Sputnik1: anatomia di un satellite

Lo Sputnik 1 era un satellite molto elementare, estremamente diverso dai moderni e sofisticatissimi bolidi artificiali che orbitano intorno al nostro Pianeta fornendo informazioni, dati e comunicazioni.

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Realizzato in alluminio, lo Sputnik1 era una sfera pressurizzata ad azoto dal diametro di 58 cm e da una massa poco inferiore agli 84kg.
Dotato di quattro lunghe antenne da 2,5 metri l’una, il satellite comunicava il proprio segnale – un semplice “beep” – attraverso un trasmettitore radio sintonizzato su due frequenze distinte: 20.005 e 40.002 megahertz.
Tre batterie allo zinco e sali d’argento fornivano l’energia elettrica necessaria per inviare il segnale radio, che per 22 giorni fu captato da due stazioni radio collocate in maniera tale da ricevere a turno il segnale durante tutti i 96 minuti impiegati dalla sfera per compiere un’intera orbita.

Rappresentazione “esplosa” dello Sputnik1 Dopo aver trasmesso il proprio segnale per più di tre settimane, il satellite artificiale continuò ad orbitare intorno alla Terra per diversi giorni, prima di bruciare durante il rientro in atmosfera il 3 gennaio 1958 dopo aver percorso oltre 1.400 orbite, totalizzando 70.000.000 di chilometri intorno al nostro Pianeta.