Terremoti e radon, attenti alla pseudoscienza

martedì, 7 aprile, 2009 16:52
Scritto in Fisica, Pianeta

Le notizie delle ultime ore sul violento terremoto che ha colpito alcune aree dell’Abruzzo, con epicentro vicino a L’Aquila, sono accompagnate dalle numerose polemiche intorno all’effettiva prevedibilità del sisma da poco avvenuto. Tra dichiarazioni, smentite e notizie poco corrette si è creato un caos informativo che rischia di creare fraintendimenti e convinzioni errate in chi è meno esperto sul delicato argomento. Senza la presunzione di trovare una verità sulla vicenda, provo a fare un po’ di chiarezza con lo stile semplice e divulgativo che da sempre contraddistingue bloGalileo.

Rappresentazione grafica dell'interno della Terra (credit: Wikipedia)

Rappresentazione grafica dell'interno della Terra (credit: Wikipedia)

Per comprendere la diatriba sulla prevedibilità di un sisma occorre svolgere qualche passo indietro nei meccanismi che generalmente scatenano un terremoto. Apparentemente placido, il nostro Pianeta racchiude sotto la crosta terrestre un cuore a dir poco irrequieto, dove il materiale magmatico (rocce fuse dal calore, acqua e altri fluidi sottoposti ad alta pressione) si muove in continuazione dal basso verso l’alto, rendendo il mantello (la porzione del pianeta compresa tra la crosta terrestre e il nucleo) una sorta di enorme tapis-roulant in grado di far muovere le 14 enormi placche che giacciono sulla sua superficie. Queste placche, grandi anche come un intero continente, si scontrano e si allontanano tra loro in prossimità dei loro margini e determinando così buona parte della conformazione del nostro pianeta. La collisione tra la placca indiana e quella euroasiatica, per esempio, ha determinato la formazione della catena montuosa dell’Himalaya.

Banalizzando molto, possiamo dire che il meccanismo di un terremoto ricorda quello di una molla in carica. In prossimità dei margini delle placche si accumulano dunque enormi forze, che vengono trattenute dagli strati di roccia più superficiali solitamente rigidi e scarsamente elastici. Quando le forze accumulate superano il punto di rottura degli strati più superficiali, i margini delle placche interessate scaricano la loro energia potenziale dando vita a un terremoto. Lo sciame sismico, ovvero l’insieme delle scosse in un dato periodo temporale, corrisponde al tempo necessario per il raggiungimento di un nuovo “equilibrio” tra una data area dei margini delle placche. Quando le forze non sono più in grado di contrastare la resistenza degli strati più superficiali, il fenomeno si attenua e la molla inizia nuovamente a caricarsi.

Sismografo

Sismografo

Raccogliendo attraverso i sismografi (le macchine che rilevano le scosse) i dati sui terremoti, il loro andamento nella storia e conoscendo la dislocazione dei margini delle placche, i centri di ricerca sono in grado di indicare quali siano le aree geografiche maggiormente a rischio dal punto di vista sismico. Utilizzando una semplice mappa colorata (in genere dal verde al rosso), si segnalano i punti in cui i terremoti hanno maggiori probabilità di manifestarsi, suggerendo così l’adozione di misure antisismiche per la messa in sicurezza degli edifici. La prevenzione è infatti  la miglior arma per difendersi dagli eventi sismici, poiché a oggi è impossibile prevedere con certezza il momento in cui si manifesterà un terremoto.

Nonostante siano state svolte numerose ricerche per trovare validi sistemi di predizione, al momento le sole informazioni statistiche si sono rivelate valide per identificare periodi di massima entro i quali può avvenire un terremoto. Le variabili in campo sono moltissime e sono principalmente legate alla sostanziale imprevedibilità nelle modalità di caricamento della molla del sisma: le forze che portano a un terremoto non si accumulano con costanza e secondo alcuni sono influenzate su scala globale dal movimento di tutte le 14 placche. I sismologi possono dunque dire che un terremoto si sta preparando, ma non certo stabilire con certezza un momento in cui potrà avvenire.

Durante il recente sisma in Abruzzo hanno destato scalpore le dichiarazioni di Giampaolo Giuliani su un nuovo sistema per predire con circa 6 – 24 ore di anticipo un terremoto. Giuliani, che a differenza di quanto si è scritto non è uno scienziato laureato in geofisica o sismologia, ma un tecnico, sostiene di aver previsto il terremoto in largo anticipo studiando le concentrazioni di radon, un gas che solitamente emerge in quantità superiori alla norma durante i sismi a causa della rottura e compressione delle rocce negli strati più superficiali del Pianeta. Una teoria in realtà ormai datata e che in tutto il mondo non ha prodotto alcuna evidenza scientifica affidabile.

