Ecco come ci trovano le zanzare

mercoledì, 28 ottobre, 2009 18:27

Le zanzare non sono attratte solamente dall’anidride carbonica prodotta con la respirazione. A dimostrarlo sono i risultati di una recente ricerca, che hanno consentito di identificare un particolare odore prodotto naturalmente dagli esseri umani e da numerose specie di volatili in grado di attirare il genere Culex, l’insieme più noto di zanzare ematofaghe alla base dei contagi di numerose malattie e del virus del Nilo occidentale (WNV).

Culex quinquefasciatus (credit: entomology.ucdavis.edu)

Culex quinquefasciatus (credit: entomology.ucdavis.edu)

L’entomologo Walter Leal insieme al ricercatore Zain Syed (University of California, Davis) ha scoperto che il nonanale è il potente agente semiochimico che attira le zanzare, indirizzandole verso le loro prede e un pasto sicuro a base di sangue. Come suggerisce il nome, con il termine “semiochimico” si è soliti indicare una sostanza chimica in grado di trasportare un messaggio (“semeion” in greco significa segno).

Le antenne della Culex quinquefasciatus, una delle zanzare maggiormente responsabili nella diffusione del virus del Nilo occidentale, sono molto sviluppate e hanno la capacità di intercettare concentrazioni molto basse di nonanale. Sulle antenne sono infatti collocati alcuni recettori molto sensibili che rilevano la presenza dell’agente semiochimico e guidano la zanzara verso la preda.

Gli uccelli migratori portano con loro il virus durante le migrazioni stagionali dall’Africa alle zone temperate. Quando le zanzare mordono i volatili infetti diventano a loro volta i vettori del virus, che viene poi trasmesso alle prede successive che possono essere altri uccelli, cani, gatti, pipistrelli, cavalli, scoiattoli, conigli e naturalmente esseri umani. Il virus ha così modo di disseminarsi rapidamente e le cifre lo dimostrano chiaramente: in dieci anni negli Stati Uniti sono stati rilevati oltre 29mila individui infettati dal virus e ben 1.147 pazienti sono morti a causa delle complicazioni sopraggiunte dopo aver contratto la patologia.

Per giungere all’importante scoperta, i ricercatori della UC Davis hanno dato vita a un’ampia ricerca sulle centinaia di composti prodotti naturalmente dal nostro organismo e da quelli dei volatili. Lo studio è stato svolto su 16 volontari appartenenti a diverse razze e gruppi etnici. Identificata le sostanze, il team di ricerca ha testato la loro compatibilità chimica con i recettori presenti sulle antenne delle zanzare, giungendo infine all’identificazione del nonanale.

Come riportano i ricercatori sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Science, il nonanale lavora in sinergia con l’anidride carbonica emessa durante la respirazione e in grado di attirare le zanzare. Leal e Syed hanno approntato alcune trappole per le zanzare diffondendo il nonanale e l’anidride carbonica. In una sola notte, i due sono riusciti a catturare circa 2mila esemplari di Culex. Le prove con trappole di controllo hanno fornito ulteriori conferme alla scoperta del team di ricerca: le trappole con nonanale combinato all’anidride carbonica hanno consentito di catturare il 50% di zanzare in più rispetto alle trappole con sola anidride carbonica.

L’importante scoperta potrebbe ora portare alla realizzazione di una nuova generazione di repellenti per tenere le zanzare alla larga. Un sollievo per le nostre notti estive, ma anche una grande occasione per contenere i contagi nelle aree più disagiate del Pianeta.

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