Uno schianto da fine del mondo

giovedì, 11 giugno, 2009 17:17

terraForse non sarà il Sole a determinare la fine della Terra tra qualche miliardo di anni, ma il violento impatto con un altro pianeta del sistema solare. Uno scenario ugualmente poco allettante.

Le ultime simulazioni realizzate al computer suggeriscono infatti che tra 3 o 4 miliardi di anni Venere, forse Marte, possa entrare in collisione con la Terra a causa dell’interazione gravitazionale tra altri due protagonisti del nostro sistema solare, Giove e Mercurio. Del resto, in tempi remoti furono proprio i violenti e disastrosi impatti tra alcuni corpi celesti a formare l’angolo di Cosmo nel quale galleggia placido il Pianeta azzurro. La nostra stessa Luna si sarebbe formata in seguito a un violento impatto che coinvolse la Terra secondo numerosi astrofisici, così come il particolare moto di rotazione di Urano fu determinato da una forte collisione planetaria.

Le sorti del nostro Pianeta sono state recentemente studiate dai ricercatori Jacques Laskar e Mickael Gastineau dell’Institut de Mécanique Céleste et de Calcul des Ephéméridés (Parigi), che hanno realizzato oltre 2500 simulazioni al computer basate su un modello matematico sviluppato per proiettare nel futuro le orbite e le interazioni gravitazionali dell’intero sistema solare. Un modello estremamente preciso, in grado di elaborare simulazioni sui prossimi cinque miliardi di anni di vita della nostra casa nello Spazio.

Come scrivono i ricercatori nel loro studio, da poco pubblicato sulla rivista scientifica Nature, nel 99% delle simulazioni il sistema solare non ha fornito particolari segnali di pericolo per i suoi prossimi 5 miliardi di anni, mentre nell’1% i computer hanno suggerito un futuro a dir poco catastrofico. Un caos causato dalla particolare orbita di Mercurio.

Se la traiettoria di questo pianeta, il più vicino al Sole, dovesse variare di circa 0,38 millimetri nel corso dei prossimi 140 milioni di anni, l’interazione con la forza gravitazionale di Giove porterebbe a una modifica progressiva dell’orbita di Mercurio con effetti devastanti per gli equilibri del sistema solare. In circa 1,7 miliardi di anni, l’eccentricità dell’orbita (banalizzando molto, la forma dell’orbita seguita dal pianeta) di Mercurio aumenterebbe considerevolmente e in 3,34 miliardi di anni si potrebbe verificare un’intera destabilizzazione dei pianeti interni, ovvero di quei pianeti la cui distanza dal Sole è minore di quella della Terra.

L’effetto a catena causato dallo spostamento di Mercurio potrebbe portare Marte o Venere a schiantarsi contro il nostro Pianeta. Uno scenario apocalittico e poco probabile per la statistica, che non farebbe comunque altro che anticipare di circa un miliardo di anni la fine del nostro Pianeta, destinato a scomparire con la fine del ciclo di vita del Sole.

Tempi praticamente infiniti per la nostra percezione di piccoli esseri viventi mortali, ma che ci dimostrano ancora una volta quanto sia importante prenderci cura del nostro Pianeta, della nostra casa nello Spazio.

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