Cervello: due metà sono meglio di uno intero

venerdì, 4 settembre, 2009 18:55

In numerosi animali le due metà del cervello si occupano di compiti sostanzialmente differenti tra loro. Negli esseri umani, per esempio, il lato sinistro è generalmente deputato al linguaggio, mentre il lato destro si occupa principalmente delle nostre capacità visive e spaziali. Molti altri compiti sono presi in carico rispettivamente dai due emisferi cerebrali, ma per quale motivo sussite questa divisione?

credit: Charlie Moores

Secondo un filone di ricerca, relativamente recente ma ormai ampiamente accettato dalla comunità scientifica, la spartizione dei compiti tra emisfero destro ed emisfero sinistro del cervello (lateralizzazione celebrale) è ampiamente diffusa tra i vertebrati e consente di risolvere problemi complessi con maggiore rapidità e accuratezza. Una ulteriore conferma a questa teoria sembra ora giungere dallo studio realizzato da Culum Brown e Maria Magat (Macquarie University, Sidney – Australia) che ha coinvolto una quarantina di pappagalli appartenenti a otto diverse specie.

Per determinare quale dei due emisferi fosse dominante in ogni pappagallo, i ricercatori hanno osservato quale occhio fosse prevalentemente utilizzato per focalizzare l’attenzione sul cibo e quale zampa fosse poi utilizzata per entrare in possesso del boccone appena identificato. Tale procedura ha così consentito di dare un punteggio sul livello di lateralizzazione di ogni individuo utile per comprendere i rapporti di forza tra i due emisferi cerebrali.

Magat e Brown hanno poi svolto un paio di test. Nel primo, ai pappagalli sono stati offerti dei semi in una ciotola contenente anche piccoli sassolini del tutto simili alle sementi. La loro prestazione è stata poi valutata dividendo il numero di semi consumati con il numero di beccate. Per il secondo test, i ricercatori hanno legato il cibo a un filo lungo 50 cm e lo hanno successivamente appeso al trespolo dei pappagalli. Una posizione poco accessibile e tale da richiedere una grande coordinazione tra movimenti del becco e delle zampe.

I pappagalli con una forte predominanza di un emisfero cerebrale sull’altro si sono dimostrati più abili rispetto agli altri pappagalli, senza particolari differenze legate alla specie di appartenenza. Nel test del cibo appeso al filo, cinque pappagalli con forte lateralizzazione appartenenti a quattro specie diverse sono riusciti a ottenere il prelibato boccone al primo tentativo. I pennuti con scarsa lateralizzazione hanno invece dato risultati poco soddisfacenti anche nel primo test, totalizzando un punteggio di 55 rispetto ai 95 punti ottenuti dagli esemplari con marcata lateralizzazione.

Secondo gli autori dello studio, da poco pubblicato sulla celebre rivista scientifica Proceedings of the Royal Society B, la lateralizzazione cerebrale favorisce dunque una elaborazione più rapida e accurata dei processi mentali, condizione che – nel caso dei pappagalli – rende anche più semplice la coordinazione dei movimenti e dunque la possibilità di sopravvivere e riprodursi proseguendo la specie.

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