Archive for the ‘Curiosità’ Category
| |
|
|
|
|
|
|
L’animale più forte del mondo potrebbe essere la salamandra, almeno secondo un recente studio.
Alcune specie di salamandra possono estrarre la lingua con una tale rapidità da fare immaginare ai ricercatori che l’operazione non possa essere svolta utilizzando i soli muscoli dell’animale. Le salamandre utilizzano la loro lingua per catturare gli insetti al volo, per poi ritrarla rapidamente e godere del pasto appena cacciato. Partendo da questo presupposto, i ricercatori della University of South Florida hanno analizzato il comportamento di questi anfibi, rilevando una curiosa particolarità.
Le salamandre devono il loro “colpo di lingua” mortale a un vero e proprio meccanismo balistico, una parabola che consente di lanciare colpi precisi ed estremamente potenti. Banalizzando molto, è come se questi animali possedessero un arco nella loro bocca in grado di lanciare frecce con una precisione estrema. Continua la lettura »
|
|
|
|
| |
|
|
|
|
|
|
Una delle caratteristiche più note dei pipistrelli è la loro capacità di “vedere” nella completa oscurità grazie a un sofisticato sistema di ecolocalizzazione, basato sull’emissione e la rilevazione della rifrazione degli ultrasuoni. Partendo da questo dato acquisito, da tempo gli scienziati cercavano di capire se la peculiarità dei pipistrelli si fosse sviluppata prima o dopo la loro evoluzione verso il volo. Una recente scoperta potrebbe finalmente dare una risposta a questo interrogativo.
La scoperta di un nuovo fossile, resa nota nel corso del meeting annuale della Society of Vertebrate Paleontology e recentemente pubblicata sulla rivista scientifica Nature, suggerisce che i pipistrelli abbiano prima imparato a volare e poi a utilizzare l’ecolocalizzazione. I paleontologi sono giunti a questa conclusione osservando attentamente il reperto fossile, focalizzando la loro attenzione sul cranio del piccolo mammifero volante. Continua la lettura »
|
|
|
|
| |
|
|
|
|
|
|
Queste piccole larve violacee sono estremamente più resistenti di quanto si possa immaginare. Prima di andare incontro alla metamorfosi che le trasformerà nel moscerino dell’Antartide (Belgica Antarctica), queste larve devono attraversare il lunghissimo inverno polare, sopportando temperature al di sotto dello zero, il disgelo, la disidratazione e gli allagamenti delle loro minuscole tane.
Una vita tutt’altro che semplice, affrontata però con estrema determinazione per la sopravvivenza. Per anni la capacità di queste larve di sopravvivere così a lungo in un ambiente tanto ostile ha costituito un vero e proprio enigma per ricercatori ed entomologi. Dopo molto tempo, i risultati di una nuova ricerca gettano finalmente un poco di luce sull’incredibile capacità di adattamento delle larve del moscerino d’Antartide. Continua la lettura »
|
|
|
|
| |
|
|
|
|
|
|
Sfruttando le risorse degli altri esseri viventi, i parassiti crescono e prosperano alle spese dei loro ospiti, spesso ridotti in una vera e propria schiavitù inconsapevole da cui è estremamente difficile liberarsi. Compiendo una serie di test su una particolare specie di formiche, un gruppo di ricercatori ha scoperto un’ingegnosa strategia messa in atto da alcuni parassiti per garantire la sopravvivenza delle loro generazioni.
Gli scienziati hanno identificato un microscopico verme in grado di infestare l’apparato digerente della Cephalotes atratus, una particolare specie di formica gigante capace di planare - grazie alla conformazione delle zampe posteriori - in caso di accidentali cadute da tronchi e arbusti. Quando i minuscoli parassiti invadono questi insetti, la parte terminale del loro addome gonfia considerevolmente acquisendo una colorazione che vira al rosso. La trasformazione causata dai piccoli vermi non è certo casuale.
Continua la lettura »
|
|
|
|
| |
|
|
|
|
|
|
Dopo un’attenta analisi, un gruppo di ricercatori ha dimostrato come i lamenti degli animali implichino nella nostra mente una reazione emotiva pressoché identica a quella causata dal pianto di un neonato.
