Denti a sciabola, ma morso da gattino

mercoledì, 3 ottobre, 2007 16:50

Il cranio di uno SmilodonteNell’immaginario collettivo, i macairodonti (erroneamente definiti tigri dai denti a sciabola) sono sempre stati reputati sanguinari predatori alla stregua del famelico Tyrannosaurus rex, delle vere e proprie macchine di morte. Dotati di una prominente corporatura gli esemplari di Smilodon (il genere più noto di macairodonte) possedevano due possenti canini affilati come coltelli.

Per oltre 150 anni, scienziati e paleontologi hanno discusso sulle possibili modalità di caccia attuate da questo predatore, cercando di capire in che misura potessero influire le sue due affilate zanne.
Un recente studio condotto in Australia, e pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Science, potrebbe finalmente fornire una risposta definitiva all’annosa questione… creando non pochi danni alla mitica reputazione di questi incredibili felini.

Il modello mostra le stretta mascella di uno Smilodonte [photo credit: Dr Stephen Wroe]I ricercatori dell’University of New South Wales e dell’University of Newcastle hanno utilizzato una particolare tecnica computerizzata (Finite Element Analysis – FEA) per testare l’effettiva forza del morso dello Smilodon.
Generalmente utilizzata per lo studio di treni, aeroplani e automobili, la FEA ha permesso ai ricercatori di calcolare con precisione quali forze fosse in grado di sopportare una struttura cranica come quella dello Smilodon, giungendo a risultati a dir poco sorprendenti.

smilodon.jpgIl team di ricerca è giunto alla conclusione che il morso dello Smilodon fosse relativamente debole, con una forza di appena un terzo rispetto alla potenza delle fauci di un comune leone dei giorni nostri. “Nonostante la sua reputazione, uno smilodonte mordeva applicando una forza comparabile a quella utilizzata da un comune gatto domestico” ha concluso impietosamente il paleontologo Steve Wroe, che ha collaborato alla ricerca australiana.
La limitata potenza delle sue fauci influenzavano sensibilmente le modalità di predazione dello Smilodon. Ottimo “lottatore”, dotato di una corporatura solida e possente, lo smilodonte atterrava le proprie prede a terra prima di morderle in punti vitali come la gola, causando una rapida morte per emorragia nella sua vittima.

Oltre alla singolare scoperta, la ricerca condotta dal team australiano ha dimostrato come procedure di analisi simili alla FEA possano essere utilizzate non solo nel campo delle costruzioni e dell’ingegneria, ma anche nella medicina e nella ricerca.

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