Il “grasso buono” aiuta a dimagrire anche in età adulta

giovedì, 9 aprile, 2009 17:39
Scritto in Ricerca, Salute

Non tutto il grasso vien per nuocere. A rivelarlo sono tre interessanti ricerche sul tessuto adiposo bruno, che potrebbero portare in futuro a nuove soluzioni per il controllo della percentuale di grasso negli individui sovrappeso.

Tessuto adiposo bruno

Tessuto adiposo bruno

Mentre il tessuto adiposo bianco costituisce la principale riserva di energia ottenuta dal cibo per il nostro organismo, il tessuto adiposo bruno (BAT) consuma energie principalmente per produrre calore. Questo tessuto è estremamente ricco di mitocondri (gli organelli, parti della cellula, deputati alla respirazione cellulare) che conferiscono la tipica colorazione scura a questo tipo di grasso, essenziale principalmente per le specie animali che vanno stagionalmente in letargo. Fino a qualche tempo fa, si pensava che il BAT fosse attivo solamente nei primi anni di vita nell’uomo e che poi scomparisse progressivamente divenendo meno funzionale.

Ora i ricercatori hanno invece dimostrato come il tessuto adiposo bruno rimanga attivo anche negli adulti. Un team di ricerca guidato da Wouter van Marken Lichtenbelt, Università di Maastricht (Paesi Bassi), ha somministrato a 24 volontari alcune dosi di glucosio blandamente radioattivo per valutare la attività nei tessuti legati al metabolismo come il BAT. Abbassando la temperatura della stanza in cui si trovavano i volontari a 16° C, i ricercatori hanno rilevato attraverso una tomografia a emissione di positroni (PET) una intensa attività delle aree in cui da adulti permangono alcune porzioni di tessuto adiposo bruno (addome, collo e petto): il BAT aveva iniziato a bruciare il glucosio per produrre calore e contrastare rapidamente l’abbassamento di temperatura. Il fenomeno è stato riscontrato in 23 volontari e l’attività del tessuto adiposo bruno ha subito un progressivo rallentamento all’aumentare della temperatura nella stanza.

bilanciaIn uno studio simile, alcuni ricercatori della Harvard Medical School di Boston (USA), intenti nello studiare la quantità media di BAT presente in età adulta in circa 2000 volontari, hanno notato attraverso una serie di PET come il 5% dei pazienti avesse il tessuto adiposo bruno in piena attività anche in assenza di un abbassamento di temperatura nella stanza delle analisi. Il fenomeno è stato riscontrato principalmente nelle donne di mezza età.

Infine, in un altro studio condotto da Sven Enerbäck della Università di Göteborg (Svezia), i ricercatori hanno indagato la struttura molecolare del tessuto bruno adiposo, riscontrando la presenza di una proteina chiave per la produzione del calore del tutto assente dal tessuto adiposo bianco.

Pubblicati sulla rivista scientifica The New England Journal of Medicine, i tre studi segnano un importante passo in avanti nello studio del BAT negli adulti e nella comprensione delle sue caratteristiche molecolari. Due ricerche hanno anche messo in evidenza come le persone in sovrappeso tendano ad avere minori quantità di tessuto adiposo bruno in età adulta. La presenza del BAT potrebbe dunque contribuire al mantenimento del peso forma, ma al momento non è ancora del tutto chiaro perché gli individui sovrappeso tendano ad avere meno tessuto adiposo bruno. Le persone magre potrebbero essere più snelle poiché possono contare su un maggior quantitativo di BAT per bruciare le calorie, ma l’ipotesi non ha trovato al momento sufficienti conferme scientifiche.

Le recenti scoperte potrebbero comunque aprire la strada per la creazione di nuovi medicinali utili per combattere i casi di grave obesità. La nuova generazione di farmaci potrebbe stimolare il tessuto adiposo bruno per bruciare un maggior numero di calorie, rendendo più efficaci i protocolli per portare al dimagrimento. Nell’attesa dei prossimi sviluppi, salvo condizioni patologiche gravi, un po’ di moderazione a tavola e una condotta di vita sana rimangono al momento la miglior cura per tenere a bada i chili di troppo.

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1 commento a “Il “grasso buono” aiuta a dimagrire anche in età adulta”

  1. Pierbacco dice:

    9 aprile 2009 ore 18:59

    Parole sante, quelle finali…ma quanta difficoltà comportano!

    Pierbacco

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