Il virtuale rapporto tra radon e terremoti è stato indagato durante gli ultimi decenni negli Stati Uniti, in Cina e persino in Giappone, una delle aree più a rischio dell’intero globo dove  si concentra il 20% degli eventi sismici più violenti ogni anno. Nessuna delle ricerche condotte ha portato a risultati validi e scientificamente rilevanti. Nel 1995, dell’argomento se ne occupò anche il New York Times con un articolo approfondito, che sottolineava come le ricerche intorno a radon e terremoti fossero già all’epoca giunte a un punto morto poiché in molti casi il terremoto si manifesta anche con livelli più bassi del gas radioattivo e in maniera del tutto imprevedibile, senza alcun segnale premonitore legato al radon.

Anche consultando gli archivi online delle principali riviste scientifiche al mondo, come Nature e Science, si nota la presenza di numerosi articoli di ricerca sul radon e tutti contraddistinti da condizionali o esplicite dichiarazioni di inconsistenza dei risultati. Ciò testimonia come il misterioso studio di Giuliani giunga dopo decenni di ricerche in tema e non appaia come nulla di così nuovo in ambiente scientifico.

Nella lunga storia dei terremoti, la presenza di individui che dichiarano di aver previsto il sisma è una vera costante statistica, più della presenza del radon. Questi personaggi lanciano spesso continui allarmi e, per il calcolo delle probabilità, finiscono infine per azzeccare una previsione. Ma un tale modo di procedere non ha nulla di scientifico e rischia di rientrare in quella pericolosa realtà che è la pseudoscienza, che spesso alimenta false speranze sull’onda emotiva generata da grandi tragedie o eventi dolorosi legati alla malattia (pensiamo all’emblematico caso Di Bella).

A quanto si è appreso sinora, Giuliani non ha mai prodotto una documentazione scientifica organica e sistematica per illustrare alla comunità degli scienziati i risultati ottenuti con il suo sistema, che non ha dunque subito alcun controllo o revisione da parte di altri esperti in sismologia. La mancanza di sufficienti risorse per comprendere il sistema messo a punto da Giampaolo Giuliani induce a una parziale sospensione del giudizio, ma spinge anche inevitabilmente verso una buona dose di scetticismo, considerati i precedenti. Il metodo scientifico non si basa sulle combinazioni, ma prevede la produzione di dati, documenti ed evidenze riscontrabili e riproducibili nel tempo. Da decenni alcune centinaia di team di ricerca in tutto il mondo seguono questi criteri per comprendere anche il funzionamento dei terremoti. Il loro è un lavoro paziente, meticoloso e preciso, continuamente vagliato dalla comunità scientifica e non da un giornalista televisivo magari poco preparato o avido di sensazionalismo.

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26 commenti a “Terremoti e radon, attenti alla pseudoscienza”

  1. Furio DETTI dice:

    7 aprile 2009 ore 18:58

    fare divulgazione è sempre una splendida cosa, ma anche una grande responsabilità. Ho letto le sue considerazioni sul caso Giuliani. Non so se Giuliani sia davvero un esperto IN GRADO DI PREVEDERE UN SISMA.

    ma trovo il tono generale del Suo articolo denigratorio e prevenuto. Lei rtammenta il caso Di Bella, io mi ricordo che all’epoca intervistarono uno dei professori incaricati dal ministero di testare il metodo Di Bella. Ben prima quini che iniziassero i test, questo “illustre scienziato” affermava che secondo lui la verifica era inutile e il metodo Di Bella infondato. Io credevo che un ricercatore serio PRIMA sperimentasse e poi giudicasse.

    Qui mi pare che la stampa si comporti allo stesso modo: coalizzata contro chiunque disturbi la rete di baronie e consorterie ufficiali.

    Lei chiama il suo Blog BioGalileo: sembra aver dimenticato che all’epoca il Giuliani della situazione era Galileo stesso, alle prese con poteri forti (la chiesa) che non ammettevano alcun dissenso.

    La inviterei a valutare le persone per quel che fanno e non solo per il loro titolo. Altrimenti qualche maligno potrebbe dire che Lei – comunicatore e laureato in comunicazione – è sicuramente meno competente di Giuliani che è propriamente “scienziato” in quanto il dizionario definisce scienziato chiunque studi o pratichi una disciplina scientifica. E questo i tecnici anche quelli non laureati lo fanno. Giornalisti e divulgatori, invece no. Vede come è odiosa l’obiezione e come è pregiudiziale?

    Cordialmente.

  2. Giovanni dice:

    7 aprile 2009 ore 21:59

    mi sembra che non ha nulla di scientifico questo ragionamento atto a confutare quello che dice Giuliani, basato su una spiegazione del fenomeno da ricerca di alunno di terza media.
    Giuliani non è uno scienziato ma un tecnico e quello che afferma non è frutto di elaborazioni teoriche ma la semplice constatazione di dati raccolti con strumenti da lui costruiti, nulla di più facile allora che verificare questi dati!!
    una cosa posso dire, almeno sull’ultimo famigerato periodo, essendo questo monitoraggio on-line, ci sono testimonianze che sostengono l’attendibilità di questi dati, non vedo di contro a tal proposito daparte degli “altri” la curiosità dell’investigatore scientifico ma solo argomentazioni vuote e forse interessi di parte.

