’arco temporale entro il quale un particolare organismo si è evoluto da un suo diretto predecessore. Tale procedimento ha così consentito a Herron di verificare come le alghe verdi oggetto di studio abbiano completato il loro primo passo evolutivo da un organismo unicellulare circa 200 milioni di anni fa.

Lo studio, da poco pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences, ha destato molto scalpore in ambito scientifico poiché sovverte le ipotesi finora formulate intorno a Volvox e il suo periodo evolutivo. Secondo i detrattori, la ricerca di Herron avrebbe però un margine di errore eccessivamente alto e l’utilizzo di specie differenti di alghe avrebbe falsato notevolmente la ricerca.

Occorreranno ancora numerosi approfondimenti per verificare la retrodatazione nell’evoluzione dell’alga Volvox. La scoperta di Herron potrebbe implicare la revisione di alcune procedure sinora utilizzate per stimare l’arco temporale entro il quale si è evoluta una specie, con conseguenze che potrebbero interessare numerosi altri organismi oltre alla indagatissima e famosa alga verde.

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2 commenti a “Un’alga più vecchia del previsto mette in crisi gli evoluzionisti”

  1. giovanni dice:

    26 febbraio 2009 ore 14:53

    Dico,subito,che nonostante sia arrivato a 75 anni non sono rimasto fossilizzato su idee vecchie e obsolete.La ricerca scientifica è in continua evoluzione e ora Internet è diventato un formidabile informatore globale.Molto più dei libri.E’ asssurdo essere ancorati al Dogma dell’Evoluzione,ma dico anche nè con Darwin nè con la Bibbia.Pensiamo a cose nuove , perchè mi sembra che il fenomeno vita vegetale a animale sia un mistero enorme.Secondo il mio modesto parere la cellula vegetale per milioni di anni ha preparato il terreno per la vita animale. Zenza piante erbacee e alberi piccoli e grandi gli animali non avrebbero potuto vivere.Penso che la fotosintesi è stata una grande invenzione e ora secondo alcuni ricercatori fà capolino la meccanica quantistica nella fotosintesi.Tanto è vero che si pensa di usare le nanotecnologie per fare delle celle solari per produrre energia in maniera più economica senza lasciare scorie radianti.

  2. giovanni7 dice:

    24 luglio 2009 ore 08:47

    se l’alga Volvox era già complessa 200 milioni di anni fà butta a mare l’Evoluzione di Darwin, secondo il quale al principio erano organismi semplici che via,via sono diventati sempre più complessi.Ora la Genetica ha detto che il DNA di tutti gli animali sono fatti delle identiche proteine.Perciò è ridicolo dire che l’uomo ha una parte del suo patrimonio genetico comune ad altri animali come scimmie,topi e maialiecc. quello che cambia e il sofware di ogni singolo animale.Ma è così difficile farlo entrare nella zucca di eminenti scienziati evoluzionisti.Il nostro mondo si rinnoverrà il giorno che rottameremo le idee vecchie e obsolete .

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