I ricercatori hanno fatto ascoltare ad alcuni volontari il pianto di un bambino e i lamenti di un gatto e di una scimmia. Le reazioni cerebrali dei partecipanti all’esperimento sono state registrate grazie a uno scanner per la risonanza magnetica.
Il test ha evidenziato come le richieste di aiuto degli animali attivino le medesime aree cerebrali attivate dal pianto di un neonato. La corteccia orbitofrontale si è dimostrata come l’area più attiva nel corso dell’intero esperimento. Questa particolare zona dell’encefalo è deputata all’elaborazione dei processi decisionali che ci spingono a compiere un’azione.
La ricerca, a prima vista fine a sé stessa, dimostra invece con chiarezza come alcuni suoni siano pressoché universali nel regno animale. Pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the Royal Society B, lo studio mette in stretta relazione l’ascolto di particolari suoni con reazioni, spesso istintive, tese a preservare la conservazione di una specie.
|
|
|
|
| |
|
|
|
|
|
|
L’anno che ognuno di noi si appresta a vivere sarà bisestile, durerà dunque un giorno in più rispetto alla tradizionale durata di 365 giorni. Perché?
Nel corso della durata di un anno tropico (il periodo di tempo scandito da due equinozi e altrettanti solstizi) si manifestano le quattro stagioni: primavera, estate, autunno e inverno. Il loro ciclo completo è pari alla durata di 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi. Essendo impossibile organizzare la scansione dei giorni su un numero decimale, si è adottata la convenzione dell’anno bisestile per recuperare l’inevitabile slittamento temporale di circa 24 ore che si verifica nel corso di quattro anni.
Il giorno in più viene inserito in coda al mese di febbraio, che negli anni bisestili prevede 29 giorni al posto dei tradizionali 28. Così facendo è possibile ottenere un anno con una durata media pari a un numero non intero di giorni.
Il calendario gregoriano, lo strumento utilizzato dalla maggior parte dei Paesi del mondo per suddividere il tempo, osserva una particolare regola per organizzare gli anni di 366 giorni. Un anno è bisestile se la cifra che lo contraddistingue è divisibile per 4, fatta eccezione per quelle annate divisibili anche per 100.
Gli anni la cui numerazione termina con 04, 08, 12, 16, 20, 24… 88, 92, 96 sono dunque bisestili, mentre le annate le cui cifre sono 00 possono essere bisestili solo se il numero del secolo è perfettamente divisibile per 400. Il 2000 è stato, infatti, un anno bisestile, così come lo fu il 1600 e lo sarà il 2400.
Il 2008, divisibile perfettamente per 4, sarà dunque un anno bisestile che ci consentirà di recuperare le 24 ore circa “perse” negli ultimi quattro anni… e di far festeggiare il compleanno nella giusta data ai nati il 29 febbraio.
bloGalileo riprenderà le pubblicazioni
giovedì 3 gennaio 2008.
Buon anno a tutti!
|
|
|
|
| |
|
|
|
|
|
|
Mancano ormai poche ore al fatidico scoccare della mezzanotte e, in tutto il mondo, milioni di bambini andranno a dormire immaginando l’arrivo di un paffuto signore che vola su una slitta trainata dalle renne: Babbo Natale.
Da numerosi anni circolano online molti studi, tra il serio e il faceto, che cercano non tanto di spiegare l’esistenza di Babbo Natale, quanto di verificare se il suo fantomatico viaggio tra i comignoli del mondo sia oggettivamente realizzabile. Ecco una breve rassegna di ipotesi tratta da The Science of Santa Claus, che propone dati scientificamente opinabili, ma molto divertenti.
- Nessuna specie conosciuta di renna può volare. Eppure, si stima che al mondo vi siano ancora 300.000 specie viventi da catalogare e, nonostante la maggior parte siano insetti e batteri, nulla può categoricamente escludere l’esistenza di una specie di renne simili a quelle utilizzate da Babbo Natale.