  3. bourbaki dice:

    7 aprile 2009 ore 22:29

    Non condivido completamente quello che scrivi.
    Per prima cosa il paragone con Di Bella. Ci fu una sperimentazione della sua terapia che fu dichiarata inattiva, ovvero inefficace.

    Secondo. Il fatto è che se sei un tecnico al di fuori di un certo establishment, nessuno ti considera, ecco il problema di Giuliani. Ti assicuro che nei dipartimenti universitari l’arroganza abbonda, e se penso a Boschi che gli dà dell’imbecille, Giuliani mi viene naturalmente simpatico:)

    Ora, io non sono un geologo e magari qualcuno con più cognizione di causa mi smentisce. Ma da quel che ho visto è che il radon è considerato un fattore che correla con gli eventi sismici. Nella letteratura scientifica (basta guardare su google scholar) sono molti i papers che confermano questo fatto, molti di più di quanti lo negano. Ovviamente la materia è controversa, per il fatto che i sistemi geologici sono sistemi complessi in cui interagiscono tra loro più fattori.

    Allora, immaginiamo come dici tu, che quella di Giuliani sia pseudo-scienza. Possiamo dire che un evento come il terremoto in Abruzzo accade una volta al secolo? così per ipotesi. Immaginiamo che il nostro Giuliani con la sua previsione che con una settimana di ritardo si avvera: ha una probabilità di 1 su 5200 di indovinare l’evento – non terribilmente improbabile, certamente più probabile che vincere al superenalotto. Ma ora consideriamo anche il fatto che Giuliani utilizza un certo tipo di informazione per migliorare la sua capacità predittiva. E magari la sua probabilità di indovinare il terremoto sale a 1/52=2% circa, magari anche qualcosa di più. E questo perché usa dei dati che correlano con l’evento. Magari è stato fortunato, ma perché attaccarlo sul piano personale? perché ci deve essere una chiusura totale verso chi lavora in maniera indipendente? Perché non studiare i suoi dati?

  4. Giovanni dice:

    7 aprile 2009 ore 22:56

    Condivido lo scetticismo di Bourbaki.

    La vicenda del tecnico Giuliani presenta alcune anomalie che dovrebbero indurre maggiore cautela nel trarre giudizi.

  5. anecòico dice:

    7 aprile 2009 ore 23:12

    @furio
    Non sono in alcun modo interessato a denigrare alcuno implicato in questa vicenda. Quello su Di Bella voleva essere, ed è, un semplice accenno a una vicenda che sembra avere alcuni particolari in comune con quella di Giuliani. Non per responsabilità dei diretti interessati, ci mancherebbe, entrambe le vicende hanno destato interesse nell’opinione pubblica alla ricerca di una risposta sull’onda dell’emotività.

    Non mi sento proprio di paragonare la vicenda di Galileo Galilei a quella di Giuliani, su questa strada non ti seguo. Ciò promesso, è indubbio che le baronie rendono difficile ai “semplici” (e lo dico con rispetto) tecnici di emergere con lavori e ricerche proprie. Su questo ci troviamo perfettamente d’accordo, ma non si può dimenticare che tutti i lavori svolti sul rapporto radon-terremoti non hanno portato – in letteratura – a risposte chiare e scientificamente valide. 😉

    @giovanni
    La questione dei dati prodotti o non prodotti da Giuliani è al momento molto intricata. Diciamo che il non aver seguito un iter maggiormente accademico non ha probabilmente semplificato la verifica del suo lavoro da parte di terzi nella comunità scientifica.

    Come specificato, il post è volutamente didattico e divulgativo per consentire a tutti di farsi una minima idea su che cosa determini un terremoto.

    @bour
    Scinderei le due cose, così almeno su metà siamo d’accordo. 😀

    1. I paper scientifici riferiti alle ricerche sinora svolte su radon – terremoti non hanno portato a conclusioni soddisfacenti. In molti casi, quello di metà anni 90 è emblematico, il radon non si manifesta con aumenti significativi eppure il sisma avviene ugualmente. Inoltre, fino a ora nessuno è stato in grado di dimostrare la semplice correlazione tra quantità di radon e intensità del sisma (altro elemento molto importante per capire se devi o meno disporre, per esempio, una evacuazione).

    Fino a prova contraria, resto convinto si sia trattato di una combinazione “forzata” dalle continue dichiarazioni di Giuliani. Se non ricordo male, il tecnico si è smentito e rismentito per diverse volte negli ultimi tempi su un possibile evento sismico. Detta terra terra: se dici ogni tot che una cosa succede, alla fine puoi anche azzeccarci.

    Stando a quanto se ne sa, il sistema che sostiene di aver messo a punto Giuliani non consente di identificare con precisione un epicentro, ma un’area di massima che ha un raggio di 100 Km (e anche su questo dato leggo molte voci discordanti).

