Uno schianto di elicottero

venerdì, 11 dicembre, 2009 18:13

Per rendere più sicuri gli elicotteri, i ricercatori della NASA hanno pensato bene di farne schiantare uno al suolo. Un elicottero è stato lanciato da un’altezza pari a quasi 11 metri per valutare l’efficacia di un nuovo dispositivo di sicurezza, una sorta di ammortizzatore per attenuare l’impatto verticale e offrire maggiori margini di sopravvivenza al pilota e ai passeggeri.

Credit: NASA/Sean Smith

Credit: NASA/Sean Smith

Sulla parte inferiore del velivolo i tecnici hanno montato un cuscino espandibile costruito con una struttura molto simile a quella dei favi costruiti dalle api. Durante il violento impatto, i pattini dell’elicottero si sono ripiegati su loro stessi, ma il dispositivo a nido d’ape ha impedito al fondo di impattare direttamente contro il suolo, evitando guai seri ai manichini collocati nell’abitacolo per l’insolito crash test.

I primi risultati ottenuti sembrano essere molto incoraggianti, ma naturalmente occorrerà ancora del tempo prima di vedere dispositivi simili sul fondo degli elicotteri. Negli Stati Uniti circa 200 persone ogni anno rimangono ferite a causa degli incidenti dovuti agli elicotteri. A differenza di buona parte degli aeroplani, questi velivoli volano relativamente vicino al suolo e sono spesso impegnati in operazioni di emergenza molto rischiose. Condizioni che influenzano sensibilmente le statistiche stilate ogni anno sulla sicurezza di questi mezzi.

Il test portato a termine dalla NASA è stato condotto su un MD-500 (video), al quale sono stati collegati circa 160 sensori per rilevare quanti più dati possibile sulla natura dell’impatto e sull’efficacia del cuscino a nido d’ape. Il torso di uno dei quattro manichini era equipaggiato con una serie di dispositivi per simulare la presenza degli organi interni e potrà dunque fornire informazioni preziose per valutare le conseguenze del crash test sui potenziali occupanti a bordo.

Il sistema per assorbire l’urto è stato sviluppato da Sotiris Kellas ed è realizzato in Kevlar, una fibra sintetica molto resistente (anche al calore) e solitamente utilizzata per la creazione dei giubbotti antiproiettile e per gli equipaggiamenti sportivi. Il dispositivo era stato inizialmente concepito per attutire l’impatto al suolo delle capsule spaziali, ma successivamente i ricercatori si sono resi conto delle possibilità per aumentare la sicurezza dell’aviazione “tradizionale”.

Il crash test è andato a buon fine ed ha riprodotto con un buon grado di approssimazione le tipiche condizioni di uno schianto di un elicottero. Il mezzo è stato portato a un’altezza di circa 11 metri con l’ausilio di alcuni cavi, successivamente rimossi con alcune cariche per non falsare i risultati dell’esperimento. L’impatto è avvenuto con una angolazione pari a 33 gradi e a una velocità intorno ai 53 km/h.

L’elicottero sarà ora rimesso in sesto e, nel corso del prossimo anno, si schianterà nuovamente al suolo, ma senza alcun dispositivo di sicurezza in Kevlar. I ricercatori potranno così avere un valido metro di paragone per valutare le potenzialità del loro cuscino.

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