Hubble aguzza la vista

giovedì, 10 settembre, 2009 18:00

Il “tagliando” dello scorso maggio ha giovato molto al celebre telescopio spaziale Hubble. A distanza di alcuni mesi dalle spettacolari passeggiate spaziali degli astronauti della missione Sts-125, organizzata per riparare e implementare le ottiche e l’equipaggiamento del telescopio, la NASA ha da poco rilasciato alcune immagini per mostrare al mondo la ritrovata vista di Hubble.

NGC 6217 (credit: NASA, ESA, and the Hubble SM4 ERO Team)

NGC 6217 (credit: NASA, ESA, and the Hubble SM4 ERO Team)

Tra le immagini più suggestive da poco diffuse online, spicca sicuramente la fotografia della galassia a spirale barrata NGC 6217, la prima a essere realizzata con la versione riparata e aggiornata dell’Advanced Camera for Surveys (ACS) collocata a bordo del telescopio spaziale. Gli scatti di questo affascinante angolo del cosmo sono stati effettuati tra il 13 giugno e l’8 luglio per calibrare al meglio la strumentazione di Hubble.

Collocata a circa 6 milioni di anni luce dalla Terra, a nord della costellazione dell’Orsa Maggiore, la galassia NGC 6217 è a spirale barrata, ovvero i bracci che danno vita alla spirale partono dalla barra (la zona rosa e marrone al centro dell’immagine) e non dal nucleo della galassia.

Una seconda immagine, altrettanto affascinante, proviene dalla NGC 6302, comunemente nota come Nebulosa Farfalla, a causa del suo particolare aspetto; distante circa 3.800 anni luce ha un’ampiezza che supera i due anni luce. Ma laggiù nulla è delicato e lieve quanto il battito d’ali di un lepidottero.

NGC 6302 (credit: NASA, ESA, and the Hubble SM4 ERO Team)

NGC 6302 (credit: NASA, ESA, and the Hubble SM4 ERO Team)

Le “ali” della nebulosa sono infatti costituite da gas che bruciano a circa 20mila °C e che si muovono a velocità intorno ai 966mila chilometri all’ora. Il centro di NGC 6302 è costituito da una stella – con una massa pari a cinque volte quella del nostro Sole – ormai prossima alla morte.  Ha dunque disperso buona parte dei gas nello spazio circostante insieme alle radiazioni ultraviolette, che hanno reso luminescenti i gas e i detriti.

L’immagine è stata scattata da Hubble utilizzando la Wide Field Camera 3, una nuova fotocamera collocata dagli astronauti della STS-125 lo scorso maggio, e dimostra efficacemente la travagliata storia della stella al centro della nebulosa. Nel corso del suo ciclo di vita, la stella si è trasformata in una immensa gigante rossa con un diametro pari a 1000 volte quello del nostro Sole. Successivamente ha perso i propri strati più esterni di gas a differenti velocità: i gas emessi lentamente dall’area equatoriale (32mila km/h)  hanno così portato alla formazione dell’anello scuro che sembra stringere al centro la nebulosa dividendo le due ali, prodotte invece da gas emessi a grande velocità in direzione perpendicolare rispetto all’anello. La stella ha poi continuato a scaldarsi generando un vento solare molto più veloce, con un flusso di particelle intente a muoversi alla velocità di oltre 3 milioni di km/h, condizione che ha modificato in parte l’aspetto dell’intera nebulosa.

La nuova Wide Field Camera 3 di Hubble è in grado di utilizzare un’ampia gamma di filtri per isolare lo spettro luminoso emesso da diverse tipologie di elementi chimici. Ciò consente agli astronomi di studiare con maggiore precisione i gas che costituiscono le nebulose e di conoscerne temperatura, densità e naturalmente composizione. L’immagine risale al 27 luglio scorso ed è stata utilizzata combinando filtri per la luce visibile e per l’ultravioletto. Successivamente la nebulosa è stata immortalata con altri filtri in grado di percepire le emissioni luminose di ossigeno, elio, idrogeno, azoto e zolfo.

Insomma, il nuovo paio di occhiali di Hubble sembra proprio far faville.

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