    2. Sulla chiusura totale sono invece concorde e forse in questo sono stato troppo categorico nel pezzo. Gli ambienti accademici sono spesso luoghi asfittici in cui le buone idee, magari un poco controcorrente, faticano a germinare. C’è però da dire che sul caso specifico, idee simili sono germinate nel corso degli ultimi 20 anni e son sempre finite in un nulla di fatto.

    Il mio timore più grande, e per questo forse occorre al momento essere un poco più categorici, è che la vicenda Giuliani possa diventare una bella foglia di fico per nascondere il vero problema: la mancanza della prevenzione, specialmente nell’edilizia. In proporzione, di quell’aspetto se ne è parlato molto meno, e temo sia un male.

  6. chiara57 dice:

    7 aprile 2009 ore 23:53

    grazie mille per questo magnifico post… a me della vicenda giuliani interessa relativamente, sono invece molto colpita dalla spiegazione chiara e comprensibile su come funzionano i terremoti…
    giovanni, io ho la terza media, sono casalinga e mi piace informarmi, sono grata a persone come anecoico che cercano di rendere la scienza comprensibile anche ai non profani, scrivere semplice e chiaro non è per nulla facile, ti converebbe usare meno spocchia e avere un po’ più di rispetto! 🙂

  7. der Verschollene dice:

    8 aprile 2009 ore 00:03

    “se dici ogni tot che una cosa succede, alla fine puoi anche azzeccarci.”
    con tutto il rispetto, ma cosa stai dicendo? credi veramente che questo Giuliani sia andato in giro per tutt’Italia parlando di terremoti finché non ne ha azzeccato uno? io ho sentito parlare di lui per la prima volta il 2 aprile, ovviamente era denigrato da Studio Aperto etc.
    Tra l’altro, vorrei capire una cosa; d’accordo, a volte ci sono terremoti SENZA aumento di livelli di Radon. Ma mi sembra di intuire che quando il Radon aumenta molto, c’è QUASI SEMPRE un terremoto nella zona nel giro di alcuni giorni. anche se il metodo presenta una incertezza piuttosto ampia sia spaziale che temporale, mi sembra meglio di niente. Parliamo, ti ricordo, di 250 morti. La denigrazione di Giuliani, basata su argomenti capziosi e questi si scientificamente abbastanza ridicoli, come il “se si minaccai sempre un terremoto prima o poi ci si prende”, mi sembra uno dei peggiori esempi di autodifesa dell’Accademia, dei suoi interessi e delle sue carriere, sulla pelle della gente.

  8. anecòico dice:

    8 aprile 2009 ore 00:59

    @der Verschollene
    Non intendo denigrare nessuno e, ribadisco, non mi pare che nel post Giuliani o le sue ricerche siano trattati con fare denigratorio. Si tratta di un semplice principio di precauzione, tutto qui. 😉

    Ciò che ho scritto nel mio commento precedente è chiaramente anticipato da un “terra terra” proprio per scansare equivoci, ma forse non è bastato.

    Mi ripeto, da cosa se ne sa fino a ora, il sistema di Giuliani pare essere molto impreciso specie sull’epicentro di un sisma, che è poi il dato più importante per mettere in atto procedure di prevenzione (sgomberi, evacuazioni) nell’immediato. Da cosa ho letto in questo ore, Giuliani aveva previsto anche un sisma a Sulmona una decina di giorni fa, che non si è poi verificato nella finestra temporale da lui indicata. Secondo alcuni, se si fosse dato credito alle sue dichiarazioni, molti sarebbero confluiti verso L’Aquila (unica ad avere strutture ricettive per i tanti abitanti di Sulmona) e fatalmente in tempo per subirne il forte terremoto. Con gli allarmi bisogna andarci molto cauti.

    Non ho da difendere carriere né baronie, ma difendo il metodo scientifico, tutto qui. 😉

  9. Fabrizio dice:

    8 aprile 2009 ore 10:13

    Sinceramente di studi sulla correlazione ce ne sono molti nelle riviste scientifiche (ne ho segnalati alcun da me). Mi preme però sottolineare un paio di cose:
    1. Il numero di studi ovvero il consenso (o il dissenso) nella comunità scientifica non è scienza. La scienza sono le misure, la loro ripetitibilità, i modelli e le previsioni. Il resto, gli articoli, le peer review, l’accettazione e quant’altro, hanno un’altra dinamica molto più umana e molto meno scientifica.
    2. La scienza non è democratica; ci sono decine di esempi nella sua storia, da Galileo a oggi, in cui la comunità scientifica non accettò per anni i risultati di alcune ricerche (cito l’etere, la relatività e la meccanica quantistica, ma la lista è lunga).
    3. Questa correlazione è stata misurata in alcuni casi; però è vero che non c’è sempre ed è stravero che manca un modello. Per cui non siamo alla pienezza del processo scientifico (misure, modello, previsione). Sono tanti i fenomeni che studiamo oggi che si trovano in questo stato (tante misure, una certa correlazione, modelli instabili).
    4. Purtroppo anche con la previsione non si sarebbe potuto far molto; evacuare forse avrebbe creato maggiori danni.
    5. In tutto questo bailamme, io penso che le scuse al Giuliani sono dovute. Lui non stava cercando il nobel, ma presentava solo alcune misure; e per quello è stato denigrato. A casa mia ho imparato a scusarmi quando faccio una cappella. E quello che gli hanno detto nelle settimane scorse era scorretto.

