Vittoria e illusione della vincita pari sono per il nostro cervello

martedì, 17 febbraio, 2009 18:32

Vincita mancata di poco alla slot machine

Vincita mancata di poco alla slot machine

Prima ancora che una slot machine si fermi, il cervello del giocatore prova ad anticipare mentalmente la potenziale vincita. Se la combinazione si avvicina di poco a quella vincente, esempio due coppie di ciliegie allineate e una no, tale fenomeno fa sì che il cervello si comporti come nel caso di una vittoria, inducendo così il giocatore a tentare ancora e con convinzione la sorte.

Questo effetto è noto da tempi ai produttori di slot machine, che naturalmente lo sfruttano per creare macchine da gioco in grado di fermarsi con frequenza a un passo dalla vincita. Le perdite per un soffio ricorrono infatti nel 30% dei casi nelle slot machine, un numero ottimale per fare in modo che i giocatori d’azzardo prolunghino il loro gioco con l’illusione di essere ormai prossimi alla vittoria.

Partendo da questi presupposti, un team di ricerca coordinato da Luke Clark (University of Cambridge, UK) ha creato una versione semplificata di una slot machine attraverso un programma per computer. I ricercatori hanno poi chiesto a 15 volontari – per la maggior parte di sesso maschile e con un’età media di 26 anni – di giocare con il software mentre un dispositivo per la risonanza magnetica funzionale ne rilevava l’attività cerebrale. Il gioco al computer consisteva nel fermare una delle due ruote della slot machine virtuale, decorate con sei simboli ciascuna tra cui una arancia, una bottiglia del latte e un elefante. Una volta fermata una delle due ruote, i volontari dovevano osservare lo schermo fino all’arresto della seconda ruota.

Nel caso di perfetta corrispondenza e allineamento tra i due simboli si otteneva una vincita pari a 0,50 sterline, mentre due simboli uguali ma non perfettamente allineati (a un passo dalla vincita) non consentivano di vincere alcuna cifra.

cervelloAnalizzando il comportamento del cervello dei giocatori, i ricercatori hanno così scoperto come una mancata vincita per un soffio (due simboli uguali mal allineati) stimoli una reazione del tutto simile a quella legata alla vittoria vera e propria con un aumento del flusso sanguigno nelle aree dell’encefalo che rispondono alle ricompense, come l’insula e il corpo striato. Tali zone del cervello fanno parte di una complessa struttura deputata alla gestione degli stimoli legati alla ricompensa e costituiscono dunque un punto di osservazione molto significativo per comprendere le reazioni del nostro organismo alle vincite, o alla costruzione mentale di una potenziale vincita come nel caso dell’esperimento condotto sui 15 volontari.

Secondo Clark, il coordinatore dello studio da poco pubblicato sulla rivista scientifica Neuron, la reazione a una vincita mancata per poco potrebbe avere origini ataviche. In attività particolari come la caccia, i nostri lontani antenati maturarono probabilmente una reazione simile per controllare l’esito delle loro spedizioni alla ricerca di cibo: ottenere una ricompensa – a livello cerebrale – per una preda mancata per poco poteva infatti costituire un’ottima molla per proseguire la caccia e portare infine a compimento il proprio obiettivo, lasciando così da parte la rinuncia.

Anche con una slot machine, dunque, il nostro cervello cerca di controllare lo scenario in cui agisce e viene così ingannato, costringendo il giocatore a perseverare nel suo gioco. Nuovi studi sui giocatori professionisti potrebbero portare a una migliore conoscenza della relazione tra aree cerebrali della ricompensa e comportamento, offrendo forse qualche nuovo spunto anche per curare la dipendenza dal gioco d’azzardo.

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