- Sono circa due miliardi i bambini al di sotto dei 16 anni nel mondo. A quanto pare Babbo Natale non è però culturalmente diffuso tra i musulmani, gli indù, gli ebrei e i buddisti: ciò riduce il bacino dei “clienti” a meno di 400 milioni di bambini, mediamente 3,5 per ogni abitazione. Babbo Natale dovrebbe quindi fare visita a circa 92 milioni di case in tutto il mondo.
- Per compiere il suo itinerario, Babbo Natale ha 31 ore a disposizione grazie alla differenza dei fusi orari, assumendo che compia il proprio viaggio da est a ovest. L’arzillo portatore di doni dovrebbe effettuare quasi 823 visite al secondo, con circa un millesimo di secondo per parcheggiare la slitta, scendere dal camino, lasciare i doni, bere il tradizionale bicchiere di latte con i biscotti, scalare il camino, rimontare sulla slitta e partire per la casa successiva.
- Ipotizzando che le abitazioni sia uniformemente distribuite sul globo (anche se formalmente sappiamo che così non è), Babbo Natale dovrebbe viaggiare alla ragguardevole velocità di mille chilometri al secondo… Niente male, se si considera che la velocità massima raggiunta da una renna si aggira intorno ai 24 km/h.
- Non è poi da trascurare il peso complessivo della slitta. Ipotizzando che ogni bimbo riceva un dono del peso di un chilogrammo, la slitta dovrebbe sopportare un peso di circa 400.000 tonnellate. Una renna riesce a trainare il doppio del proprio peso, quindi circa 200kg, ne occorrerebbero quindi alcune centinaia di migliaia per smuovere di pochi centimetri la slitta e un paio di milioni per raggiungere una discreta velocità vincendone l’inerzia.
Insomma, l’impresa pare proprio impossibile… ma la ricerca trascura un elemento fondamentale: la magia del Natale.
Auguri da bloGalileo a tutti voi!
|
|
|
|
| |
|
|
Scritto da anecòico in
Curiosità il 20 Dicembre 2007
|
|
|
Come da tradizione, anche quest’anno il sito Web della rivista scientifica Nature propone una galleria delle immagini più significative del 2007 legate alla Scienza.
Attraverso 17 curiose immagini, è possibile ripercorrere l’incredibile corsa della ricerca scientifica di quest’ultimo anno, così da affrontare con nuove energie e ottimismo il 2008. Ecco una breve selezione dell’ottimo lavoro di ricerca svolto dalla redattrice di Nature Emma Marris.
|
|
Per un curioso fenomeno fisico, alcune spiagge dell’Australia si sono riempite di schiuma nel corso della scorsa estate.
|
|
|
|
|
|
Questa immagine ottenuta al microscopio, rappresenta l’articolazione di una zampa appartenente a un moscerino della frutta.
|
|
|
|
|
Resti umani di un uomo e una donna abbracciati. I reperti sono stati ritrovati a Valdaro (Mantova) e risalgono a circa 5.000 anni fa.
|
|
|
|
|
|
Questa mummia di Mammut, perfettamente conservata, è stata ritrovata alcuni mesi fa in Siberia durante la fusione di parte del permafrost, la porzione di suolo perennemente ghiacciata.
|
|
|
|
|
|
Un getto di olio silossanico si “tuffa” in un bagno d’olio.
|
|
|
|
|
|
|
| |
Le selezione delle immagini svolta da Emma Marris è naturalmente parziale, ma illustra in una rapida carrellata il dinamico mondo della Scienza, in costante evoluzione.
Quella proposta da Nature non è certo l’unica galleria delle migliori fotografie del 2007. Un’altra ottima selezione è costituita, infatti, dagli scatti premiati dall’ International Small World Competition. Ecco i premiati del 2007.
|
|
|
|
| |
|
|
|
|
|
|
Secondo le sacre scritture, quando Gesù nacque, i tre Magi videro una stella brillare ad est che segnalava la “nascita di un nuovo re”. Da un punto di vista prettamente scientifico, cosa videro realmente i Re Magi, o da cosa trasse l’ispirazione chi raccontò/inventò la loro storia? Secondo Fred Grosse, docente di fisica e astronomia alla Susquehanna University di Selinsgrove (USA), una particolare teoria potrebbe svelare l’arcano.