  10. Vale dice:

    8 aprile 2009 ore 10:46

    Ci sono sicuramente tante incertezze sulla “vicenda Giuliani”. Io però mi chiedo come mai, se Giuliano era così convinto dei suoi dati, perchè non ha SCRITTO niente alle Autorità locali? A me non risulta che ci siano trasmissioni UFFICIALI (quindi scritte) di dati o di lettere che avvisino protezione civile o Enti pubblici sulle sue teorie. E si sa tutti che se non si scrive, le ipotesi difficilmente vengono prese sul serio e interpretate come mania di protagonismo (anche se potrebbe, questo, non essere il caso, e parlo solo del PRIMA dell’evento che poi, per fortuna o per bravura, ha dato “ragione” a Giuliani – più o meno). Tra l’altro, ieri sera sentivo Giuliani alla TV smentire di avere allarmato Sulmona. Quindi ora, capire quello che aveva detto, sarà veramente difficile.
    Considerato questo e che mi sembra che i telegiornali pubblicizzino la scoperta come “sua”, quando già comunità di studiosi lavorano DA ANNI SOLO su questo ( e non “avanza tempo”), mi sembra scorretto puntare il dito contro chi non abbia dato ascolto a questa persona. Sono concorde col dire che anche ammettendo che avesse ragione, alle conoscenze di oggi non sarebbe certo stato possibile mettere in atto alcun piano di evaquazione (da dove?? da Sulmona? e verso dove?? ). Per di più, se le ipotesi di Giuliani veramente parlavano di Sulmona, adesso diciamo MENOMALE che non c’è stata evaquazione di persone. Quello che rimprovero è che la Protezione Civile o polizia locale (da quello che è stato detto dalle persone del posto – vedi le varie interviste) abbia detto ai cittadini di stare tranquilli e che non c’erano pericoli. Penso che i terremoti ANCORA non si possono prevedere, ma la STATISTICA (e non Giuliani o la scienza) insegna che a sciami sismici PUO’ seguire una scossa di maggiore intensità. Quindi dire alle persone di stare tranquilli non mi è sembrata certo una scelta azzeccata: come al momento non si può prevedere in modo certo che il teremoto verrà, non si può nemmeno prevedere che lo stesso NON VERRA’. Sulla PREVENZIONE SISMICA concordo al 100 %. L’area dov’è avvenuto il terremoto è clasificata in classe I, quindi la più alta probabilità di terremoti. Penso che adeguare gli edifici esistenti alle RICONOSCIUTE CONOSCENZE sulle costruzioni che ci sono ad oggi, sia un DOVERE. Incentrerei su questo le attenzioni governative.

  11. Roberto D'Andrea dice:

    8 aprile 2009 ore 11:22

    Buongiorno, sono un Geologo applicato, professionista iscritto all’albo. Ci tengo a fare i complimenti al creatore del blog per la chiarezza con cui ha descritto il fenomeno sismico. Abito a 100 Km dall’Aquila e so cosa significa aver paura, ma una cosa mi sta facendo uscire di testa, la soap opera tutta italiana che sta venendo fuori da questo caso Giuliani, non ho nulla contro di lui, e non devo rendere conto a nessuno del mio operato essendo libero professionista, ma gli auguro che ci sia qualche fondamento nel suo metodo scentifico……..ho studiato il radon conosco le pubblicazioni a fondo e negli ultimi 30 anni ce ne sono moltissime e in tutto il mondo, sapete cosa significa punto morto?, vicolo cieco? Vi prego di cercare e documentarvi. Noi italiani che stiamo diventando un popolo di ignoranti irrazionali e santoni visionari, perche’ non parliamo dell’ ospedale inaugurato nel 2000?, con 8 SALE OPERATORIE INUTILIZZABILI SU 9, inagibile al 90%…..a norme sismiche, la casa dello studente con i nostri amici sotto il CEMENTO ARMATO COLLASSATO, nulla è stato fatto come DOVEVA essere fatto. Italiani VERGOGNA, ora piangiamo e preghiamo per i nostri fratelli morti….poi cerchiamo chi non ha fatto le cose come si deve, POI si potra’ parlare di radon. Scusate lo sfogo e la sintassi, non auguro a nessuno quello che e’ successo a noi; e diamo un bel premio nobel a questo TECNICO. Ringrazio tutti per l’aiuto che ci stanno dando e che ci daranno.

