Come si fa la Coca-Cola?

domenica, 25 novembre, 2007 16:37
Scritto in Come si fa

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In una camera blindata della Trust Company of Georgia (USA) si trova il segreto di una delle bevande più popolari al mondo: la Coca-Cola. Pochissime persone hanno le autorizzazioni necessarie per accedere a uno dei più grandi segreti industriali che da oltre un secolo incuriosisce e affascina decine di milioni di persone.

Benché numerose aziende dislocate in tutto il mondo siano autorizzate a confezionare la Coca-Cola in lattine, bottigliette di vetro e bottiglie di plastica, il segreto sulla ricetta della bibita viene mantenuto grazie al particolare metodo impiegato per la produzione. Le aziende autorizzate non ricevono, infatti, i singoli ingredienti, ma uno sciroppo estremamente denso da addizionare a pochi altri componenti e all’acqua gassata.
Nel corso di quasi un secolo, in molti hanno provato a scoprire i segreti della Coca-Cola. L’americano William Poundstone condusse a tal proposito numerose e minuziose ricerche, pubblicando poi i risultati nel libro Big Secrets. Secondo Poundstone, gli ingredienti fondamentali numerati da 1 a 9 dalla Coca-Cola Company, e chiamati in gergo “merce”, sarebbero: 1. zucchero; 2. caramello; 3. caffeina; 4. acido fosforico; 5. estratti di foglia di coca (da cui viene eliminata la cocaina) e, in minore quantità, di noce di cola; 6. acido citrico e citrato di sodio; 7x. oli di limone, arancia, limetta, cassia (simile alla cannella), noce moscata e pochi altri; 8. glicerina; 9. vaniglia.

Anche se la maggior parte degli ingredienti della Coca-Cola possono essere identificati con alcune semplici analisi chimiche, l’ingrediente più importante e misterioso è il miscuglio di oli essenziali utilizzati al punto 7x. L’aroma della bevanda non è quindi semplicemente dato dalla somma di questi oli, poiché numerosi altri aromi si creano grazie all’interazione degli oli stessi. Questa fusione degli elementi chimici che costituiscono gli aromi rende praticamente impossibile la decodifica certa di ogni singolo olio essenziale. Grazie a questa peculiarità, il segreto della Coca-Cola continua a rimanere inviolato da oltre un secolo.

E ora un po’ di storia…
Un carico di Coca-Cola in partenza La formula della Coca-Cola fu creata dal farmacista americano John S. Pemberton di Atlanta oltre un secolo fa. Nel 1885 egli aveva preparato una sua personalissima versione della bevanda Vin Mariani, un intruglio ottenuto grazie all’aggiunta di foglie di coca al vino rosso. Deluso dallo scarso successo del proprio tonico, l’anno seguente Pemberton corresse la formula: tralasciò il vino e aggiunse la noce di cola africana, che contiene caffeina, e zucchero e aromi per attenuarne il gusto amarognolo. Frank M. Robinson, amico e socio di Pemberton, disegnò poi il logo della Coca-Cola destinato a diventare una vera icona del Novecento.

La nuova bevanda fu poi distribuita nelle farmacie di Atlanta e venduta come “tonico cerebrale”, bevibile sia liscia che con l’aggiunta di acqua. L’operazione commerciale riscosse un discreto successo: le farmacie ne vendevano mediamente una dozzina al giorno. Grazie ai buoni risultati, Pemberton riuscì a vendere la formula a Willis E. Venable e George S. Lowdones, che a loro volta vendettero i diritti a Woolfolk Walker e M. C. Dozier che l’anno seguente decisero di venderli ad Asa G. Candler.
Conducendo numerose prove per migliorare la bevanda, Candler provò a miscelare il tonico con dell’acqua gassata. Soddisfatto dal risultato ottenuto, pensò poi di far uscire la bevanda dalle farmacie per renderla una vera e propria bibita popolare. Benché almeno sette persone fossero a conoscenza della ricetta, fu proprio Candler a costruire il mito del segreto della Coca-Cola. Grazie alla sua geniale intuizione, nel 1892 Candler fondò con il socio Frank Robinson la Coca-Cola Company.

Asa G. CandlerPer una decina d’anni, Candler e Robinson furono le uniche due persone al mondo autorizzate a miscelare in gran segreto lo sciroppo con l’acqua gassata. Il mito andava consolidato, così i due escogitarono un piano per ordinare le materie prime da fornitori dislocati su tutto il territorio nazionale. Quando giungevano i fattorini, Candler e Robinson si precipitavano a rimuovere tutte le etichette dalla merce consegnata per accrescere l’alone di mistero.
Gli affari andavano molto bene e i due soci furono presto costretti ad allargare il loro business. Per mantenere il segreto sulla composizione della bibita, Candler e Robinson decisero di numerare gli ingredienti per creare la Coca-Cola con una numerazione da 1 a 9. Ai direttori delle filiali veniva semplicemente comunicata la procedura di miscelazione, con le quantità per ogni singolo ingrediente.

Nel 1909 il governo federale degli Stati Uniti dispose il sequestro di 40 barili e 20 fusti di Coca-Cola, accusando l’azienda di violare le leggi vendendo un prodotto contenente “coca”. Seguì un lungo e durissimo processo che durò quasi dieci anni, in cui l’accusa non fu però in grado di produrre alcuna prova legata alla presenza di cocaina nella bibita. Durante il dibattimento, però, un fornitore rivelò con dovizia i particolari legati all’ingrediente n.5. Sotto giuramento, il testimone dichiarò che quell’ingrediente era ricavato dalle foglie di coca private della cocaina, e da un estratto di noce di cola.
I due componenti svelati dal fornitore non aiutarono più di tanto i cacciatori degli ingredienti segreti della Coca-Cola: foglie di coca e noce di cola influiscono infatti pochissimo sul gusto della bevanda. Da allora in molti hanno cercato di carpire il segreto della bevanda gassata più conosciuta al mondo, ma con scarsi risultati. Da alcuni anni il progetto condiviso “Open-Cola” cerca di risolvere il mistero sfruttando le potenzialità del Web. [fonte principale: Reader's Digest]

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4 commenti a “Come si fa la Coca-Cola?”

  1. pierluigi dice:

    22 febbraio 2010 ore 15:25

    il segreto della coca cola per me non è nei ingredienti perchè se prediamo un chimico ti sa dire come è composta la bevanda per me il segreto e nella lavorazione e nella miscelazione dei ingredienti , la base per me e qella della sprite poi gli aromi e aromi della caffeina dipende come loro li lavorano se a caldo o a freddo

  2. La bibita più famosa tra miti e leggende dice:

    12 luglio 2010 ore 10:54

    [...] della Coca Cola è uno dei segreti più protetti nel mondo ed è custodita in una cassaforte di una banca in Georgia (USA)? In realtà la ricetta è ben nota, fu pubblicata nel 1993 dal giornalista Mark [...]

  3. Salvatore truglio dice:

    14 dicembre 2010 ore 00:10

    Ciao mi servirebbe una cassetta DI Coca light ne avete?

  4. federico dice:

    27 febbraio 2011 ore 00:00

    sapete dove poter scaricare ilvideo della produzione di coca cola ?

    grazie 1000

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