Il corpo celeste avvistato dai Magi sarebbe stato il frutto di una congiunzione planetaria, un particolare fenomeno che avviene quando due astri possiedono la medesima longitudine rispetto a un punto di osservazione sulla Terra. Spesso, questo genere di congiunzioni venivano interpretate dagli antichi come un unico grande astro e non la somma di due distinti corpi celesti.
«Nell’anno 6 prima dell’Era Volgare (avanti Cristo), Giove e Saturno si incrociarono per ben tre volte, in Maggio, Settembre e Dicembre originando una congiunzione planetaria» ha dichiarato il prof. Grosse. Il periodo indicato potrebbe essere un ottimo candidato per spiegare cosa realmente videro i re Magi: da alcuni anni si immagina, infatti, che l’anno di nascita di Gesù sia precedente al convenzionale anno zero. Inoltre, un evento del genere accade molto di rado, mediamente ogni 140 anni.
«Un’ipotesi potrebbe essere che i Magi abbiano visto uno dei due primi incroci prima di giungere a Betlemme con il terzo incrocio di Dicembre». Nonostante questa sia la tesi maggiormente affermata sul falso avvistamento di una cometa intorno all’anno zero, avallato anche dal grande astronomo Keplero, altre teorie cercano di spiegare il curioso fenomeno astronomico.
Grosse ipotizza che il forte bagliore colto nei cieli d’oriente possa essere stato causato da una Nova, o da una Supernova: corpi celesti estremamente luminosi che compaiono in cielo per una breve durata di tempo. «Alcuni osservatori delle stelle segnalarono, nel 1006, un corpo celeste luminoso quasi quanto il sole, e visibile ad occhio nudo per almeno un paio d’anni nei cieli notturni». Secondo alcuni documenti recuperati in Cina, una “stella temporanea” apparve nel cielo intorno agli anni della nascita di Gesù, tra il 4 e il 5 prima dell’Era Volgare.
Forse non sapremo mai se ciò che raccontano le Sacre Scritture sia realmente autentico, o il frutto di numerose stratificazioni culturali che hanno trovato la loro sintesi nei Vangeli. È indubbio, però, che un evento nella volta celeste sconvolse in quegli anni la vita di numerose persone. Ciò vale per la Scienza, materiale e razionale, quanto per i percorsi di fede dei credenti che a quel punto luminoso attribuiscono un particolare valore trascendentale.
|
|
|
|
| |
|
|
|
|
|
|
Craseonycteris thonglongyai, per gli amici Pipistrello Calabrone, è il più piccolo mammifero di tutto il Pianeta. Lungo meno di tre centimetri, questo simpatico volatile pesa appena due grammi, poco più di una moneta da dieci centesimi. Appartenente a una specie molto rara e a rischio di estinzione, il Pipistrello Calabrone vive nelle remote regioni orientali della Thailandia e in alcune aree della Birmania.
Craseonycteris thonglongyai è un vero e proprio prodigio della natura in miniatura. Il suo cranio ha un diametro di circa un centimetro per un’apertura alare di meno di due centimetri. Ghiotti di insetti volanti, i pipistrelli di questa specie attendono il favore delle tenebre per librarsi in volo e iniziare la loro caccia. Oltre agli insetti, i più coraggiosi non disdegnano succulenti pranzetti a base di ragni, a costo di rimanere gravemente feriti dal morso delle specie velenose.
Abituati alla scarsità di luce, durante il giorno gli esemplari di Pipistrello Calabrone trascorrono il tempo dormendo nelle loro tane, generalmente ricavate in caverne e piccoli anfratti, in grado di contenere anche 160 individui. Scoperto nel 1973, il Craseonycteris thonglongyai è stato recentemente inserito nella lista delle venti specie maggiormente in pericolo del Pianeta.

|
|
|
|
|
|