  12. Nicolò dice:

    8 aprile 2009 ore 11:40

    Guardate che qui non si tratta di partire prevenuti a caso.
    Il metodo che dice aver usato Giuliani (tra l’altro senza fornire adeguata documentazione fino ad oggi) è un metodo già conosciuto e usato, e non prevede terremoti in modo evidente in nessuna parte del mondo… è un indicatore come tanti.

    Ma mi preme ricordarvi, come ha detto testualmente il presidente della provincia dell’Aquila, che erano 3 settimane che si ripetevano sismi più o meno intensi, che avevano già portato alla chiusura delle scuole.

    Diciamo che una situazione di allarme c’era, con o senza radon….

  13. Giovanni dice:

    8 aprile 2009 ore 15:47

    “Una teoria in realtà ormai datata e che in tutto il mondo non ha prodotto alcuna evidenza scientifica affidabile”.

    bisogna essere un esperto del settore per poter affermare questo, siamo sicuri?? sono state fatte una marea di pubblicazioni al riguardo, ci sono ancora ricerche in atto e leggo su internet che solo nel 2009 ci sono state 33 pubblicazioni a tema radon – sisma

    “A quanto si è appreso sinora, Giuliani non ha mai prodotto una documentazione scientifica organica e sistematica per illustrare alla comunità degli scienziati i risultati ottenuti con il suo sistema”

    mi sembra di capire che è falso, a fonte dello stesso Giuliani, ci sarebbero stati incontri con Boschi e l’on Zamberletti e l’interessamento di alcune università italiane. inoltre dice anche che le sue osservazioni sono state anche oggetto di verifica , sebbene per un periodo di tempo limitatissimo (a mio parere).

    “Il metodo scientifico non si basa sulle combinazioni, ma prevede la produzione di dati, documenti ed evidenze riscontrabili e riproducibili nel tempo.”

    non sta qui a me a giudicare l’organicità e la riproducibilità delle osservazioni di Giuliani e tantomeno le fondamenta scientifiche del suo operato, fatto sta che non è un “signor nessuno” in termini di strumentazione e rivelatori di particelle, la mia impressione è che perlomeno sia riuscito a costruire un buon sistema di rivelazione e che i suoi dati dovrebbero essere presi in considerazione, e qui mi allineo pienamente col commento di Fabrizio.

  14. nino dice:

    8 aprile 2009 ore 16:38

    non sono uno uno scienziato ne un tecnico, sono un cittadino con cultura media e certo non posso imbaqttermi in argomentazioni scientificamente ma mi ritengo una persana ragionevole e voglio esprimere il mio piu totale dissenso su quanto scritto. a mio avviso allo stato attuale la polemica se avesse valore scientifico o meno cio che ha dichiarato giuliani non ha senso e comunque ci porta lontano dal problema.sappiamo per certo che la regione era sottoposta da mesi a continue scosse di diversa intensita, sappiamo per certo che i valori del radon non possono dirci se quando e dove accadra un terremoto, ma e’ amche vero che in moltissime situazioni sismiche quei valori hanno poi effetivamente caratterizzato situazioni sismiche critiche.allora vi pare ragionevole il comportamento della commissione scientifica e del responsabile della protezione civile?? a sentire gli abitanti dell aquila fino all’ultima scossa di mezzanotte e stato ripetuto a loro di stare tranquilli che si trattava solo di uno sciame sismico. vi pare ragionevole il modo in cui e stato trattato giuliani che non sara laureato ma e un ricercatore che lavora anche per loro e che ha avuto il solo torto di riportare dei dati tecnici su cui stava lavorando? e poi perche parlare solo di evacuazione? perche non si poteva creare una situazione di massima allerta o preallarme,non si poteva informare correttamente la gente, cioe dicendo loro che si e’ vero che queste misurazioni del radon non definiscono con certezza se si sta per verificare un terremoto ma e’ anche vero che parecchi terremoti si sono verificati dopo che le misurazioni del radon indicavano valori critici?la colpa piu grave di chi era preposto alla sicurezza delle persone e’ stata proprio questa.non pensate che se molta gente avesse avuto piu informazioni, in un contesto come quello,di continue scariche,avrebbe evitato di andare a dormire, si sarebbe preparaqto ad eventi difficili,e molti si sarebbero salvati?qual’era la preoccupazione degli scienziati i costi di un falso allarme, l’ipotesi di panico tra la popolazione??io credo che se fossi stato aquilano e se fossi stato informato sul rischi e non sulla certezza avrei chiuso casa, avrei preso i miei figli e le mie cose piu importranti e per un po avrei trovato un altra sistemazione,non credete che avrebbero fatto cosi in tanti, molti dei quali oggi purtroppo non ci sono piu?
    chiudo con cio che ha detto alla fine dell intervista di vespa a giuliani…quando ha visto i valori del radon verso mezzanotte e dopo aver ricevuto un avviso di garanzia per procurato allarme, lunica cosa che ho fatto e sta prendere la mia famiglia e metterci in salvo…..
    meditiamo su quanto e accaduto, a mio avviso un atteggiamento piu attento della commissione scientifica e dei responsabili politici della protezione civile avrebbe salvato numerose persone e questa era lo cosa piu importante da fare.

