USA contro URSS, ma se…

Nikita S. Chruščëv, presidente dell’Unione Sovietica dal 1953 al 1964Come sarebbe andata la Storia se il primo satellite artificiale della storia dell’umanità fosse stato lanciato in orbita dagli Stati Uniti?
Anche ragionando a lungo, probabilmente sarebbe impossibile trovare una risposta certa a questa domanda. La Storia non vive di “se”, ma di fatti che si sono realmente verificati decretando determinate conseguenze che a loro volta sono diventate la causa di nuovi effetti.
Dwight D. Eisenhower, presidente degli Stati Uniti d’America dal 1953 al 1961 Tuttavia, immaginare cosa ne sarebbe stato dell’Era Spaziale se nel 1957 il primo satellite fosse stato statunitense può portare a risposte sorprendenti, che sottolineano ancora una volta l’importanza di ciò che accadde ormai 50 anni fa.

Secondo Alex Rolando, storico delle tecnologie alla Duke University e consulente per la NASA, se gli USA avessero battuto sul tempo l’URSS gli equilibri tra i due blocchi non sarebbero cambiati molto. La superiorità tecnologica raggiunta dagli statunitensi era ormai evidente, e il lancio del primo satellite avrebbe confermato la supremazia tecnica made in USA. Come effetto secondario, la vittoria degli USA sull’URSS alla prima gara avrebbe probabilmente raffreddato da subito la sfida, con un conseguente rallentamento nella progettazione e nella ricerca dei nuovi vettori per raggiungere il Cosmo. La sconfitta bruciante e improvvisa, fu infatti un grandissimo stimolo per gli Stati Uniti, desiderosi di recuperare in fretta e bene il divario accumulato nei confronti del nemico sovietico.

Logo del programma spaziale americano “Apollo” (1961-1975)John M. Logsdon, responsabile dell’Institute of Space Policy alla George Washington University, è dello stesso avviso di Rolando. “Se non fosse stato per lo Sputnik1, probabilmente non ci sarebbe stato nessun programma Apollo”.
Del resto, dopo la prima sconfitta gli Stati Uniti non potevano certo permettersi di lasciarsi prendere dallo sconforto. In gioco c’era l’intera politica di equilibrio costruita con l’Unione Sovietica sullo scacchiere internazionale. Una sola pedina fuori posto avrebbe potuto causare un devastante effetto domino, con la possibilità di una escalation atomica senza precedenti e probabilmente senza superstiti…