  15. CattivaMaestra dice:

    8 aprile 2009 ore 17:41

    Il cattivo non è il terremoto…

    La polemica sulla prevedibilità dei sismi e sull’operato di Giampaolo Giuliani rischia di diventare un falso problema, se non addirittura una foglia di fico per nascondere problemi ben più importanti. Fare chiarezza sulla vicenda è doveroso, ma i t…

  16. Marco dice:

    8 aprile 2009 ore 21:55

    Ho letto che secondo te “con parole semplici e chiare non ci sia nulla che non possa essere spiegato ai “profani””. Tuttavia non ho potuto fare a meno di notare il tuo tentativo di spiegare il processo di formazione del magma, attribuendolo, tra l’altro alla “fortissima pressione”: ebbene devi sapere che è esattamente il contrario. Si riconoscono infatti essenzialmente tre meccanismi di formazione del magma: 1) aumento della temperatura (dalla disintegrazione di elementi radioattivi, fenomeni di instabilità del nucleo esterno ecc.) 2) diminuzione di pressione (p.e. una spaccatura della crosta, causata da moti convettivi, che giunge fino al mantello) 3) depressione della curva del solidus, che è un pò più difficile da spiegare, ma si tratta, sostanzialmente, di un abbassamento il punto di fusione del materiale roccioso a causa dell’alterazione di alcune proprietà chimico-fisiche, come, per esempio, l’idratazione.
    Ritornando al “caso” Giuliani, mi sembra scontato che vada sempre e comunque applicato il metodo scientifico perchè una qualunque tesi, per quanto verosimile, debba e possa essere sperimentata, verificata, riprodotta e, finalmente, universalmente accettata. E’ altrettanto vero che, talvolta, le complesse dinamiche relazionali del mondo scientifico dove esistono, purtroppo, rigide ed inssovvertibili gerarchie, impediscono l’emergere di idee valide come lo strudio della correlazione sisma-radon.

  17. anecòico dice:

    9 aprile 2009 ore 01:08

    @marco
    Grazie per la precisazione, come avrai sicuramente intuito, l’articolo è principalmente dedicato ai terremoti e non ha certo la presunzione di spiegare in poche righe i complessi processi che portano alla formazione del magma. Quel passaggio tra parentesi voleva essere una semplice indicazione aggiuntiva per rendere più comprensibile il testo, ma mi rendo conto che la sintesi poteva indurre a una errata interpretazione. Ho corretto con una integrazione.

    Lavori nel settore? Son curioso. 😉

    Grazie mille e quando ti va torna a trovarmi 😉

  18. Vale dice:

    9 aprile 2009 ore 09:05

    UNA DOMANDA: ho visto il grafico del radon di giuliani. Ho la stampa che era pubblicata su repubblica. Anche da Vespa ha detto che visto il picco a mezzanotte ha portato via la sua famiglia. A me risulta che il picco di Radon fosse alle 19.15?? Altri hanno notato questo o sono io che ho letto male il grafico?

  19. Paolo dice:

    9 aprile 2009 ore 09:13

    Sono ricercatore (in un’altra area scientifica). E’ vero che la scienza richiede severi protocolli affinchè una teoria possa ritenersi “valida scientificamente”. Non è detto, pero, che un’ipotesi che non abbia superato i test scientifici sia falsa.
    Con questo voglio dire che l’uomo non è solo razionalità, ma anche intuito. Anzi è proprio l’intuito alla base delle scoperte più rivoluzionare. Sappiamo bene che affinche le scoperte intuitive possono essere confermate di tempo ce ne passa, proprio perchè è necessario vagliare attentamente, e con metodi scientifici, la teoria proposta.
    Per conculdere, cosa è mancato, a mio avviso in questa vicenda? Beh, io dico il buon senso (cosa che spesso manca a noi ricercatori) che è proprio l’elemento che collega l’intuito e la “praticità” soprattutto nel breve periodo. Infatti, sarà pur vero che non ci sono evidenze empiriche che stabiliscono una relazione univoca tra radon e sisma, ma comunque una qualche relazione esiste. Se a questo aggiungiamo le ripetute scosse dei giorni precedenti, “intuitivamente” qualche precauzione poteva essere presa.

  20. lore dice:

    14 aprile 2009 ore 12:47

    come si spiega allora quel picco eccezionale di emissioni radon alle 19 del 5 aprile (8 ore prima della scossa), pura coincidenza? taroccati i grafici?
    se è vero che le macchine di giuliani sono attive da 5 anni perchè non controllare storicamente se ai picchi di radon è poi seguita o meno una scossa?
    non sarebbe una prova scientifica? mi sembra cosi semplice……

  21. Scienziati di oggi dice:

    15 aprile 2009 ore 16:06

    L’autore dell’articolo ha avuto modo di parlare con Giuliani tecnico non laureato?

    Ha avuto modo di vedere le apparecchiature del tecnico e di capire che cosa fa effettivamente oppure l’autore dell’articolo ha solo letto i giornali?

    Il dubbio sembra non passare neanche lontanamente dalla mente di chi scrive l’articolo eppure il blog sembra dedicato a Galileo.

    Il DUBBIO, il DUBBIO, Il DUBBIO sembra essere scomparso dalla forma mentis degli scienziati di oggi.

    Neanche il minimo dubbio quindi che Giuliani possa avere sviluppato un sensore in grado di rilevare variazioni che studi di decenni e decenni non hanno mai visto per mancanza del sensore opportuno.

    E neanche il minimo dubbio, ovviamente, che l’eventuale errata previsione sia solo frutto di false notizie giornalistiche e soprattutto mancanza di mezzi perchè Giuliani non è laureato in geofisica e quaquaraquà e non ha la possibilità di disseminare il territori di sensori.

    Impossibile quindi.

    W la scienza!

  22. The Italian Opinionist dice:

    15 aprile 2009 ore 23:17

    Why can’t science at least doubt about earthquakes’ forecast?
    In the past a lot of commonly accepted theories and statements asserted by official science revealed themselves to be wrong and were replaced by the ones now regarded as the basic laws of chemistry, physics, etc… Just to mention some examples:

    “Earth is flat” Columbus and Magellan proved it to be wrong;
    “Earth is steady at the center of the universe” Copernicus and Galilei proved it to be wrong;
    “Chemical reactions involving oxidations are driven by phlogiston” Lavoisier proved it to be wrong;
    “The matter is continuos” Rutherford, Bohr and all modern quantum physics experiment proved it to be wrong;
    “Space and time are absolute” Einstein proved it to be wrong;
    “Earthquakes can’t be foreseen” Why shouldn’t science at least doubt about it?
    As said Lord Bertrand Russell “I think we ought always to entertain our opinions with some measure of doubt. I shouldn’t wish people dogmatically to believe any philosophy, not even mine.”

  23. Scienziati di oggi dice:

    16 aprile 2009 ore 09:42

    Tengo a ripetere che la scienza si fonda sul dubbio, DUBBIO.

    Le misure, il modello e l’esperimento sono soltanto strumenti con cui opera lo scienziato angosciato dal dubbio.

    La voce fuori dal coro deve essere uno spunto prezioso per lo scienziato e anche per chi è un divulgatore scientifico.

    Carlo Magno non avrebbe mai vinto i Longobardi se non avesse messo in dubbio le certezze dei suoi consiglieri che escludevano la possibilità di un passaggio praticabile in val di Susa.

    Gli scienziati televisivi di oggi, invece, fondano la loro scienza sulla certezza degli studi accademici e sulla giusta necessità di applicare il metodo scientifico.

    Di questo passo, però. gli scienziati televisivi non troveranno mai nulla di nuovo ma solo cose certe: il metodo scientifico confermerà ovviamente le loro certezze.

    Spero che per PseudoScienza l’autore dell’articolo voglia intendere l’indiscutibilità delle certezze degli scienziati televisivi e non la possibilità di avere qualche dubbio.

  24. diego dice:

    27 aprile 2009 ore 22:00

    Un articolo direi molto esauriente,esplicativo e corretto.Dovrebbero essere questi gli articoli da far leggere a tutti e per questo attirare l’attenzione dei media di portata maggiore,ma la verità molte volte non fa notizia.I grandi media ormai hanno la tendenza a strumentalizzare un pò l’informazione a favore di qualche ascolto in più.Sono uno studente di ingegneria e la prima cosa che mi ha colpito non sono gli allrmi dati da persone con convinzioni che sono solo loro,ma degli edifici crollati per un sisma che poi non ha una dimensione energetica così grande.Ricordiamoci che le case costruite bene a L’Aquila ancora sono in piedi.épiù facile spendere qualche migliaio di euro in più per costruire a regola d’arte gli edifici che sprecare anni energie mentali,preziosissime, a studiare probabili teorie che non trovano ancora un riscontro numerico dopo anni di studi.Con questo non voglio dire che gli studi in quel senso non vadano completati, ma ènecessario concentrare le energie nell’altro percorso di prevenzione!!!!a fronte delle nuove direttive sulle zone sismiche è davvero semplice mettere in sicurezza tutto!!!Abbiamo bisogno di persone che abbiano coraggio di fare il loro lavoro onestamente!!!!!Perdonatemi lo sfogo..Per toccare il discorso Giuliani,premetto ch mi sono documentato gurdando e leggendo quanto più ho trovato su internet, mi sono spesso imbattuto in grafici che indicavano degli andamenti ma nessuno ha mai spiegato cosa quei grafici mettessero in relazione ,su cosa si basa praticamente la sua ricerca oltre ai picchi di radon, e se le fonti dei sui risultati possono essere attendibili…Si deve essere molto cauti con queste cose….le sue previsioni erano e sono vaghe e questo ha generato una psicosi indescrivibile,non è giusto dare informazioni non corrette!

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